You are here

Latest News - Center for Digital Health Humanities

Subscribe to Latest News - Center for Digital Health Humanities feed
Updated: 1 hour 13 min ago

Lezione magistrale di Arno K. Kumagai sulle Medical Humanities alla Federico II di Napoli

 

Si discuterà di medical humanities al Policlinico Federico II con la lezione magistrale di Arno K. Kumagai, Professore di Medicina dell’Università di Toronto. Un appuntamento di grande interesse per i professionisti della salute il cui contesto, caratterizzato dall’innovazione tecnologica, dall’applicazione di sempre più stringenti normative, dalla fragilità del rapporto fiduciario con i pazienti, si presenta oggi quanto mai complesso. L’evento, gratuito ed accreditato ECM (4 crediti) per tutti i professionisti della salute, dal titolo “Le medical humanities nella formazione in Medicina”, è in programma Mercoledì 7 novembre, nell’Aula Magna “Gaetano Salvatore”, a partire dalle ore 14.00. Le medical humanities guardano alla tutela e alla cura della salute come responsabilità collettiva ed intendono fornire alla medicina, e a tutti i soggetti coinvolti nel processo di cura, gli strumenti necessari per comprendere tanto le malattie quanto la salute per favorire una maggiore comprensione di sé, dell’altro e del processo terapeutico. Da tempo, la Scuola di Medicina e Chirurgia e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II sono impegnate, con la Scuola di Specializzazione in Pediatria ed insieme alla Società Italiana di Pedagogia Medica, a delineare nuovi percorsi di cura in grado di coniugare il rigore scientifico con gli aspetti di comprensione, rispetto, tolleranza ed ascolto dei bisogni del paziente. Un impegno che al più presto dovrebbe tradursi in interventi formativi da effettuare sin dalle fasi iniziali del percorso didattico dei professionisti della salute. L’evento rappresenta anche il primo appuntamento dei casi clinici del mercoledì, ciclo di incontri organizzati dalla Scuola di Specializzazione in Pediatria per avvicinare i medici in formazione a tematiche attuali e di particolare interesse per la pratica clinica, con un approccio multidisciplinare. Sul tema si confronteranno: G. Isabella Continisio, Responsabile della Formazione Continua in Medicina dell’AOU Federico II, Cesare Gagliardi, Presidente del Collegio degli Studi di Medicina e Chirurgia, Alfredo Guarino, Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria, Stefano Luciani, Assistente in Formazione in Pediatria, Maura Striano, Professore Ordinario di Pedagogia, con la moderazione di Cesare Formisano, Professore Associato di Chirurgia Generale, e Raffaele Iorio, Professore Associato di Pediatria. Ad aprire l’incontro saranno Luigi Califano, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia e Vincenzo Viggiani, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. Il coordinamento scientifico dell’evento è a cura di G. Isabella Continisio, Cesare Formisano, Alfredo Guarino e Maura Striano. Programma completo dell’evento

Se la tecnologia rappresenta un “farmaco” per il destino dell’umanità

di Alessandro Franceschini *

L’avvento dell’innovazione tecnologica può essere considerato come una sorta di farmaco totipotente, che in sé stesso rappresenta una promessa di felicità e una possibilità di soluzione al limite che ci caratterizza. Ma attenzione: il farmaco è qualcosa di ambivalente, allo stesso tempo rimedio, medicina ma anche veleno.

L’origine della filosofia, tradizionalmente, viene identificata nel “thauma” aristotelico, corrispondente al concetto di “meraviglia”. Ma in realtà il termine greco, nel suo significato più autentico vuol dire “terrore”, “angosciante stupore”. Pertanto la filosofia, come ci ricorda Nietzsche, quasi a rappresentare un tentativo agonistico volto a dominare l’orrore, si erge quando qualcosa di terribile minaccia di farci inabissare nel suo fondo senza fondo[1]. E lo stupore raggelato, in questo caso, è dovuto alla costatazione del rischio che grava sulla nostra vita, all’eterna sofferenza e contraddizione che scorre senza sosta nel fiume dell’esistenza.

Nello sviluppo della storia dell’uomo, molteplici sono stati i tentativi di dominare e reagire all’orrore primigenio. Così anche la tecnica, come la filosofia, nasce in fin dei conti come riflesso alla medesima angoscia. Il concetto greco di “téchne” infatti è molto antico e in origine veniva usato per indicare una prerogativa degli dei di cui è stato fatto dono agli uomini per sopperire alla loro intrinseca debolezza[2].

A ben pensarci, nella nostra vita quotidiana, l’esperienza che più di ogni altra ci pone di fronte al nostro limite è la malattia. E per dominare nello specifico la malattia, è nata la medicina. Oggi, più che in altri periodi del suo sviluppo, la medicina per curare l’uomo viene esercitata nell’ambito della tecnica, esplicitando in qualche modo, la già richiamata origine comune di ogni attività umana correlata alla gestione dell’angoscia primordiale.

In tale prospettiva è facile considerare l’avvento dell’innovazione tecnologica come una sorta di farmaco totipotente, che in sé stesso rappresenta una promessa di felicità e una possibilità di soluzione al limite che ci caratterizza. Ma attenzione: il farmaco è qualcosa di ambivalente. La parola “pharmakon” in greco, vuol dire “rimedio, medicina”, ma anche “veleno”. La differenza nell’effetto che il farmaco può provocare sta tutta nel dosaggio e nell’utilizzo.

In questa prospettiva allora, anche l’uso della tecnologia più avanzata, come il digitale o l’intelligenza artificiale, può rappresentare per la vita dell’uomo qualcosa di positivo ma anche di pericoloso e, quindi, non possiamo prescindere da una riflessione critica e sistematica circa l’uso di questi nuovi mezzi per il bene di noi stessi e degli altri dei quali siamo chiamati a prenderci cura. Bene, dunque, prospettare un nuovo umanesimo digitale, ma che sia un umanesimo in grado di custodire l’umanità e non di stravolgerla.

[1] R. Fabbrichesi, Cosa si fa quando si fa filosofia?, Cortina Raffaello, 2017, p. 1

[2] Esiodo, Opere e giorni, vv. 109

 

*Alessandro Franceschini, dottore in Filosofia con un master in Medicina Narrativa, si occupa di Medical Humanities e insegna Filosofia Sistematica presso l’ISSR de L’Aquila collegato alla Pontificia Università Lateranense.

Presentazione nuovo libro di Sandro Spinsanti

“La medicina salvata dalla conversazione”, è questo il titolo dell’ultimo libro di Sandro Spinsanti pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore. La presentazione del volume, che completa la trilogia dell’Autore dedicata ai modi della cura, ci sarà giovedì 8 novembre p.v. alle ore 16:00 presso l’Istituto Luigi Sturzo in via delle Coppelle 35 in Roma. Tre i relatori che si avvicenderanno: Cristina Cenci, antropologa del Center for Digital Health Humanities – Marco Testa, cardiologo dell’Ospedale S. Andrea – Dagmar Rinnenburger, pneumologa dell’Ospedale S. Camillo. L’incontro sarà introdotto da Franco Aurelio Meschini, presidente della sezione romana dell’Istituto Italiano di Bioetica. Sarà presente l’autore.

Guariremo giocando?

App e videogame al posto delle pillole. La gamification della salute promette terapie digitali che ci faranno guarire giocando. Che spesso sono sviluppate grazie alla creatività di pazienti-innovatori.

Articolo di Laura Traldi su design@large

Per capire come la gamification stia entrando nel mondo della salute (quella che spesso si chiama e-health) bisogna immaginarsi una scena. Una bambina scatta un selfie: una coroncina, un po’ di rossetto ed eccola trasformata in una principessa. Il fratellino, intanto, si esercita con la spada laser: sta imparando a usarla insieme a Watà, il ninja più forte del mondo. Continua a leggere

T-PROTEGGO: parte la campagna per difendere i diritti dei neonati prematuri

 

  • In Italia, circa il 7% dei neonati nasce prematuro (circa 35.000 nascite pretermine l’anno)[1]
  • Apertura H24 delle terapie intensive neonatali, continuità assistenziale dei neonati nei primi 3 anni di vita, superamento delle disparità regionali: questa la richiesta congiunta di SIN, Società Italiana di Neonatologia, e di Vivere Onlus
  • Il ‘senso di colpa’ dei genitori trova sul web una ‘Rete’ di protezione dove confrontarsi e raccontare il proprio vissuto emotivo. Per il 60% dei genitori è fondamentale il ruolo degli operatori sanitari (neonatologi e infermieri) che fungono da reale supporto per i genitori. A casa, il 57% dei genitori sente la mancanza di un supporto psicologico e il 41% ritiene necessario un aiuto nella gestione dei primi anni del bambino
  • Testimonial d’eccezione il campione mondiale di volley Andrea Lucchetta che, con i suoi 199 cm di altezza, “amplificherà” l’importanza di prendersi cura dei piccoli nati prima del tempo, lanciando una call to action alla community (#Tproteggo)

 

Piccoli e fragili: sono i neonati prematuri. Bambini che cominciano la loro vita in salita perché hanno bisogno di più cure, sostegno e attenzione. Ma nel nostro Paese c’è ancora molto da fare, tanto più che in Italia si contano mediamente quasi cento nascite pretermine al giorno. VIVERE Onlus e la Società Italiana di Neonatologia in collaborazione con AbbVie presentano la campagna T-PROTEGGO, con l’obiettivo di sollecitare l’attenzione di tutti sui diritti e necessità dei nati pretermine e delle loro famiglie, che in alcune aree geografiche non sono ancora completamente soddisfatti.

“La campagna T-Proteggo nasce dalla volontà di riaccendere il dialogo tra le Istituzioni, i reparti di Neonatologia e le associazioni dei genitori per una migliore e più omogenea assistenza e gestione del neonato pretermine. Strategie di prevenzione, elevata qualità assistenziale e follow-up prolungato dopo la nascita rappresentano alcuni dei punti cardine da sviluppare” – dichiara Fabio Mosca, Presidente SIN.

“È il momento di realizzare una vera sinergia a livello nazionale, finalizzata a migliorare la salute del bambino nato prematuro e ad assicurare un adeguato sostegno socio-sanitario alle famiglie. Un percorso che coinvolge in primo luogo i genitori, ma che deve prevedere la partecipazione attiva anche delle Istituzioni” – dichiara Mauro Stronati, Past President SIN.

Ma cosa ne pensano i genitori? In primo luogo, dall’analisi delle conversazioni online[2], emerge soprattutto il senso di colpa. La mamma, in particolare, sente di aver messo il bambino in pericolo perché non è riuscita a portare a termine la gravidanza e di non essere più in grado di proteggerlo. Raccontare sul web l’esperienza della prematurità vuol dire trovare una “Rete” di protezione che offre solidarietà, rassicurazione, forza e speranza da chi sta affrontando o ha affrontato la stessa esperienza.

Secondo recenti dati[3]un terzo dei genitori arriva al parto pretermine senza aver mai sentito parlare di nascita prematura e anche chi ha questo tipo di informazione arriva impreparato. Dal momento della nascita, gli operatori sanitari assumono un ruolo decisivo: nel 61% dei casi il neonatologo e nel 62% gli infermieri fungono da reale supporto per i genitori. Grande sostegno viene dato anche dagli altri genitori che, nel 56% dei casi, hanno avuto un ruolo significativo per il superamento di questa fase. Una volta rientrati a casa, il 57% dei genitori sente la mancanza di un supporto psicologico e il 41% ritiene necessario un aiuto nella gestione dei primi anni del bambino.

“L’organizzazione dell’assistenza ai neonati prematuri vede punte di assoluta eccellenza nel nostro Paese. Ma c’è ancora molto da fare, anche perché la situazione regionale è tuttora molto disomogenea. È urgente e necessario garantire ai genitori l’accesso 24 ore su 24 ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale in tutte le regioni. La presenza dei genitori, infatti, oltre ad essere importante per la relazione affettiva e di attaccamento, favorisce lo sviluppo neuro-comportamentale del neonato come scientificamente riconosciuto. Poter stare con il proprio bambino senza limiti di orario è basilare al fine di sostenere l’allattamento e ridurre o contenere il dolore. È necessario inoltre che venga garantito un attento follow-up dei neonati pretermine almeno nei primi tre anni di vita, anche attraverso la costruzione di una rete tra tutte le realtà sociosanitarie del territorio” –dichiara Martina Bruscagnin, Presidente Vivere Onlus.

“In Italia, per i neonati pretermine, le differenze regionali nel percorso assistenziale hanno un impatto significativo sulla vita del bambino e della sua famiglia. AbbVie è da sempre impegnata in programmi di partnership volti a individuare soluzioni concrete e sostenibili, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, come in questo caso a supporto dei diritti del bambino e dei suoi genitori” – afferma Fabrizio Greco, Amministratore Delegato di AbbVie Italia.

La campagna T-proteggo – che ha ottenuto il patrocinio di SIP, Società Italiana di Pediatria, FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, FIARPED, Federazione Italiana delle Società Scientifiche e delle Associazioni dell’Area Pediatrica – vede la partecipazione attiva di un testimonial d’eccezione: il campione del mondo Andrea Lucchetta, da sempre impegnato al fianco dei bambini. Ex pallavolista passato dalla ‘Generazione di fenomeni’ a commentatore sportivo in grado di far impazzire i social, Lucky Lucchetta ha deciso di aderire a questa iniziativa lanciando una call to action alla community. Come dice Andrea col suo stile inconfondibile: “Abituato a ‘fare muro’ contro l’indifferenza, vorrei far postare sulla rete dei social qualsiasi messaggio utile a sensibilizzare i followers sulla campagna T-proteggo. Come ‘proteggo’ un pallone in difesa o lo coccolo in palleggio, chiedo a tutti di proteggere i diritti dei neonati prematuri postando sui social foto, video o storie utilizzando l’hashtag #Tproteggo, per accendere l’attenzione sulle problematiche dei bambini nati prima del tempo”.

 

[1] Rapporto annuale sull’evento nascita in Italia – CeDAP 2015 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2766_allegato.pdf

[2] “Nascere prematuri online: il web che protegge”. Analisi delle storie sulla prematurità in Rete condotta da Eikon SC, ottobre 2018

[3] “I bisogni delle famiglie con bambini nati prematuri” – Ricerca quali-quantitativa condotta da Doxapharma, ottobre 2018 (200 interviste)

Quale posto per l’Arte nella Medical Education?

Workshop – Giornata di studi, 16 Novembre 2018, Museo delle Civiltà Roma

Molti sono gli utilizzi dell’arte nell’ambito della Salute. Dall’arte terapia alla “ri-costruzione” dei luoghi della cura per aumentare il confort dei pazienti seguendo l’orientamento olistico indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’introduzione delle Medical Humanities per il miglioramento del ruolo del personale di cura indica nuove strade per la formazione e per migliorare la resilienza dei professionisti. Può l’Arte giocare un ruolo importante nell’educazione medica? Molti studi suggeriscono che l’arte può essere utilizzata per rispondere alle diverse esigenze della formazione del personale sanitario: abilità osservative, migliore comunicazione, empatia, oltre che maggior resilienza per limitare il rischio di stress e il burnout.

L’evento, approvato tra le iniziative dell’Anno europeo del patrimonio culturale, è organizzato dal Laboratorio di Arte e Medical Humanities della Facoltà di Farmacia e Medicina dell’Università Sapienza e dalla Società Italiana di Pedagogia Medica, con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, OMCEO e Fondazione Roma Sapienza. Fabrizio Consorti, Vincenza Ferrara e Alessandro Franceschini, i componenti del comitato scientifico promotore.

Informazioni più dettagliate e programma completo dell’evento

Farma Community, il progetto di Fenagifar per combattere le fake news. Davide Petrosillo: “Farmacisti ‘attrezzati’ alla comunicazione social”

Articolo pubblicato su Federfarma.it

Fornire ai farmacisti dei contenuti scientificamente validati e pronti all’uso per essere diffusi tramite i vari canali social e i siti web delle proprie farmacie, al fine di divulgare una corretta informazione scientifica e contribuire al mantenimento della salute pubblica su temi particolarmente delicati.

È questo l’obiettivo di Fenagifar, la Federazione Nazionale dei Giovani Farmacisti, con il progetto Farma Community con il quale si intende, appunto, formare un gruppo di farmacisti sulle dinamiche di gestione di webcommunity.

Continua a leggere

La guarigione delle piaghe: un miracolo della sanità elettronica?

Articolo di Sergio Pillon su Tech Economy

Recentemente il Governo inglese ha annunciato i progetti vincitori del contest sulla Digital Health, che riceveranno collettivamente oltre 17 milioni di sterline e che potrebbero rivoluzionare l’assistenza sanitaria in tutto il Regno Unito. Uno di questi fornirà un programma utilizzando un’app per smartphone per supportare operatori sanitari e pazienti per monitorare e migliorare il trattamento delle ferite complesse a lungo termine (Lesione Cutanea Cronica, LCC). E questo è considerato un asset strategico per il sistema sanitario inglese. E in Italia? Continua a leggere

Stampanti 3D e robotica: l’innovazione si fa largo nella sanità

Articolo di Sara Lavorini su Sanità24 – Il Sole 24 Ore

La progettazione personalizzata degli interventi chirurgici sulla base della ricostruzione delle parti anatomiche riprodotte con stampanti tridimensionali a partire dalle immagini Tac del paziente, l’uso di manichini robot per la simulazione di scenari critici nei contesti reali con la telepresenza degli istruttori sempre mediata da altri robot e, lo sviluppo della gestione informatizzata dei dati sanitari (cartella digitale elettronica). Questi e molti altri importanti argomenti sono stati illustrati durante il XX Congresso Mondiale della International Ergonomics Association… Continua a leggere

Patients’ Digital Health Awards: 40 Associazioni Pazienti coinvolte, 45 i progetti candidati, 4 i premiati

Rehability, Mirrorable, L’anatomia digitale a un click per il paziente ed Elysium sono i progetti vincitori della prima edizione del Patients’ Digital Health Awards, bando di concorso ideato da 40 Associazioni pazienti con la collaborazione della Digital Health Academy e il contribuito incondizionato di Fondazione MSD, per premiare l’ideazione e la realizzazione di progetti di salute digitale che, nell’ottica dei pazienti, possono concorrere a migliorare la qualità di vita di chi vive la malattia in prima persona e dei caregiver e/o a facilitare l’iter assistenziale.

Due le categorie premiate ieri alla Casa del Cinema: 1) soluzioni tecnologiche che sono già state sviluppate, sperimentate o utilizzate; 2) soluzioni ideate e progettate, ma che non hanno ancora trovato realizzazione o applicazione nella realtà.
45 i progetti o idee di start-up e organizzazioni sanitarie che hanno risposto con entusiasmo al bando di concorso ideato e sviluppato dalle 40 Associazioni di Pazienti protagoniste, a partire dai risultati di una indagine sugli unmeet needs, da loro stessi somministrata a oltre 800 pazienti: proposte che spaziano dalle aree di supporto psicologico e logistico al paziente, a strumenti di riabilitazione cognitiva di pazienti pediatrici, a reti digitali di condivisione di esperienze ma anche di dati e informazioni su terapie e centri di cura per facilitare l’iter assistenziale, alla telemedicina e ai device per il monitoraggio in remoto e il coaching per migliorare stili di vita, ad app di supporto alla gestione della patologia e all’aderenza alla terapia.
In questo ampio e variegato ventaglio di progetti e idee, la giuria – composta da rappresentanti delle Associazioni dei Pazienti, esperti del patient engagement e di digital health – ha decretato i 4 vincitori:
• Il Primo classificato, a cui verrà consegnato un grant di 5.000 euro, è stato il progetto Mirrorable, una piattaforma interattiva, ideata dall’Associazione FightTheStroke, che consente un modello unico di terapia riabilitativa a domicilio, appositamente studiato per rispondere alle esigenze dei bambini che hanno subito danni cerebrali in una fase molto precoce della loro vita, con impatti a livello motorio.

• Il Secondo classificato, a cui verrà fornita una consulenza di formazione personalizzata erogata dalla Digital Health Academy, è stato il progetto Rehability, una suite di serious games per la (tele-)riabilitazione fisica e cognitiva di pazienti neurologici, ideata e progettata da Imaginary SRL.

• Il Terzo classificato, a cui è stato erogato un biglietto per partecipare alla conferenza internazionale Frontiers Health (Berlino, 15-16 novembre 2018) e un contributo per spese di viaggio, vitto e alloggio, è stato il progetto L’anatomia patologica a un click per il paziente, una rete consultiva da remoto che fornisce attività di consulenza e di second opinion a fine diagnostico per specifici pazienti, ideata dall’Unità Complessa di Anatomia Patologica Cannizzaro di Catania.

• Il premio per la migliore idea, a cui è stato fornito un biglietto per partecipare alla conferenza internazionale Frontiers Health e un contributo per spese di viaggio, vitto e alloggio, è stato attribuito a Elysium, progetto digitale che permette la condivisione di dati sanitari in modo certificato e sicuro grazie a una piattaforma basata sulla tecnologia blockchain, sull’intelligenza artificiale e l’analisi dei big data.

Non solo una premiazione, ma anche una vera e propria giornata di formazione, confronto e networking sui temi dell’innovazione digitale e sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, Fondatori del centro di ricerca Human Ecosystem Relazioni, Roberto Ascione, CEO di Healthware Group, Guendalina Graffigna, Professore ordinario di Psicologia presso l’Università Cattolica di Milano, Domenica Taruscio, Direttore Centro Nazionale di Malattie Rare, Istituto Superiore di Sanità, sono solo alcuni dei nomi che, in qualità di relatori, hanno partecipato alla giornata e condiviso la loro esperienza e visione sull’innovazione digitale nel mondo salute.
Un’economia nuova sta nascendo dal digitale, coinvolgendo i pazienti nelle più svariate direzioni – spiega Goffredo Freddi, Direttore della Fondazione MSD. Le tante adesioni a questa prima edizione dei Patients’ Digital Health Awards dimostrano ancora una volta come il mondo della salute sia in continua trasformazione e in cerca di risposte innovative e originali ai bisogni non ancora soddisfatti dei pazienti e delle persone che li supportano. Fondazione MSD è orgogliosa di sostenere un progetto che promuove una trasformazione digitale a misura di persona”.

Oggi si conclude una nuova tappa del viaggio che Fondazione MSD ha iniziato 8 anni fa con tutte le Associazioni di Pazienti protagoniste indiscusse del Patients’ Digital Health Awards – dichiara Claudia Rutigliano, Coordinatrice Scientifica di Fondazione MSD. Una tappa importante perchè momento di engagement puro – piuttosto che di formazione top-down – di tutte le Associazioni, che con la loro competenza e con la loro infinita energia, diventano co-protagoniste della trasformazione digitale in atto”.

Patients’ Digital Health Awards 2018 – Evento di Premiazione

Il 16 ottobre mattina, presso la Casa del Cinema di Roma, si terrà l’evento conclusivo del Premio PDHA che mira a rendere visibile l’innovazione digitale che già oggi caratterizza il percorso di prevenzione e cura in Italia. Il Premio è promosso dalla Digital Health Academy in collaborazione con circa 40 Associazioni di Pazienti ed il supporto incondizionato di Fondazione MSD. Per la prima volta, sono i pazienti stessi a premiare l’innovazione digitale.

Leggi il programma completo dell’evento

Dal Festival della robotica un appello per la cooperazione sanitaria

Articolo di Michelangelo Bartolo su Sanità24 – Il Sole 24 Ore

I mondi della cooperazione, della robotica, della telemedicina, delle biotecnologie, dell’e-learning abbattono le distanze e possono insieme divenire lo strumento di incontro che crea brecce in muri talvolta fisicamente invalicabili. Dal Festival internazionale della robotica di Pisa un appello per ribadire la convinzione che le nuove spinte migratorie possano essere gestite anche attraverso il potenziamento dei sistemi sanitari nei paesi di origine. Migliorare lo stato di salute di una popolazione si traduce in un aumento del benessere di un paese, e può contribuire a contenere i flussi di persone disperate costrette a lasciare la propria terra. Continua a leggere

Premiata l’innovazione digitale al servizio di medico e paziente

Premiati oggi a Milano i vincitori del Digital Health Program, bando di concorso promosso dall’azienda biofarmaceutica Gilead Sciences. Ricerca Eikon: grande la fiducia e le aspettative degli italiani nell’Intelligenza Artificiale applicata alla salute.

App e sistemi di intelligenza artificiale, reti informatiche a supporto dell’attività del
medico e siti di informazione sulle patologie infettive. Sono solo alcuni dei progetti realizzati grazie al
Digital Health Program, Bando di concorso promosso dall’azienda biofarmaceutica Gilead Sciences e
riservato a Enti di ricerca e ad Associazioni pazienti italiane. Il Bando mira a selezionare e premiare i
migliori servizi e strumenti che, attraverso le tecnologie digitali, possano migliorare qualità di vita e
assistenza terapeutica del paziente con HIV, patologie epatiche e oncoematologiche. 4 i vincitori di
quest’anno che si aggiungono ai 14 del 2016 e del 2017 con un finanziamento complessivo sui tre anni
di oltre 150.000 euro.
L’applicazione delle tecnologie digitali nell’ambito della salute e della medicina è un fenomeno in via di
consolidamento verso il quale gli italiani nutrono grande fiducia e aspettative. Come è emerso
dall’indagine Eikon-Gilead presentata all’evento di premiazione che si è svolto oggi a Milano, il 95% dei
connazionali pensa che nei prossimi 10 anni le tecnologie digitali potranno migliorare la vita delle
persone e circa il 30% che potranno essere utili per la prevenzione, la diagnosi e il monitoraggio delle
malattie. Sono ugualmente ottimisti e fiduciosi quando si parla di IA (Intelligenza Artificiale), nuova
frontiera della tecnologia digitale in grado di replicare se non addirittura migliorare prestazioni
dell’intelligenza umana. Un dato su tutti: quasi 8 italiani su 10 auspica che l’IA possa trovare maggiore
applicazione in ambito medico.
“Iniziative come il Digital Health Program – commenta Eugenio Santoro, Ricercatore del Laboratorio di
Informatica dell’IRCCS Istituto Mario Negri di Milano e Coordinatore della Commissione giudicatrice del
Bando – rappresentano un sostegno importante e di qualità per lo sviluppo della digitalizzazione in
ambito medico sia per le risorse messe a disposizione sia per l’attenzione nella selezione dei progetti
basata su criteri ben precisi tra i quali l’innovatività e la solidità scientifica”.
Innovatività e solidità non mancano ad esempio ad uno dei progetti presentati oggi alla Cerimonia,
basato sull’intelligenza artificiale e vincitore del Bando nel 2017. “Grazie ai fondi ricevuti, abbiamo
usato il machine learning, una forma di intelligenza artificiale che consente alle macchine di imparare,
per creare un programma in grado di capire quali pazienti sono a maggior rischio di sviluppare
un’infezione invasiva da Candida, una grave forma di infezione che può colpire l’organismo umano.
Siamo riusciti a dimostrare che il programma è in grado di predire meglio della statistica classica i casi
di pazienti a rischio” – spiega Carlo Tascini, dell’Ospedale dei Colli di Napoli e responsabile del progetto –
“In futuro, dopo che sarà ulteriormente validato, potremo usarlo direttamente al letto del paziente per
capire quale terapia farmacologica sia meglio intraprendere”.
“I risultati dei primi tre anni del Digital Program ci rendono orgogliosi di aver dato vita a questa
iniziativa, profondamente coerente con quella che è la nostra vocazione all’innovazione – precisa
Valentino Confalone, General Manager di Gilead Sciences Italia – In oltre 30 anni abbiamo reso
disponibili terapie all’avanguardia che hanno cambiato il corso di patologie come l’HIV e l’HCV
migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il nostro obiettivo è però di promuovere l’innovazione anche
“oltre il farmaco” che sia in grado di generare significativi benefici per il malato. A questo scopo
abbiamo dato vita al Bando digital”.

I Bandi di concorso di Gilead
Il Digital Health Program, nato nel 2016, è uno dei tre Bandi che Gilead promuove in Italia dal 2011. Tre
iniziative – Fellowship Program, Community Award e Digital Program – dedicate a Enti di ricerca e cura
e Associazioni pazienti per promuovere e sostenere progetti di natura scientifica, sociale e tecnologica
che migliorino qualità di vita, assistenza terapeutica e outcome dei pazienti affetti da HIV, patologie
epatiche e oncoematologiche. In 8 anni, ai tre Bandi, sono stati premiati quasi 400 progetti con
finanziamenti pari a oltre 9 milioni di euro. Per saperne di più: www.fellowshipgileaditalia.it

 

Medical Device Safety Action Plan

La medicina grazie alla tecnologia può ottenere risultati prodigiosi e pur tuttavia importa anche tutti i limiti e vulnerabilità delle tecnologie che adotta. Si aprono così nuovi e inediti scenari e si delinea un nuovo e speciale campo: la sicurezza della medicina digitale. A tal proposito nei mesi scorsi la FDA, ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha sviluppato un piano d’azione sulla sicurezza dei dispositivi medici.

Leggi il documento

Forum Sistema Salute. Sostenibilità e opportunità nel settore della salute

La dott.ssa Cristina Cenci, CEO di DNM-Digital Narrative Medicine, interverrà nella sessione del Forum dedicata a “L’importanza degli indicatori di esito e delle esperienze di cura riportate dai pazienti nella valutazione di una tecnologia medicale” in programma presso la Stazione Leopolda di Firenze la mattinata di giovedì 11 ottobre.

Leggi il programma dettagliato dell’evento

Deep Learning: la tecnologia può trasformare l’assistenza sanitaria?

Contributo pubblicato dalla Fondazione Smith Kline

L’applicazione diffusa dell’intelligenza artificiale nell’assistenza sanitaria è stata evocata per mezzo secolo. Per la maggior parte di questo tempo, l’approccio dominante all’intelligenza artificiale è stato ispirato dalla logica: i ricercatori presumevano che l’essenza dell’intelligenza artificiale stesse manipolando espressioni simboliche, usando regole di inferenza. Questo approccio ha prodotto sistemi esperti e modelli grafici che hanno tentato di automatizzare i processi di ragionamento. Nell’ultimo decennio, tuttavia… Continua a leggere

Anche l’articolo di Naylor delinea alcuni dei fattori che spingono per l’adozione di questa tecnologia in medicina e assistenza sanitaria.

“Deep Learning-A Technology With the Potential to Transform Health Care”

“On the Prospects for a (Deep) Learning Health Care System”

Vaccini, social media e comunicazione della scienza

Articolo di Cristina Cenci sul Blog Digital Health di Nòva-IlSole24Ore

Nel quadro del progetto multisciplinare “Valore in prevenzione”, abbiamo ricostruito l’ambiente emotivo, relazionale e sociale che alimenta l’esitazione vaccinale. Lo abbiamo fatto attraverso una ricerca etnografica nelle principali community online durata tre anni. L’analisi ha mostrato come al codice della paura dominante fino al 2015, si siano progressivamente affiancati altri codici. Continua a leggere

Medicina narrativa in neurologia: i risultati del Neurologico Besta

Nella mattinata di mercoledì 26 settembre, presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, si terrà il seminario dal titolo “Medicina narrativa in neurologia: i risultati del Neurologico Besta”, coordinato dalla dott.ssa Venusia Covelli.

Sarà questa un’occasione per fare il punto sull’uso della medicina basata sulla narrazione nel trattamento di cronicità neurologiche come: cefalea, epilessia, atrofia muscolare spinale di tipo 3, distonia pediatrica.

Numerosi gli interventi dei relatori in programma, tra i quali figurano anche i dottori Flavio Villani, Rui Quintas e il professor Oriano Mecarelli, che presenteranno, rispettivamente, i risultati dei progetti che hanno utilizzato la piattaforma DNM-Digital Narrative Medicine con pazienti epilettici al Besta e presso il Policlinico universitario Umberto I° della Sapienza di Roma.

All’evento parteciperà anche l’antropologa dott.ssa Cristina Cenci, CEO della start-up DNM, alla quale è stato affidato un intervento dal titolo “Come coniugare narrazioni e nuove tecnologie”.

Leggi il programma completo dell’evento

Alzheimer: la vera innovazione è ascoltare il malato e comprendere i suoi bisogni

Nella prospettiva dell’articolo che segnaliamo, assume particolare significatività anche l’uso della medicina narrativa digitale, come nel caso del progetto MEDINAL dell’ARS Toscana, inerente proprio il trattamento di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer.

 

Osservare e ascoltare il malato, conoscere i suoi bisogni, i suoi gusti, i suoi valori, i suoi interessi: questa deve essere la nuova modalità nell’assistenza e nel prendersi cura delle persone con demenza. Questa è quella che la presidente della Federazione Alzheimer Italia, chiama vera “innovazione”.

L’innovazione al servizio della persona con demenza significa dar voce ai malati e modificare così l’approccio alla malattia. Infatti, oggi la possibilità di “cure”, cioè di intervento terapeutico mirato alla guarigione in caso di Alzheimer, è ancora limitata perché i farmaci hanno un’efficacia modesta e non sono risolutivi. È per questo che diventa sempre più importante la “care”, cioè il prendersi cura della persona malata per migliorarne la qualità di vita sotto tutti gli aspetti: da quello cognitivo a quello comportamentale, dalla sfera psicologica a quella fisica, dalla cura individuale alla struttura dei servizi socio-sanitari. Continua a leggere

Gli italiani e la fertilità. Prima indagine nazionale su adolescenti, adulti e personale sanitario. Tra i problemi: troppo internet, poca consapevolezza dei rischi dell’età e scarso uso terapie riproduttive

Lo studio che segnaliamo solleva l’annosa questione dell’informazione medico-scientifica attraverso il web e dunque l’importanza del riferimento a fonti attendibili attraverso siti certificati, come ad esempio il portale “ISSalute” dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Pubblicato dal Ministero della Salute il primo Studio nazionale sulla fertilità che ha raccolto informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva per orientare e sostenere la programmazione di interventi a sostegno della fertilità in Italia. In evidenza il ruolo di internet nell’informazione degli adolescenti.

Indagine adolescenti

Questa indagine è stata condotta, in ambito scolastico, con il supporto delle Regioni e dei professionisti del SSN, su un campione, statisticamente rappresentativo, di 16.063 studenti prevalentemente di 16-17 anni. Ha coinvolto 941 classi terze di 482 scuole secondarie di secondo grado, distribuite su tutto il territorio nazionale. È stata registrata un’elevata rispondenza da parte dei ragazzi (80%).

– Dalle risposte emerge un’errata percezione (sovrastima) da parte dei ragazzi e delle ragazze relativamente all’adeguatezza delle informazioni in loro possesso sulle tematiche della salute sessuale e riproduttiva che nella maggior parte dei casi (89% i maschi e 84% le femmine) cercano su internet. Continua a leggere

Pages