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Medicina Narrativa Digitale
Updated: 58 min 20 sec ago

Curiosity and What Equality Really Means

Atul Gawande, The New Yorker

I want to start with a story. One night, on my surgery rotation, during my third year of medical school, I followed my chief resident into the trauma bay in the emergency department. We’d been summoned to see a prisoner who’d swallowed half a razor blade and slashed his left wrist with the corner of the crimp on a toothpaste tube. He was about thirty, built like a boxer, with a tattooed neck, hands shackled to the gurney, and gauze around his left wrist showing bright crimson seeping through. full article

Trasformare la digital disruption in una competenza

 

Articolo di Stefano Vitta su Digital Health Italia

Durante l’evento Frontiers Health Fast Track è stata presentata la Digital Health Academy.

La nuova iniziativa promossa da Healthware, DNM – Digital Narrative Medicine ed Esense Ventures dedicata alla formazione professionale. continua a leggere

Il Volo di Pegaso. 10 anni tra arte, salute e scienza.

Viaggio nel Concorso letterario, artistico e musicale dedicato alle malattie rare

Il valore della diversità e la complessità sono il fil rouge della collaborazione tra il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e il Museo delle Civiltà. Le malattie rare sono un esempio paradigmatico di complessità e diversità nell’ambito della Salute e della Scienza così come le collezioni archeologiche ed etnografiche lo sono nell’ambito della storia delle civiltà.

L’evento in programma il 12 giugno intende celebrare il decennale del Concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso”, concepito e organizzato dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare il grande pubblico su aspetti riguardanti le malattie rare. È distinto in tre parti: la prima è dedicata al tema scientifico-divulgativo della relazione tra le diverse espressioni artistiche e le neuroscienze, la seconda è dedicata alla premiazione della X edizione del Concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso” – realizzata con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), in collaborazione con l’Associazione senza scopo di lucro “MatEr-Movie, Art, Technologies & Research” e con la rivista di critica letteraria “Satisfiction”, gemellata con il Festival internazionale di cinema a tema malattie rare “Uno sguardo raro” – la terza parte, introdotta da un intervento musicale del Quartetto Guadagnini, è dedicata alla Mostra delle opere in concorso per la X edizione e una selezione delle opere in concorso nelle precedenti edizioni.

Della Giuria faranno parte numerosi esperti tra cui Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, antropologa ed esperta in social media e medicina narrativa.

Qui si può consultare il programma completo e l’elenco dei relatori e della giuria.

“Raccontami di te … e della tua famiglia” appuntamento il 14 giugno con il 3° incontro del Progetto

Il 14 Giugno alle 14:30 presso il Centro Congressi Multimediale IFO si terrà il terzo incontro del Progetto di Medicina Narrativa Regina Elena San Gallicano. Il convegno dal titolo “Raccontami di te … e della tua famiglia”  dedica un’ attenzione particolare ai ragazzi che vivono il cancro nella loro famiglia. Maria Cecilia Cercato, dell’ Epidemiologia IRE e Responsabile del Progetto e Antonia Romeo della Compagnia delle Stelle,  presenteranno “il Quaderno dei Racconti 2016 – 17”. Al convegno interverranno anche clinici tra cui Alessandra Fabi, dell’Oncologia Medica 1 che parlerà della comunicazione del tumore ai più giovani.

Alla giornata parteciperà anche Cristina Cenci, CEO della startup DNM, con un intervento dal titolo Il «brutto male» agli occhi della gente con Letture e commenti di Elvira Colella.

L’incontrò si concluderà con la lettura dei racconti scritti dai ragazzi.

Leggi il programma completo dell’evento.

L’empatia cura ma non si può improvvisare

Articolo condiviso da OMNI

L’empatia, intesa genericamente come la capacità di mettersi nei panni degli altri, è un’esperienza umana a cui concorrsono diversi fattori – cognitivi, emozionali e sociali. Non è compassione né simpatia, piuttosto, un movimento spontaneo verso il pensiero e il sentire dell’altro, che si manifesta con modalità diversificate che evolvono nel tempo. Un’abilità complessa, insomma, difficile da definire e declinabile nei diversi contesti di riferimento, filosofico, politico, psicologico e, non ultimo, medico. Per spiegare  cos’è l’empatia e quale ruolo possa assumere nel rapporto medico-paziente abbiamo parlato con Laura Boella, docente di Filosofia morale all’Università degli Studi di Milano che ha appena pubblicato il libro Empatie. L’esperienza empatica nella società del conflitto (Raffaello Cordtina Editore 2018) continua a leggere

La medicina umanistica e narrativa

 

 

Presso la sala multimediale della Biblioteca Digitale – Centro di conoscenza “Riccardo Maceratini” dell’Istituto Regina Elena di Roma è in programma mercoledì 6 giugno la giornata formativa  “La medicina umanistica e narrativa” – I edizione con la responsabilità scientifica di Gaetana Cognetti  e Maria Cecilia Cercato.

Il corso intende formare operatori sanitari all’uso di strumenti di ascolto, osservazione e comunicazione rientranti in particolare nel settore della medicina umanistica e narrativa. La modalità didattica sarà ampiamente dedicata all’interazione sia per quanto riguarda la elaborazione di contenuti narrativi, che l’utilizzo di strumenti per la loro integrazione nella pratica clinica.
La giornata sarà dedicata a introdurre gli aspetti teorici e pratici della medicina umanistica e narrativa come attività importante per superare i limiti di una medicina solo tecnologica e parcellizzata, partendo da una relazione operatore sanitario­paziente basata sulla condivisione ed alleanza.

Maggiori info su: http://www.ifo.it/index/Eventiformazione/CorsiConvegni/06062018.html

Empowering the digital therapeutic relationship: virtual clinics for digital health interventions

Nature.com

 

As “digital phenotyping” and monitoring technologies begin to unleash the potential of data insights for mental health care, we propose here a complementary concept of the “digital therapeutic relationship” to unleash the power of the patient-provider alliance in clinical care. In millions of clinics today, care decisions are made on a daily basis in the context of a relationship honed through professional training to be respectful, protective, and empowering of patients. Now as clinical care evolves toward online and especially mobile platforms, it is critical to not ignore the digital therapeutic relationship and instead to realize that supporting it will require new and innovative means of care delivery. Here, we propose that technology can be harnessed to facilitate, augment, and expand these relationships directly, and identify virtual clinics as the currently missing but necessary environment to unleash the true potential of digital medicine. full article

Tumori: oltre 5.000 le italiane colpite in età fertile

 

Articolo condiviso da Salute h24

Mettere la medicina narrativa al servizio degli italiani che vogliono diventare genitori anche se colpiti dal cancro. È quanto si prefigge di realizzare il libro Un Giorno Saprai. Oltre la malattia, mamme coraggiose che nasce dalla collaborazione tra WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe) e Carthusia Edizioni, casa editrice dall’elevata progettualità.

Scritto da Manuela Jael Procaccia (sceneggiatrice per la televisione e il cinema italiano), e illustrato da Monica Zani, affermata illustratrice, viene presentato oggi a Torino con una conferenza stampa presso il Circolo dei Lettori. continua a leggere

In modo giusto, la narrazione nelle cure di fine vita

Articolo condiviso da OMNI News

Di fronte agli straordinari cambiamenti demografici , epidemiologici e sociali in atto nelle nostre società avanzate la medicina ha bisogno di nuovi strumenti di conoscenza e di intervento. Approcci e metodologie che superino una prospettiva soltanto biologica o fisiopatologica della malattia e del fine vita, per cercare di capire meglio le esperienze e i desideri dei pazienti e di coloro che li assistono. E’ a partire da questa esigenza, che nasce “In modo giusto”, un libro scritto a quattro mani dal sociologo Paolo Trenta e dalla palliativista Marta De Angelis per illustrare le potenzialità dell’approccio narrativo integrato alle cure palliative nella gestione del fine vita.  Il volume, di cui pubblichiamo la prefazione di Carlo Peruselli,  Past-President SICP-Società Italiana Cure Palliative, presentato dagli autori sabato 5 maggio a Spoleto. continua a leggere

Gli effetti del racconto (che cura) online

I social media facilitano lo scambio di esperienze proprio come avviene in una seduta di gruppo e questo, a sua volta, allontanando la solitudine, aiuta a fronteggiare le malattie. E tutto ora ciò si inizia a misurare

 

Articolo di Agnese Codignola su nòva – Il Sole 24 Ore

La narrazione che cura corre anche sul filo, anzi nell’etere, online. Non c’è malattia che non abbia i suoi gruppi di pazienti che, tramite social media, non si scambino esperienze, consigli, racconti. Ma che effetto ha tutto ciò sulla loro salute, se ne ha uno? E si tratta di conseguenze durature? Per capire meglio a che punto sia la medicina narrativa in versione social, Nòva ha chiesto a un esperto di mezzi di comunicazione applicati alla salute, Eugenio Santoro, responsabile del laboratorio di Informatica medica dell’Istituto Mario Negri di Milano e autore, oltreché di molti studi scientifici, anche di alcuni libri divulgativi sull’argomento (su tutti: Facebook, Twitter e la medicina, Il pensiero scientifico), di riassumere lo stato dell’arte. continua a leggere

La Medicina Narrativa si dà appuntamento al San Donato

Tre giorni di Congresso nazionale: la buona cura parte dalla relazione  tra medico e paziente. Aperta al pubblico la testimonianza dell’oncologa Maria Giovanna Luini

 

Comunicato Stampa condiviso da Azienda USL Toscana Est

 

Si terrà ad Arezzo da giovedì 10 a sabato  12 maggio, presso l’Auditorium dell’Ospedale San Donato, il II Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), dal titolo “La complicità nella cura, il racconto dei racconti.”

Sabato 12 maggio, dalle 9 alle 13, l’evento sarà aperto a tutta la cittadinanza per condividere le conclusioni degli esperti e ascoltare il racconto dell’oncologa Maria Giovanna Luini.  La professionista ha lavorato per anni a stretto contatto con Umberto Veronesi e racconterà le sue esperienze con i pazienti. Consapevole che l’uomo è un essere complesso e meraviglioso e il corpo ne è solo una parte, secondo Luini la ricerca e l’ascolto, la comprensione, l’empatia dovrebbero essere per un medico ugualmente importanti, quanto lo studio, la pratica e la cura della malattia.

La Medicina Narrativa è una metodologia d’intervento clinico-assistenziale che valorizza la singola storia del paziente come unica e irripetibile, contestualizzandola nell’ambiente di cura. L’obiettivo è di costruire un percorso condiviso attraverso la relazione tra il professionista e il paziente .

 “Complicità nella cura” è quanto vuole trasmettere  Stefania Polvani, sociologa  della Asl Toscana Sud Est e Presidente della Società Italiana Medicina Narrativa (SIMeN) . “Quello della complicità è un concetto che ben qualifica la relazione di cura basata sulle narrazioni – spiega la dottoressa Polvani –  Ma il Congresso ha anche un sottotitolo a cui sono molto affezionata: il Racconto dei racconti. Questo  è l’obiettivo finale: vogliamo raccogliere i racconti delle esperienze di medicina narrativa per avere un documento  semplice e co-costruito della Medicina Narrativa in Italia, una fotografia dell’esistente e una riflessione per promuoverne l’applicazione nella cura”.

Sarà presente al Congresso tutta la direzione della Asl Toscana sud est. “ Coerentemente con i valori della Medicina Narrativa- spiega Simona Dei direttore sanitario Asl toscana sud est- crediamo che  il patto di cura si abbia in minor tempo  se alla base c’è una relazione buona tra curato e curante.  Il 50% dei reclami che riceviamo sono infatti imputabili ad una mancanza di comunicazione efficace tra medico e paziente, comunicazione  che si può ottenere solo instaurando  una buona  relazione tra le parti”.

Non solo parole ma esperienze concrete: saranno infatti sette medici provenienti da tutt’Italia, a illustrare attraverso la loro esperienza di pratica della Medicina Narrativa in diversi contesti e aree terapeutiche, i vantaggi per gli operatori, i pazienti e l’organizzazione.  Con loro, tra i partner dell’iniziativa sul territorio, c’è anche l’OPI (ordine delle Professioni Infermieristiche) di Arezzo e l’Ordine Provinciale dei Medici.

Da qualche mese è partita la formazione del personale dell’intera Asl Toscana sud est  sui temi dell’umanizzazione delle cure, per porre l’attenzione sul  paziente come  persona e non come  un numero, attraverso il progetto “Buongiorno io sono”.   Il progetto riprende e contestualizza nel territorio la campagna internazionale “Hellomynameis”, promossa da Trisha Greenhalgh, della Oxford  University, uno dei massimi esperti a livello mondiale di Medicina Narrativa, che sarà ospite del Congresso al San Donato.

Da siti web a corsi e studi, è boom per la medicina narrativa

Ricciardi(Iss), migliora le cure e permette risparmi

 

Articolo di Livia Parisi su Ansa.it

Da libri e siti web a master e studi scientifici: gli ultimi anni hanno visto una vera e propria esplosione di iniziative basate sulla medicina narrativa, ovvero sul racconto della malattia come strumento migliorare le cure e migliorare la relazione tra medico e paziente. A fare il punto su quanto fatto e quanto c’è da fare sarà il secondo congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Narrativa (Simen), che si terrà dal 10 al 12 maggio, presso l’Ospedale San Donato di Arezzo.

“Nata negli Stati Uniti intorno alla fine degli anni Novanta, la Narrative Based Medicine ha avuto la sua consacrazione in Italia con la Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità del 2014. E da allora il fascino per la Medicina Narrativa continua a crescere”, sottolinea Antonio Virzì, presidente SIMeN. Già nel 2004 però, la Asl 10 di Firenze è stata tra le prime realtà ad averla introdotta nella pratica clinica, in particolare in cardiologia e terapia intensiva, attraverso un progetto coordinato da Stefania Polvani, dirigente ASL Toscana Sud Est e presidente eletto Simen. Oggi è utilizzata in tanti campi, dall’oncologia al diabete e l’Alzheimer, ma pochi sanno in cosa realmente consista, ovvero una metodologia d’intervento clinico che utilizza una narrazione ‘guidata’ da esperti come strumento per comprendere il paziente e integrare il suo punto di vista nel percorso di cura. continua a leggere

II Congresso Nazionale Società Italiana di Medicina Narrativa

La complicità nella cura – Il racconto dei racconti

 

 

 

La complicità è il tema centrale del secondo Congresso della SIMeN. La complicità che si sviluppa tra individui che collaborano, ciascuno nel proprio ruolo, a costruire un nuovo approccio alla Cura nelle singole storie e nel contesto . La complicità che ci aiuta a vedere il potere invisibile della parola tra curante e persona che soffre. La complicità che ci permette l’integrazione dei punti di vista,  obiettivo primario della Medicina Narrativa che si rende concreta nella pratica di Cura. Il Congresso, che si svolgerà dal 10 al 12 maggio ad Arezzo, è organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa con il patrocinio di Azienda USL Toscana Sud Est e con il contributo non condizionante di Pfizer, OMNI e Digital Narrative Medicine. Le giornate prevederanno la partecipazione attiva dei protagonisti della salute: medici, infermieri, psicologi e tutti i professionisti della cura, ma anche pazienti e associazioni di pazienti e daranno diritto al riconoscimento di 10 crediti ECM. A seguire il programma delle giornate e la modalità di iscrizione.

Foligno, Dalle Storie le Cure. Le narrazioni in oncologia

Le narrazioni in oncologia è il tema de 7° Convegno Nazionale di Medicina Narrativa promosso dall’Osservatorio Medicina Narrativa (Omni) con il patrocinio della USL Umbria 2 e il contributo del Center for digital health humanities (CDHHU) nell’ambito della Festa di Scienza e Filosofia che si svolgerà a Foligno dal 26 al 29 Aprile.

Come ogni anno medicina e scienze umane tenteranno di integrarsi e ragionare insieme superando separatezze e per costruire possibili approcci centrati sul dialogo e sullo scambio di esperienze. Nello specifico il convegno avrà inizio con una stimolante relazione tenuta dalla filosofa morale e psicoterapeuta Paola Bianchini dal titolo “Dal dolore vissuto al dolore narrato”, che affronterà il tema dell’esperienza soggettiva di sofferenza legata alla malattia. Pierluigi Brustenghi, neurologo dell’Usl Umbria 2, affronterà l’affascinante tema delle funzioni delle narrazioni nella filogenesi e nell’ontogenesi dell’uomo con un occhio alla embodied cognition e alle promettenti riflessioni del literary cognitivism e del literary darwinism.

Le relazioni successive saranno di carattere specificatamente cliniche, infatti le due oncologhe del Regina Elena di Roma Cecilia Cercato ed Elvira Colella, presenteranno le loro esperienze di medicina narrativa applicata con pazienti con patologie oncologiche.
Come ogni anno il convegno terminerà con il racconto di una paziente, Lucia Benetti, che presenterà la sua storia di malattia e le sue riflessioni centrate soprattutto sulle difficoltà di comunicazione e di relazione tra professionisti e malati.

Qui si può scaricare la locandina e leggere il programma completo.

La medicina basata sulla la narrazione: il 16 aprile a Roma INCONTRAIOM

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Un evento da non perdere nel quale si parlerà della dimensione della cura nell’era digitale, delle sfide e delle opportunità che le nuove tecnologie offrono a pazienti e medici.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Qui si può scaricare la scheda di adesione, questo il programma della giornata.

Diario digitale: raccontami di te

Due studi pilota in corso aiutano a capire quali siano le potenzialità del racconto della propria esperienza

 

Articolo di Agnese Codignola su nòva – Il Sole 24 ore

Due studi pilota in corso aiutano a capire quali siano le potenzialità del racconto della propria esperienza: e si tratta di due realtà che hanno messo in luce aspetti anche nettamente contraddittori.

Il primo caso è relativo a una delle patologie per le quali lo story telling sta avendo un vero e proprio boom: il cancro. Forse perché si porta dietro secoli di stigma perfino verbale (fino a pochi anni fa veniva chiamato quasi solo: il brutto male e simili) e forse perché oggi la diagnosi non equivale necessariamente a una condanna a morte, il cancro è ormai protagonista nei libri, nelle serie televisive, sui social, sui media in generale; probabilmente lo sdoganamento ha fatto sì che i pazienti invitati a partecipare allo studio ideato all’Istituto Regina Elena di Roma, chiamato Ameno e lanciato nel 2015 (nella sua forma iniziale, di messa a punto) sia stato accolto molto bene, tanto dagli operatori (medici ma anche infermieri e professionisti della salute) quanto dai pazienti. continua a leggere

Come scelgono i medici

Articolo di Paolo Cornaglia Ferraris su Recenti Progressi

Noi medici siamo convinti di prendere decisioni secondo logica. In realtà, siamo influenzati da preferenze irrazionali: rischi, tempi, ricompense, compromessi. Il rischio d’essere denunciati per colpe presunte alimenta la prescrizione di esami che si sanno essere inutili o perfino rischiosi; i tempi segnati dalle liste d’attesa scoraggiano prescrizioni appropriate eppure così difficili da ottenere; le ricompense fisse dello stipendio ospedaliero e quelle variabili della libera professione condizionano comportamenti e priorità; compromessi con regole, abitudini, rapporti professionali possono essere stressanti.

Inoltre, non abbiamo informazioni comparative complete sul valore – clinico oltre che economico – di farmaci, presidi, protesi e potremmo continuare; non assimiliamo né valutiamo tutti i risultati, né abbiamo tempo per fare una sintesi dei risultati della ricerca o leggere quelle di chi lo ha fatto per noi. La ricerca comparativa sull’efficacia è rara, e i dati d’utilizzo di farmaci e tecnologie nel mondo reale si basano su pregiudizi oppure su eccessiva fiducia nell’ultima novità. continua a leggere

L’intervista narrativa: la co-costruzione della storia di malattia e di cura

La Sezione locale Piemontese e VdA della SIPeM ha preso avvio nell’anno 2006 a partire da istanze locali fortemente motivate a creare uno spazio finalizzato al confronto e all’attivazione di sinergie riguardanti metodologie e strumenti innovativi nella formazione in ambito sanitario. Il gruppo ha espresso un interesse per la Medicina narrativa, letteratura, i filmati, il teatro, l’arte e il sapere umanistico, utili a rendere più efficaci i processi formativi riguardanti la comprensione delle esperienze umane profonde legate alla malattia, alla disabilità ed alla morte. Una particolare attenzione inoltre è stata rivolta alla valorizzazione delle competenze educative genitoriali all’interno del patto educativo scuola, sanità e famiglia, volto a riconoscere e valorizzare la dignità dell’azione pedagogica dei genitori come esperti educativi sia come coscientizzazione che nella formazione dei professionisti.

La Società Italiana di Pedagogia Medica si propone di favorire lo sviluppo, il coordinamento e la valorizzazione delle conoscenze, delle ricerche e degli studi nell’ambito della pedagogia medica, nonché la diffusione dei principi di questa disciplina nella formazione del medico e del personale sanitario, in modo da produrre misurabili miglioramenti nella cultura e nei servizi sanitari del Paese. Questo evento si situa all’interno di un programma più ampio, denominato Scuola Diffusa di Medical Humanities e Pratiche Narrative e si terrà il 13 e 14 Aprile 2018, dalle 8.30 alle 16.30, presso la Fondazione Opera San Camillo di Torino.

Si tratterà di eventi con carattere di laboratori, durante i quali si praticheranno e apprenderanno metodi e tecniche relative all’uso nella formazione dei professionisti della salute delle arti visive, filmiche, della letteratura, del teatro e della narrazione. La scuola è “diffusa” perché gli eventi saranno distribuiti su tutto il territorio nazionale, ripetuti nel programma o anche variati, ma unificati dallo stile, dalla modalità di conduzione e dall’idea centrale che “curare se stessi” è altrettanto necessario che aumentare le proprie competenze. E’ stata avviata già una prima iniziativa pressoVilla Crowford a Sant’Agnello sulla costiera sorrentina dal titolo “Per un’ermeneutica della narrazione. Metodologie e strumenti dell’interpretazione” nel mese di ottobre 2017.

Si sta delineando un programma biennale a cura delle sezioni locali che opereranno anche in sinergia tra loro. Gli incontri successivi saranno a Pellio di Intelvi in provincia di Como il 22 e 23 giugno 2017 a cura della Sezione ticinese e poi in Trentino in data ancora da definire.

Qui si può scaricare la locandina e consultare il programma completo.

La medicina basata sulla la narrazione: dimensione della cura nell’era digitale

La medicina basata sulla narrazione: la dimensione umana della cura nell’era digitale è il titolo del convegno organizzato dall’Aiom Sezione Regione Lazio per fare il punto sull’evoluzione della relazione medico paziente sostenuta dalla diffusione delle tecnologie informatiche, tra app, device e socialnetwork.

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà  a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Tra i relatori Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, con un intervento dal titolo “L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia” e  Sandro Spinsanti, direttore dell’Istituto Giano di Roma, con “Medicina Narrativa: solo chiacchiere?”.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Programma

15.00 Presentazione,  Fabi, G. Lanzetta, E. Cortesi

15.10 Conduttori, De Bac, S. Molinari

15.15 Lettura del Racconto: Rosso D’Agosto,  Passacantando

15.30 Medicina Narrativa: solo chiacchiere?, Sandro Spinsanti

16.00 L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia, Cristina Cenci

16.30 La applicazione clinica della Medicina Narrativa: la cartella narrativa in oncologia, M. C. Cercato

17.00 Discussione interattiva tra ospiti e platea dopo le relazioni. Modera: S. Molinari

17.45 Conclusioni

Cliccando qui si può visualizzare la locandina della giornata.

Il placebo funziona anche senza inganno quando è narrativo

 

Articolo di OMNI News

Non è un segreto che al successo di tanti a trattamenti medici o psicologici concorra in misura significativa l’effetto placebo, una reazione fisiologica positiva che sarebbe indotta dalle aspettative del paziente. Perché ciò avvenga non è ancora chiaro – potrebbe trattarsi di un condizionamento dovuto a precedenti esperienze di cura positive o al contesto, l’essere oggetto di cura, di attenzione da parte del medico. Fatto sta che sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano l’efficacia del placebo, in particolare in quelle condizioni patologiche dove la componente psicologica è importante, come dolore, ansia, depressione, difficoltà motorie. In questi casi, preparati privi di principi attivi, somministrati a pazienti in buova fede (che ignorano la loro inefficacia), possono realmente alleviare o risolvere i disturbi. Perché allora non utilizzarlo anche nella pratica clinica? continua a leggere

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