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Updated: 33 min 39 sec ago

Fino al 15 novembre aperte le partecipazioni al concorso dell’ISS “Il Volo di Pegaso”

Tra pochi giorni scadrà il termine ultimo per presentare opere letterarie, artistiche e musicali sul tema delle malattie rare

 

Per la sua decima edizione “Il Volo di Pegaso”, concorso dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato alle malattie rare, affronta il tema del sogno.

Le sezioni in cui questo tema può essere rappresentato sono: narrativa, poesia, disegno, pittura, scultura, fotografia, opera grafica digitale, composizione musicale e interpretazione musicale.

Il concorso è tra le attività che il Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS sostiene per migliorare le conoscenze scientifiche sulle malattie rare e porre l’accento sulle difficoltà ancora esistenti e i traguardi raggiunti.

Il Volo di Pegaso” ha un duplice obiettivo: fornire spazi espressivi a persone affette da malattie rare, ai loro familiari ed ai professionisti della salute coinvolti e promuovere la conoscenza del mondo delle malattie rare attraverso molteplici canali, consolidando il legame tra narrazione, nelle sue diverse forme, e promozione della salute.

La Giuria annovera personalità del mondo letterario, artistico, musicale, culturale e scientifico, tra le quali l’antropologa Cristina Cenci, fondatrice di Digital Narrative Medicine e del Center for Digital Health Humanities, il critico letterario e scrittore Gian Paolo Serino, Presidente della X edizione e lo storico e critico d’arte Claudio Strinati.
La X edizione è in collaborazione con l’Associazione senza scopo di lucro “MatEr – Movie, Art, Technologies & Research” e con la rivista di critica letteraria Satisfiction ed è gemellata con il Festival internazionale di cinema a tema malattie rare “Uno sguardo raro”.

É possibile partecipare alla X edizione de “Il Volo di Pegaso” entro il 15 novembre 2017.
I vincitori della X edizione saranno annunciati e premiati durante la Cerimonia di Premiazione che si terrà il 26 febbraio 2018 a Roma.
La Giuria e tutte le informazioni per partecipare sono disponibili nel Bando di Concorso, in italiano e in inglese, nel sito e sui social, Facebook (@IlVoloDiPegaso) e Twitter (@concorsopegaso).

Il Giornale di Vicenza intervista Cristina Cenci: malattia e cura nell’era digitale

L’intervista a Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, a margine del Convegno “Vivere sani, vivere bene 2017. La mente in salute” promosso dalla Fondazione Zoè.


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Il Volo di Pegaso: fino al 15 novembre resteranno aperte le partecipazioni al concorso dell’ISS

Fino a metà del prossimo mese sarà possibile presentare opere letterarie, artistiche e musicali sul tema delle malattie rare

 

Per la sua decima edizione “Il Volo di Pegaso”, concorso dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato alle malattie rare, affronta il tema del sogno.

Le sezioni in cui questo tema può essere rappresentato sono: narrativa, poesia, disegno, pittura, scultura, fotografia, opera grafica digitale, composizione musicale e interpretazione musicale.

Il concorso è tra le attività che il Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS sostiene per migliorare le conoscenze scientifiche sulle malattie rare e porre l’accento sulle difficoltà ancora esistenti e i traguardi raggiunti.

Il Volo di Pegaso” ha un duplice obiettivo: fornire spazi espressivi a persone affette da malattie rare, ai loro familiari ed ai professionisti della salute coinvolti e promuovere la conoscenza del mondo delle malattie rare attraverso molteplici canali, consolidando il legame tra narrazione, nelle sue diverse forme, e promozione della salute.

La Giuria annovera personalità del mondo letterario, artistico, musicale, culturale e scientifico, tra le quali l’antropologa Cristina Cenci, fondatrice di Digital Narrative Medicine e del Center for Digital Health Humanities, il critico letterario e scrittore Gian Paolo Serino, Presidente della X edizione e lo storico e critico d’arte Claudio Strinati.
La X edizione è in collaborazione con l’Associazione senza scopo di lucro “MatEr – Movie, Art, Technologies & Research” e con la rivista di critica letteraria Satisfiction ed è gemellata con il Festival internazionale di cinema a tema malattie rare “Uno sguardo raro”.

É possibile partecipare alla X edizione de “Il Volo di Pegaso” entro il 15 novembre 2017.
I vincitori della X edizione saranno annunciati e premiati durante la Cerimonia di Premiazione che si terrà il 26 febbraio 2018 a Roma.
La Giuria e tutte le informazioni per partecipare sono disponibili nel Bando di Concorso, in italiano e in inglese, nel sito e sui social, Facebook (@IlVoloDiPegaso) e Twitter (@concorsopegaso).

Le parole chiave dell’innovazione digitale nella salute: appropriatezza e misurazione

Articolo di Cristina Cenci su Nòva – Il Sole 24 Ore

Più di molti convegni o forum, la premiazione del Digital Health Program, promosso in Italia da Gilead Sciences, è stata un’occasione per far emergere alcuni punti chiave dell’innovazione digitale nella salute. Questo per le caratteristiche specifiche del premio che valorizzano due aspetti fondamentali:

1. La focalizzazione su progetti che mirano innanzitutto al miglioramento dell’assistenza terapeutica e della qualità della vita delle persone con malattie infettive e oncoematologiche, attraverso strumenti realizzabili ed effettivamente integrabili nel percorso diagnostico-terapeutico e nella struttura organizzativa. Non si richiede solo una fattibilità operativa ma anche l’appropriatezza della soluzione digitale, dal punto di vista di chi deve utilizzarla.

2. L’attenzione alla misurazione di efficacia. L’innovazione digitale bottom up può essere una grande risorsa per organizzazioni sanitarie che sono spesso intrappolate in un’inerzia autoconsolatoria. Nello stesso tempo però il rischio è il moltiplicarsi di app, piattaforme, strumenti di cui sfugge poi la reale utilità e che diventano un rituale dell’innovazione fine a se stesso. Ogni dipartimento, reparto, direzione ha la sua app per l’aderenza, la sua app per l’informazione, la sua app per la condivisione dei dati. Ma tutto questo come cambia la qualità della vita e della cura e la sua sostenibilità?

Nell’edizione 2017 del premio, la misurazione di efficacia è stata richiesta come parte integrante del progetto e come un elemento chiave di valutazione da parte della commissione. Come ricorda Eugenio Santoro, dell’Istituto Mario Negri, membro della giuria: “La disponibilità delle tecnologie, infatti, non rende immediata la loro applicazione in ambito medico-sanitario, né significa che siano davvero utili e efficaci in tale ambito. Per questo il Bando richiede che i risultati possano essere misurabili e misurati. Va presa in considerazione infatti solo la tecnologia che può fare davvero la differenza nella gestione della salute, scartando quella priva di efficacia”.

Tra i progetti premiati, c’è anche DOC@HOME, promosso da Adriana Ammassaridell’INMI “Lazzaro Spallanzani” di Roma, in collaborazione con la mia start-up DNM – Digital Narrative Medicine e ASE – Archivio Sanitario Elettronico. L’obiettivo è l’uso della televisita nel monitoraggio della persona con infezione da HIV, attraverso uno modello di telemedicina narrativa. Telemedicina, teleassistenza e archiviazione elettronica dei dati clinici non rimandano necessariamente ad una relazione di cura più spersonalizzata, distanziante e asettica. Al contrario, se si valorizza un setting che facilita il racconto del paziente e l’identificazione delle sue esigenze, l’interazione virtuale può, forse, facilitare la relazione e l’ascolto, ancor più di quella faccia a faccia. Questo è quello che lo studio pilota cercherà di applicare e misurare. Fedele allo spirito del bando, tornerò sul tema quindi solo quando avremo i dati.

Durante la premiazione è stato possibile fare anche il punto sullo stato di avanzamento di alcuni progetti premiati nel 2016. Le esperienze di EmatoClick e di Doctor-Apollo sono tra le più interessanti.

EmatoClick è un esempio di “rinascimento collaborativo” nella salute. Nasce infatti dalla collaborazione tra il mondo associativo, l’AIL Cosenza FAS, un’unità ospedaliera, l’Unità Ospedaliera Complessa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera dell’Annunziata di Cosenza e il CNR di Reggio Calabria. E’ un’applicazione per dispositivi mobili che consente un accesso immediato alla cartella clinica e al piano terapeutico, conserva lo storico di visite e referti, offre informazioni sullo stile di vita e informa sui servizi di AIL. Si potrebbe pensare che sia un’app come potrebbero essercene molte altre. La specificità di questa sta nella metodologia che ha guidato lo sviluppo. L’app è pensata per pazienti che si avviano verso la chemioterapia ed è stata progettata a partire dalle loro esigenze, rilevate sia con un questionario che con focus group nel corso del Day Hospital. Coinvolge 72 nuovi pazienti tra i 18 e gli 80 anni e prevede la creazione di due coorti di cui solo una una riceverà l’app. Sarà quindi poi possibile misurare le differenze non solo come soddisfazione rispetto al percorso, ma anche in relazione alla compliance e alla qualità della vita.

Doctor-Apollo introduce invece la chat-bot nella pratica clinica della persona con HIV+ ed è stato ideato da Miriam Lichtner del Dipartimento di Sanità Pubblica e malattie infettive dell’Università di Roma La Sapienza, in collaborazione con la start-up Snap Back. Il punto di partenza che guida il progetto è il bisogno identitario di normalità della persona, che vuole ridurre al minimo l’impronta della malattia sulla vita quotidiana e le relazioni sociali. Per questo Doctor-Apollo non si presenta come una qualsiasi app sullo smartphone ma vive su Telegram, dialogando con il paziente e fornendo un servizio automatico di gestione degli appuntamenti clinici, un reminder sui farmaci, un feedback sulle analisi e anche su alcune norme di prevenzione. Doctor-Apollo ci insegna che chi sviluppa e introduce strumenti digitali non può prescindere dall’interrogarsi sull’impatto della malattia sull’identità e sulle relazioni. Il rischio è che soluzioni utili dal punto di vista del servizio, diventino un problema per il vissuto e i bisogni di normalità del paziente: una sorta di memoria non richiesta della malattia. Il team che ha lavorato con Miriam Lichter ha come prima cosa individuato i bisogni e le criticità, sia per le persone che per gli operatori. Da qui è nata la scelta di Telegram, più rispettoso della privacy e meno invasivo. Per le sue caratteristiche di anonimato da un lato e di minore diffusione dall’altro, è più adatto a offrire un luogo separato di gestione della malattia, a differenza di WhatsApp o Messenger che sono il luogo delle relazioni e delle interazioni quotidiane. Un apparente punto di debolezza, lo scarso utilizzo, diventa in questo contesto un punto di forza.

Niente può essere dato per scontato quando si lavora sul confine tra normale e patologico, malattia e identità, vita e cura. La fattibilità di uno strumento digitale non deve essere studiata solo dal punto di vista della facilità tecnologica o della sostenibilità economica, deve, al contrario, partire dalla capacità di rispondere a un bisogno di salute, più che di malattia. La fattibilità va coniugata con l’appropriatezza, una parola forse ancora troppo poco utilizzata nella digital health.

Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, relatrice al Convegno “Vivere sani, vivere bene 2017. La mente in salute”

Titolo dell’intervento: “Malattia e cura nell’era digitale. Verso una nuova alleanza terapeutica”

Giovedì 19 ottobre, a Vicenza, nell’ambito del Convegno “Vivere sani, vivere bene 2017. La mente in salute”, l’antropologa Cristina Cenci ha indagato le nuove opportunità che il digitale offre per migliorare le cure e la gestione della malattia.

Cosa ci si deve aspettare dal futuro panorama della medicina? Che ruolo hanno le relazioni umane per la salute della mente e come sta evolvendo il lavoro di cura? Quanto possono intervenire il progresso scientifico e quello tecnologico a sostegno della prevenzione e della terapia? Nel corso del Convegno “Vivere sani, Vivere bene” dedicato a “La mente in Salute”, organizzato da Fondazione Zoé, i massimi esperti del mondo della medicina, della psicologia, dell’assistenza, della filosofia e dell’innovazione, cercano di dare risposte a questi interrogativi. Cristina Cenci, antropologa, curatrice del blog Digital Health, Nova-Sole24Ore, fondatrice della start up DNM – Digital Narrative Medicine e del Center for Digital Health Humanities, si è occupata in particolare di “Malattia e cura nell’era digitale. Verso una nuova alleanza terapeutica”.

DNM – Digital Narrative Medicine è la prima piattaforma digitale pensata per lo sviluppo di progetti di telemedicina che integrano le metodologie della medicina narrativa, e costituisce un chiaro esempio di come il dialogo attraverso il digitale possa facilitare il rapporto medico-paziente.
Nel suo intervento Cristina Cenci ha esplorato il nuovo panorama legato alla moderna rivoluzione digitale, e di come le innovazioni tecnologiche possano contribuire ad aumentare la capacità di ascolto, il supporto nel quotidiano e il sostegno alle cure, facendo evolvere in maniera determinante il rapporto tra medico e paziente. Molti nuovi scenari si sono aperti: l’enorme mole di informazioni sulla salute reperibili online, la nascita di reti di supporto verso chi convive con la malattia, la possibilità di consultare o addirittura valutare un medico su internet; basilare è sapersi orientare, sfruttando le possibilità che il web offre per accorciare le distanze tra medico e paziente, o tra  chi è affetto dalla stessa patologia.

Cristina Cenci ha descritto in che modo il digitale può consentire l’instaurazione di una nuova alleanza terapeutica, in cui le parole di una persona con una malattia “contino” quanto quelle del suo medico, indagando le molte implicazioni di questo cambiamento di approccio.

 

 

LA DIGITAL HEALTH AL SERVIZIO DEI PAZIENTI: si inaugura oggi la sesta edizione della Patient Academy di Fondazione MSD

6 incontri (19-20-21 ottobre e 9-10-11 novembre) tra 30 Associazioni di Pazienti e start up innovative/esperti di salute digitale per compiere, attraverso talk ispirazionali, lezioni frontali e workshop interattivi, un viaggio a 360° nella salute digitale e stimolare una ‘digital health vision’: la curiosità e la capacità di guardare in modo consapevole alle infinite potenzialità che l’innovazione digitale può offrire al singolo Paziente e all’Associazione nel suo complesso

 

Il corso è una anteprima, riservata a Fondazione MSD, della neo nata Digital Health Academy promossa da DNM-Digital Narrative MedicineEsense Ventures e Healthware.

Il mondo della salute è al centro di una rivoluzione. Le tecnologie digitali stanno cambiando in modo radicale e continuo il nostro modo di vivere e di curarci. Abilità specifiche e competenze nuove sono necessarie per capire ed essere a pieno titolo partecipi della rivoluzione in atto.

E’ proprio a partire da questa consapevolezza che Fondazione MSD continuando il percorso diempowerment delle Associazioni dei Pazienti iniziato nel 2013, promuove quest’anno un percorso formativo sulla Salute Digitale in collaborazione con la Digital Health Academy e Healthware: un viaggio attraverso i diversi aspetti e le enormi potenzialità delle nuove tecnologie e dei servizi innovativi applicati alla salute.

Start up innovative insieme ad esperti dell’area, attraverso format e contenuti originali, contribuiranno a rendere questo viaggio una esperienza stimolante e una fonte di ispirazione per sviluppare una vera e propria Digital Health Vision: guardare con entusiasmo e spirito creativo i nuovi orizzonti aperti dalle tecnologie digitali.

Il Corso è un’anteprima riservata alle Associazioni di Pazienti in occasione del lancio della Digital Health Academy, promossa da DNM-Digital Narrative MedicineEsense Ventures e Healthware per proporre una un’offerta formativa sul tema della salute digitale che sia all’avanguardia e declinata sui bisogni formativi specifici di tutti i protagonisti del mondo della salute (professionisti sanitari, pazienti e associazioni dei pazienti, top managers, studenti, aziende pharma, startuppers, ricercatori, pubblico generalista).

Per le Associazioni di Pazienti, questi i temi chiave: il futuro della digital health, le piattaforme di salute digitale attraverso le esperienze delle startup Paginemediche e Videum, la comunicazione della salute sui media e l’uso dei canali digitali, la rivoluzione dei big data e dell’intelligenza artificiale in area salute, chatbot e assistenza ai pazienti, le applicazioni in campo medico della realtà virtuale, le startup della salute attraverso la ‘digitalhealthstorymap’ open innovation e digital health.

Negli ultimi cinque anni – sottolinea Goffredo Freddi, Direttore della Fondazione MSD – la Fondazione MSD ha promosso un percorso di formazione, partendo dai bisogni espressi dalle Associazioni di Pazienti, per rafforzare il potenziale innovativo e strategico del loro ruolo e della loro comunicazione sia nell’ambito dell’advocacy che del counselling ai loro associati. Siamo felici di contribuire, ancora una volta, alla costruzione di “patients skill” nell’area della Salute Digitale e dell’innovazione”.

È possibile rimanere aggiornati su tutti gli appuntamenti e le attività del corso attraverso l’hashtag ufficiale #dHealth4Patients.

 

1°MODULO: 19- 20- 21 OTTOBRE, Hotel Ripa Roma, Via degli Orti di Trastevere 00153, Roma

  • 19 Ottobre – Digital Health: verso una sanità sostenibile e umana grazie alla tecnologia
  • 20 Ottobre –  Le piattaforme di Digital Health
  • 21 Ottobre – Web, Salute e Informazione

2° MODULO: 9- 10- 11 NOVEMBRE, Hotel Ripa Roma, Via degli Orti di Trastevere 00153, Roma

  • 9 Novembre – Innovazione tecnologica, salute e big data
  • 10 Novembre –  Verso una salute partecipata
  • 11 Novembre – Open Innovation & Health Startup

 

Il programma è disponibile anche in pdf

 

FONDAZIONE   MSD

La Fondazione MSD costituita nel 2004, contribuisce con la propria attività alla crescita della cultura e della conoscenza scientifica in Italia. Il suo scopo principale è promuovere iniziative per la diffusione di conoscenze in campo sanitario, scientifico, industriale, sociale e culturale, con particolare attenzione a quelle attività che, con approccio interdisciplinare, identifichino problemi e propongano soluzioni nel settore della salute e del farmaco. Negli anni, la Fondazione ha sviluppato progetti multidisciplinari che hanno coinvolto molti degli attori del sistema salute (in particolare, amministratori, istituzioni, associazioni pazienti, giornalisti), attraverso percorsi formativi per migliorare l’efficienza e la qualità del servizio sanitario e programmi in favore dell’empowerment delle associazioni di pazienti. La Fondazione, inoltre, promuove iniziative sui temi chiave della politica sanitaria con l’obiettivo di stimolare il dibattito e il confronto, partecipando attivamente alla produzione di conoscenze scientifiche ed evidenze a supporto delle decisioni in ambito farmaceutico e sanitario. Da queste iniziative sono nate pubblicazioni di approfondimento sia cartacee che digitali nell’ambito di una collana frutto della collaborazione tra la Fondazione MSD e Il Pensiero Scientifico Editore.

La salute è anche una questione sociale

Articolo di Felicia Pelagalli su nòva

La salute non è un semplice “stato” individuale, ma un “processo” che muove e si sviluppa lungo il percorso della vita all’interno di specifici contesti sociali.

Giorgio Alleva, Presidente Istat, nella lectio magistralis tenuta all’incontro organizzato da Federsanità ANCI, ha sottolineato come la salute, in quanto fenomeno multidimensionale, sia in rapporto al contesto familiare e sociale, allo stile di vita (attività fisica, alimentazione, igiene delle abitazioni, ecc…), di cura (ricorso a visite mediche, consumo di farmaci ecc.) e ai fattori di rischio (obesità, consumo di tabacco e alcool).

1. Aspetti demografici

È importante sottolineare come le trasformazioni strutturali della popolazione incidano sulle nascite, matrimoni, occupazione, e naturalmente sulla salute e la sanità. Ad esempio, la forte riduzione del numero di donne tra 18 e 49 anni ha una conseguenza diretta sulla riduzione delle nascite, anche a parità di propensione ad avere figli. continua a leggere

Digital Health 2017, premiato un progetto pilota dell’INMI Spallanzani

L’uso della televisita nel monitoraggio della persona con infezione da Hiv è al centro di un progetto pilota realizzato dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma premiato dal Digital Health Program. L’iniziativa è promossa dalla società biofarmaceutica Gilead, che seleziona i migliori progetti maturati all’interno di questo settore. La premiazione avverrà nel corso di una cerimonia a Milano il 12 ottobre nella sede dell’Istituto dei Ciechi.

 

 

DOC@HOME, questo il nome del progetto premiato, nasce dalla collaborazione dell’INMI “Lazzaro Spallanzani” con due start up DNM – Digital Narrative Medicine e ASE – Archivio Sanitario Elettronico e si pone come obiettivi quello di migliorare la comunicazione medico-paziente, facilitare l’autogestione (empowerment) della persona sieropositiva e favorire la collaborazione con i medici di medicina generale. Innovativo risulta essere, accanto all’impiego delle nuove tecnologie, l’uso della Medicina Narrativa in una patologia cronica, come l’infezione da HIV, caratterizzata da tematiche di benessere fisico, ma anche di tipo psichico e sociale.

DNM – Digital Narrative Medicine, start up sociale e innovativa, è la prima piattaforma digitale interamente pensata per lo sviluppo di progetti di telemedicina che impiegano le metodologie della Medicina Narrativa. DNM facilita la condivisione del percorso di cura a distanza, consentendo al curante e al paziente di interagire da luoghi diversi. In particolare, l’integrazione della televisita con l’autovalutazione del paziente, attraverso modalità standardizzate ma anche narrative, rafforzano la relazione e l’empatia.

ASE – Archivio Sanitario Elettronico è un servizio all’avanguardia di raccolta, archiviazione e analisi in remoto dei dati clinici. ASE, oltre a garantire la privacy del paziente perché è personale, è consultabile e aggiornabile sempre ed ovunque. Si tratta di uno archivio in grado di conservare e catalogare dati clinici, referti di esami e immagini radiologiche per aggiornare continuamente la storia clinica e indicare al medico il percorso di diagnosi e cura. ASE può anche formulare statistiche aggregate sulla base dei dati inseriti.

Le potenzialità associate all’impiego di queste tecnologie trova ragione in diverse caratteristiche della popolazione HIV-positiva seguita dai Centri per le Malattie Infettive in Italia oggi:
1) la presenza di una solida e duratura relazione tra Utente e Centro Clinico;
2) l’elevata scolarizzazione tecnologica della maggior parte degli Utenti;
3) la necessità di monitoraggio della cura e dell’infezione da HIV per tempi molto lunghi, probabilmente a vita.

DOC@HOME consente al team curante, al paziente e al caregiver di interagire a distanza in una modalità che valorizza la storia e i bisogni del paziente. Si prefigge di migliorare il rapporto dello staff medico-infermieristico con il paziente, attraverso un percorso strutturato e di personalizzazione del programma assistenziale, e inoltre di ridurre i costi dell’assistenza faccia a faccia. DNM mette al centro della medicina la relazione e facilita la costruzione non solo di reti di dati ma anche di “reti empatiche”. ASE colloca il paziente al centro dell’attività assistenziale, aiutandolo nella gestione dei dati sanitari, fondamentali per la corretta comunicazione con il team curante. Telemedicina, teleassistenza e archiviazione elettronica dei dati clinici non rimandano necessariamente ad una relazione di cura più spersonalizzata, distanziante e asettica. Al contrario, se si valorizza un setting che facilita il racconto del paziente e l’identificazione delle sue esigenze, l’interazione virtuale può facilitare la relazione e l’ascolto, ancor più di quella faccia a faccia. Questo è quello che lo studio pilota cercherà di capire.

Social media helps students learn scientific argumentation better than peers, study shows

Mike Krings, University of Kansas

 

Adults often bemoan the amount of time young people spend staring at a screen and browsing social media. But social media can not only be a way to teach students elements of the scientific process, those who took part in a program to learn scientific argumentation through social media learned the components of argumentation better than their peers who did not, a University of Kansas study has found.

KU researchers designed a curriculum unit to engage nearly 400 ninth-grade biology students in learning about scientific argumentation through social media use with their teachers and classmates. Argumentation is a key element of both Next Generation Science Standards and Common Core State Standards. The researchers have since authored a chapter for the book “Digital Tools and Solutions for Inquiry-Based STEM Learning,” an article in the Journal of Education in Science, Environment and Health and an article in Educational Media International, a Taylor & Francis online journal outlining the study, its results and how teachers can implement similar practices in their classrooms. full article

Medicina narrativa. Temi, esperienze e riflessioni

Online il volume sulla Medicina Narrativa a cura di Barbara Morsello, Chiara Cilona, Fiorenza Misale, pubblicato dall’editoriale di Ateneo Roma TrE-Press

 

La Medicina Narrativa, una metodologia d’intervento clinico assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa come più volte sancito dall’Istituto Superiore di Sanità, rappresenta un fenomeno dalle interessanti peculiarità sociologiche.

Il volume “Medicina narrativa. Temi, esperienze e riflessioni” nasce da un atto di comune impegno scientifico da parte di esperti e professionisti, finalizzato alla composizione di un lavoro plurimo e interdisciplinare intorno al tema della Medicina Narrativa.

Tra i contributi in evidenza quello dell’antropologa Cristina Cenci, ideatrice di Digital Narrative Medicine – La prima piattaforma digitale per l’applicazione della medicina narrativa nella pratica clinica, dal titolo “Dal consenso informato alla crowd medicine“.

La narrazione costitiusce lo strumento per riconnettere non soltanto saperi differenti, esperti e non, ma anche per costruire una comune storia capace di erigere un ponte tra rappresentazioni collettive e soggettive di malattia. Nel volume vengono esaminati sia i cambiamenti che sono intervenuti in ambito organizzativo del sistema sanitario che i nuovi orizzonti e le pratiche narrative che si confrontano con la società digitale.

Il libro si chiude con un ritorno al paziente e alla sua storia, volta a presentare la potenza della narrazione e rendendo percepibile al lettore quanto sia necessario non perdere di vista la ricchezza, sia in termini clinici che epistemologici, dell’esperienza soggettiva.

Qui il libro nella versione online, a breve sarà disponibile anche quella cartacea.

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