Il nodo irrisolto dell'epidemia nascosta nelle RSA

15 Settembre 2020

Al momento si stima che in 26 paesi considerati, quasi la metà dei morti per Covid siano avvenuti nelle RSA. Si tratta di una media che fissa in un numero (altissimo) una situazione internazionale molto variegata, che va da alcuni paesi che dichiarano 0 morti nelle case di riposo, a paesi, come il Canada e la Slovenia, che dichiarano addirittura l’80%. E l’Italia? In mancanza di dati credibili a livello nazionale, si può citare il caso di Milano, dove secondo il rapporto compilato dalla ATS circa la metà dell’eccesso di mortalità per Covid è avvenuto nelle RSA. Una situazione quindi drammatica, quella degli “ospizi”, che porterà probabilmente al loro svuotamento nei prossimi anni, con un’altrettanto problematica presa in carico a livello familiare. Ma di questa “epidemia nascosta” che colpisce i nostri anziani nell’area grigia fra il welfare e la sanità, con effetti di una pesante discriminazione su base generazionale e sociale, la narrazione attuale di Covid-19 basata sull’aritmetica quotidiana di contagi e tamponi non tiene minimamente conto. E tantomeno la politica.

 

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