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Updated: 1 hour 52 min ago

Frontiers Health I Fast Track Italia vi aspetta a Milano l’8 Giugno

L’8 Giugno anteprima di Frontiers Health con il Fast Track Italia

 

 

Intelligenza artificiale e data science per la salute, terapie digitali, health insurance e nuovi business model nel mondo farmaceutico saranno i temi su cui si concentrerà il Fast Track Italia di Frontiers Health, la più importante conferenza sulla digital health, che tornerà a Berlino il 15 e 16 Novembre 2018.

I Fast Track di Frontiers Health nascono come dei formati in pieno stile Frontiers per confrontarsi sui trend emergenti del settore salute e conoscere le storie e le realtà innovative dell’ecosistema territoriale di riferimento. Frontiers Health | Fast Track Italia, sponsorizzato da Healthware, intende infatti essere non solo un’anteprima di Frontiers Health 2018 ma un’occasione importante per fare il punto con gli stakeholder italiani del mondo salute. continua a leggere

La tecnologia aiuta il lavoro del medico, ma ci sono dei rischi

 

Articolo di Vincenzo Marra su La Medicina In Uno Scatto

L’espressione può sembrare piuttosto moderna, poco conosciuta e in effetti l’exploit della sua diffusione è avvenuto negli ultimi anni, principalmente grazie a Paul Sonnier, ma in realtà non è un concetto così nuovo. Infatti già nel 2000 Seth Frank ha scritto un articolo intitolato “Digital Health Care – The convergence of health care and the Internet” sul Journal of Ambulatory Care Management.

Oggi la tecnologia sta rapidamente trasformando l’assistenza sanitaria. La distruzione creativa della medicina di Eric Topol evidenzia come queste tecnologie digitali, social networking, connettività mobile e banda larga, la crescente potenza di calcolo e l’universo dei dati convergeranno con sensori wireless, genomica, imaging e sistemi di informazione sanitaria per attuare una distruzione creativa della medicina come la conosciamo. continua a leggere

La Medicina Narrativa si dà appuntamento al San Donato

Tre giorni di Congresso nazionale: la buona cura parte dalla relazione  tra medico e paziente. Aperta al pubblico la testimonianza dell’oncologa Maria Giovanna Luini

 

Comunicato Stampa condiviso da Azienda USL Toscana Est

Si terrà ad Arezzo da giovedì 10 a sabato  12 maggio, presso l’Auditorium dell’Ospedale San Donato, il II Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), dal titolo “La complicità nella cura, il racconto dei racconti.”

Sabato 12 maggio, dalle 9 alle 13, l’evento sarà aperto a tutta la cittadinanza per condividere le conclusioni degli esperti e ascoltare il racconto dell’oncologa Maria Giovanna Luini.  La professionista ha lavorato per anni a stretto contatto con Umberto Veronesi e racconterà le sue esperienze con i pazienti. Consapevole che l’uomo è un essere complesso e meraviglioso e il corpo ne è solo una parte, secondo Luini la ricerca e l’ascolto, la comprensione, l’empatia dovrebbero essere per un medico ugualmente importanti, quanto lo studio, la pratica e la cura della malattia.

La Medicina Narrativa è una metodologia d’intervento clinico-assistenziale che valorizza la singola storia del paziente come unica e irripetibile, contestualizzandola nell’ambiente di cura. L’obiettivo è di costruire un percorso condiviso attraverso la relazione tra il professionista e il paziente .

“Complicità nella cura” è quanto vuole trasmettere  Stefania Polvani, sociologa  della Asl Toscana Sud Est e Presidente della Società Italiana Medicina Narrativa (SIMeN) . “Quello della complicità è un concetto che ben qualifica la relazione di cura basata sulle narrazioni – spiega la dottoressa Polvani –  Ma il Congresso ha anche un sottotitolo a cui sono molto affezionata: il Racconto dei racconti. Questo  è l’obiettivo finale: vogliamo raccogliere i racconti delle esperienze di medicina narrativa per avere un documento  semplice e co-costruito della Medicina Narrativa in Italia, una fotografia dell’esistente e una riflessione per promuoverne l’applicazione nella cura”.

Sarà presente al Congresso tutta la direzione della Asl Toscana sud est. “ Coerentemente con i valori della Medicina Narrativa- spiega Simona Dei direttore sanitario Asl toscana sud est- crediamo che  il patto di cura si abbia in minor tempo  se alla base c’è una relazione buona tra curato e curante.  Il 50% dei reclami che riceviamo sono infatti imputabili ad una mancanza di comunicazione efficace tra medico e paziente, comunicazione  che si può ottenere solo instaurando  una buona  relazione tra le parti”.

Non solo parole ma esperienze concrete: saranno infatti sette medici provenienti da tutt’Italia, a illustrare attraverso la loro esperienza di pratica della Medicina Narrativa in diversi contesti e aree terapeutiche, i vantaggi per gli operatori, i pazienti e l’organizzazione.  Con loro, tra i partner dell’iniziativa sul territorio, c’è anche l’OPI (ordine delle Professioni Infermieristiche) di Arezzo e l’Ordine Provinciale dei Medici.

Da qualche mese è partita la formazione del personale dell’intera Asl Toscana sud est  sui temi dell’umanizzazione delle cure, per porre l’attenzione sul  paziente come  persona e non come  un numero, attraverso il progetto “Buongiorno io sono”.   Il progetto riprende e contestualizza nel territorio la campagna internazionale “Hellomynameis”, promossa da Trisha Greenhalgh, della Oxford  University, uno dei massimi esperti a livello mondiale di Medicina Narrativa, che sarà ospite del Congresso al San Donato.

Da siti web a corsi e studi, è boom per la medicina narrativa

Ricciardi(Iss), migliora le cure e permette risparmi

 

Articolo di Livia Parisi su Ansa.it

Da libri e siti web a master e studi scientifici: gli ultimi anni hanno visto una vera e propria esplosione di iniziative basate sulla medicina narrativa, ovvero sul racconto della malattia come strumento migliorare le cure e migliorare la relazione tra medico e paziente. A fare il punto su quanto fatto e quanto c’è da fare sarà il secondo congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Narrativa (Simen), che si terrà dal 10 al 12 maggio, presso l’Ospedale San Donato di Arezzo.

“Nata negli Stati Uniti intorno alla fine degli anni Novanta, la Narrative Based Medicine ha avuto la sua consacrazione in Italia con la Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità del 2014. E da allora il fascino per la Medicina Narrativa continua a crescere”, sottolinea Antonio Virzì, presidente SIMeN. Già nel 2004 però, la Asl 10 di Firenze è stata tra le prime realtà ad averla introdotta nella pratica clinica, in particolare in cardiologia e terapia intensiva, attraverso un progetto coordinato da Stefania Polvani, dirigente ASL Toscana Sud Est e presidente eletto Simen. Oggi è utilizzata in tanti campi, dall’oncologia al diabete e l’Alzheimer, ma pochi sanno in cosa realmente consista, ovvero una metodologia d’intervento clinico che utilizza una narrazione ‘guidata’ da esperti come strumento per comprendere il paziente e integrare il suo punto di vista nel percorso di cura. continua a leggere

II Congresso Nazionale Società Italiana di Medicina Narrativa

La complicità nella cura – Il racconto dei racconti

 

La complicità è il tema centrale del secondo Congresso della SIMeN. La complicità che si sviluppa tra individui che collaborano, ciascuno nel proprio ruolo, a costruire un nuovo approccio alla Cura nelle singole storie e nel contesto . La complicità che ci aiuta a vedere il potere invisibile della parola tra curante e persona che soffre. La complicità che ci permette l’integrazione dei punti di vista,  obiettivo primario della Medicina Narrativa che si rende concreta nella pratica di Cura.

 

Il Congresso, che si svolgerà dal 10 al 12 maggio ad Arezzo, è organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa con il patrocinio di Azienda USL Toscana Sud Est e con il contributo non condizionante di PfizerOMNI e Digital Narrative Medicine.

 

Le giornate prevederanno la partecipazione attiva dei protagonisti della salute: medici, infermieri, psicologi e tutti i professionisti della cura, ma anche pazienti e associazioni di pazienti e daranno diritto al riconoscimento di 10 crediti ECM. A seguire il programma delle giornate e la modalità di iscrizione.

Foligno, Dalle Storie le Cure. Le narrazioni in oncologia

 

 

Le narrazioni in oncologia è il tema de 7° Convegno Nazionale di Medicina Narrativa promosso dall’Osservatorio Medicina Narrativa(Omni) con il patrocinio della USL Umbria 2 e il contributo del Center for digital health humanities (CDHHU) nell’ambito della Festa di Scienza e Filosofia che si svolgerà a Foligno dal 26 al 29 Aprile.

Come ogni anno medicina e scienze umane tenteranno di integrarsi e ragionare insieme superando separatezze e per costruire possibili approcci centrati sul dialogo e sullo scambio di esperienze. Nello specifico il convegno avrà inizio con una stimolante relazione tenuta dalla filosofa morale e psicoterapeuta Paola Bianchini dal titolo “Dal dolore vissuto al dolore narrato”, che affronterà il tema dell’esperienza soggettiva di sofferenza legata alla malattia. Pierluigi Brustenghi, neurologo dell’Usl Umbria 2, affronterà l’affascinante tema delle funzioni delle narrazioni nella filogenesi e nell’ontogenesi dell’uomo con un occhio alla embodied cognition e alle promettenti riflessioni del literary cognitivism e del literary darwinism.

Le relazioni successive saranno di carattere specificatamente cliniche, infatti le due oncologhe del Regina Elena di Roma Cecilia Cercato ed Elvira Colella, presenteranno le loro esperienze di medicina narrativa applicata con pazienti con patologie oncologiche.
Come ogni anno il convegno terminerà con il racconto di una paziente, Lucia Benetti, che presenterà la sua storia di malattia e le sue riflessioni centrate soprattutto sulle difficoltà di comunicazione e di relazione tra professionisti e malati.

Qui si può scaricare la locandina e leggere il programma completo.

La medicina basata sulla la narrazione: il 16 aprile a Roma INCONTRAIOM

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Un evento da non perdere nel quale si parlerà della dimensione della cura nell’era digitale, delle sfide e delle opportunità che le nuove tecnologie offrono a pazienti e medici.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Qui si può scaricare la scheda di adesione, questo il programma della giornata.

Telemedicina, come farla in Italia: le tecnologie, le finalità, un modello possibile

Così possibile attivare una rete ospedale-medici-territorio, per monitorare i pazienti, assisterli nelle malattie croniche e favorire la prevenzione. Vediamo tecnologie e metodiche che possono far diffondere la telemedicina in Italia, salvare vite e il Sistema sanitario nazionale dal collasso

 

Articolo condiviso da Agenda Digitale

Lo sviluppo della telemedicina si rende sempre più necessaria in Italia, se consideriamo che la problematica delle malattie croniche sta diventando sempre più centrale e prioritaria. Infatti secondo l’OMS, tra le malattie croniche più comuni nel mondo, ad elevata incidenza di mortalità ci sono le malattie cardiovascolari (responsabili per 17,5 milioni di morti all’anno), il cancro (7,6 milioni), le malattie respiratorie croniche (4.1 milioni) e il diabete (1,1 milioni).

Ad esempio l’ipertensione non trattata, uno dei principali fattori di rischio (aterosclerosi nelle arterie coronarie, carotidi, arterie renali e degli arti inferiori) potrebbe essere tenuta sotto controllo da remoto con relativa semplicità.

Secondo gli esperti dell’OMS nel 2000 circa 1 miliardo di persone soffrivano di ipertensione nel mondo (pari a oltre il 25% della popolazione mondiale di età superiore ai 20 anni).

Secondo le stime, nel 2025 il numero delle persone con ipertensione dovrebbe arrivare a 1,5 mld persone (quasi il 30% della popolazione). continua a leggere

Come funziona il primo ospedale virtuale al mondo (negli Usa)

A Chesterfield, negli USA, un interessante caso di telemedicina: un ospedale di quattro piani, senza neanche un letto, dove vi lavorano 330 fra medici e infermieri che gestiscono da remoto circa 2.400 pazienti. Il Mercy Virtual Hospital è infatti il primo ospedale virtuale al mondo, costato 45 milioni di dollari

 

Articolo di Paolo Colli Franzone su Agenda Digitale Sanità

Se siete a Saint Louis (Missouri) e dovete andare a Chesterfield, molto probabilmente il navigatore satellitare vi proporrà di percorrere la Missouri Route 64 fino a South Outer Forty Road. Siamo nella pianura fra il Mississippi e il Missouri, neanche troppo distante dall’Illinois. Dall’Italia, per intenderci, il modo migliore di arrivare in Missouri è atterrare a Chicago e poi farsi 300 miglia in auto, attraversando tutto l’Illinois.

Chesterfield è una classica cittadina del Midwest: 46 mila abitanti, a una ventina di miglia da Saint Louis. Fino a 35 anni fa non esisteva se non come toponimo riferito a un insieme di sobborghi della cintura metropolitana di Saint Louis. Una cittadina “nuova di zecca”, diciamo. continua a leggere

Vodafone Foundation monitora i big data in Ghana per combattere la diffusione di malattie infettive

L’analisi dei trend di mobilità della popolazione attraverso la lettura dei big data può essere utile a definire modelli di spostamento delle masse e prevenire e contenere il diffondersi di malattie infettive.

Articolo di Valentina Tarufi su Digital Health Italia

È questo il principio alla base della collaborazione tra Vodafone e il Governo del Ghana.

La Vodafone Foundation, la cui attività caritativa è indirizzata all’uso della tecnologia mobile a beneficio della salute, dell’istruzione e del soccorso in caso di disastri, ha infatti annunciato, a fine febbraio, la realizzazione di un piano pionieristico nel suo genere: quello di aiutare il Governo ganese ad utilizzare dati aggregati, anonimi, con l’intento di tracciare e prevenire l’esplosione di epidemie, come quella del virus Ebola del 2014.

Supportato anche dalla William and Flora Hewlett Foundation, il programma vedrà impegnati Vodafone Ghana, il Servizio Statistico Ganese GSS e la Flowminder, una organizzazione no-profit che lavora con organismi governativi, non governativi e ONG nella raccolta, elaborazione ed analisi dei dati degli operatori di telefonia mobile e satellitare soprattutto relativi a paesi poveri, fornendo supporto ai decision-maker. continua a leggere

La medicina basata sulla la narrazione: dimensione della cura nell’era digitale

 

La medicina basata sulla narrazione: la dimensione umana della cura nell’era digitale è il titolo del convegno organizzato dall’Aiom Sezione Regione Lazio per fare il punto sull’evoluzione della relazione medico paziente sostenuta dalla diffusione delle tecnologie informatiche, tra app, device e socialnetwork.

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà  a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Tra i relatori Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, con un intervento dal titolo “L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia” e  Sandro Spinsanti, direttore dell’Istituto Giano di Roma, con “Medicina Narrativa: solo chiacchiere?”.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Programma

15.00 Presentazione,  Fabi, G. Lanzetta, E. Cortesi

15.10 Conduttori, De Bac, S. Molinari

15.15 Lettura del Racconto: Rosso D’Agosto,  Passacantando

15.30 Medicina Narrativa: solo chiacchiere?, Sandro Spinsanti

16.00 L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia, Cristina Cenci

16.30 La applicazione clinica della Medicina Narrativa: la cartella narrativa in oncologia, M. C. Cercato

17.00 Discussione interattiva tra ospiti e platea dopo le relazioni. Modera: S. Molinari

17.45 Conclusioni

Cliccando qui si può visualizzare la locandina della giornata.

Innovazione e digitale fanno ancora paura agli italiani?

Cosa dice il Rapporto 2017 Agi-Censis La cultura dell’innovazione presentato a Montecitorio

Articolo di AGI Innovazione

Digitale e innovazione: italiani divisi tra “voglia di futuro” e paure di fronte a un Paese che sta cambiando. Le nuove tecnologie, da una parte, sono viste come un’opportunità ma, dall’altra, resta una forte diffidenza: sono in molti a pensare che i processi di automazione sottrarranno lavoro e l’innovazione produrrà nuovi e più ampi divari sociali. Il dato emerge dal Rapporto 2017 Agi-Censis ‘La cultura dell’innovazione’ presentato a Montecitorio, alla presenza della presidente della Camera, Laura Boldrini, del direttore di Agi, Riccardo Luna, e del segretario generale del Censis, Giorgio De Rita, nel corso l’evento “#InnovazioneItalia: storie, idee e persone che cambiano il mondo” promosso da Agi. continua a leggere

Online il portale ISSalute

E’ stato appena presentato il nuovo portale dell’Istituto Superiore di Sanità destinato all’informazione dei cittadini in merito a salute, cure, prevenzione, malattie e fake news.

 

Si chiama “ISSalute” ed è stato ideato per diffondere informazioni medico-scientifiche, un’enciclopedia della salute che raccoglie attualmente 1700 schede e l’analisi di 150 fake news (a breve 400).

NotizieLa salute dalla A alla ZStili di vita e ambienteFalsi miti e bufale. Queste le principali categorie del nuovo portale. Schede e video. Affiancati dai riferimenti per i Telefoni verdi Iss e per la donazione di sangue e organi.

Il portale è stato presentato da Iss il 28 febbraio in una conferenza stampa nella propria sede di Roma alla quale hanno preso parte il presidente dell’Istituto Walter Ricciardi, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e Piero Angela.

Così Ricciardi: “Il nostro portale nasce per spiegare ai cittadini il valore della ricerca e di tutta la conoscenza prodotta dall ISS e dall’intera comunità scientifica per renderla fruibile al maggior numero di persone possibile, senza discriminazione di reddito o di livello di alfabetizzazione. Scendiamo in campo contro le bufale online. Vogliamo offrire ai cittadini che sempre più spesso consultano il web per motivi di salute, trovando tutto e il contrario di tutto, un approdo sicuro, un punto di riferimento rigoroso e autorevole. È un’informazione certificata all’origine perché prodotta negli stessi luoghi in cui si fa ricerca e si produce conoscenza scientifica e un contributo all’equità e alla sostenibilità del nostro sistema sanitario”.

Online il portale ISSalute

 

 

E’ stato appena presentato il nuovo portale dell’Istituto Superiore di Sanità destinato all’informazione dei cittadini in merito a salute, cure, prevenzione, malattie e fake news. Si chiama “ISSalute” ed è stato ideato per diffondere informazioni medico-scientifiche, un’enciclopedia della salute che raccoglie attualmente 1700 schede e l’analisi di 150 fake news (a breve 400).

NotizieLa salute dalla A alla ZStili di vita e ambienteFalsi miti e bufale. Queste le principali categorie del nuovo portale. Schede e video. Affiancati dai riferimenti per i Telefoni verdi Iss e per la donazione di sangue e organi.

Il portale è stato presentato da Iss il 28 febbraio in una conferenza stampa nella propria sede di Roma alla quale hanno preso parte il presidente dell’Istituto Walter Ricciardi, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e Piero Angela.

Così Ricciardi: “Il nostro portale nasce per spiegare ai cittadini il valore della ricerca e di tutta la conoscenza prodotta dall ISS e dall’intera comunità scientifica per renderla fruibile al maggior numero di persone possibile, senza discriminazione di reddito o di livello di alfabetizzazione. Scendiamo in campo contro le bufale online. Vogliamo offrire ai cittadini che sempre più spesso consultano il web per motivi di salute, trovando tutto e il contrario di tutto, un approdo sicuro, un punto di riferimento rigoroso e autorevole. È un’informazione certificata all’origine perché prodotta negli stessi luoghi in cui si fa ricerca e si produce conoscenza scientifica e un contributo all’equità e alla sostenibilità del nostro sistema sanitario”.

“Dottore, ma è vero che?”: l’empatia narrativa nella comunicazione scientifica

Articolo di Cristina Cenci su Nòva – Il Sole 24 Ore

Il problema con le fake news è che le notizie possono essere false e spesso purtroppo lo sono, ma le emozioni che le sostengono sono sempre vere.

Per contrastare quindi quelle che oggi chiamiamo “bufale”, ma che nelle scienze sociali sono studiate da decenni come rumors o leggende metropolitane, non basta, come sappiamo, opporre la notizia vera a quella falsa. Occorre entrare nel mondo emotivo di chi ci ascolta. Facile dirlo, molto meno saperlo o volerlo fare.

Ricordo una discussione di qualche hanno fa con una società scientifica che rivendicava il suo diritto a pubblicare in chiaro immagini scioccanti della malattia perché “vere” e scientifiche, senza cogliere che l’impatto di quella visione, spingeva l’incauto visitatore direttamente nelle braccia di molto più accoglienti rimedi naturali.

Talvolta la comunicazione delle associazioni scientifiche conserva toni paternalistici oppure autoreferenziali, o semplicemente pensati per contrastare più che per accompagnare.

Dottore ma è vero che?”, il portale lanciato in questi giorni da FNOMCeO, sembra invece percorrere una strada diversa, che può segnare un cambiamento importante nella comunicazione scientifica della salute online.

Non ho navigato il sito in tutti i suoi contenuti, però almeno tre aspetti mi hanno colpito molto positivamente.

Il primo è lo stile grafico ed editoriale, dal nome del dominio alla home page: amichevole, vicino, accessibile. Tutto assume il punto di vista di chi cerca e non di chi spiega.

Il secondo è il “chi siamo”. Insieme a presidenti di ordini dei medici, giornalisti scientifici, universitari ed editori scientifici, troviamo anche un “debunker” e un’associazione come #iovaccino, che nasce da una pagina facebook di una mamma. Questo è un primo messaggio importante: il web può essere il luogo in cui , nel rispetto dell’informazione validata dalle migliori prove di efficacia ad oggi disponibili, si incontrano attori diversi, capaci di ibridare i linguaggi e di variare le modalità espressive, per adattarle ai diversi registri emotivi.

Il terzo è lo stile delle risposte, capace di empatia narrativa con chi legge. Un esempio è il testo “La chemioterapia fa più male che bene?” di Roberta Villa, medico e giornalista, che da più di vent’anni scrive sulle pagine di Salute del Corriere della Sera.

Vediamolo in analitico. La struttura della risposta si articola in tre aree.

1 – “Da dove nasce questa idea?”. Qui si dà valore all’esperienza che è alla base dell’idea che la chemioterapia faccia più male che bene. Non la si rifiuta o la nega, la si accoglie. “Sono farmaci definiti in maniera esplicita come “tossici”, per i quali occorre attenersi a una rigorosa serie di precauzioni: comprensibile che inquieti l’idea di farseli iniettare nelle vene”.

2 – “Che cosa la smentisce”. Solo dopo aver riconosciuto la legittimità e il valore della domanda, si passa a offrire i dati che mostrano, al contrario, l’efficacia del percorso di cura. Sempre però conservando uno sguardo critico e centrato non solo su cosa faccia bene alla malattia, ma anche alla persona: “Per altri tipi di tumori i risultati sono meno clamorosi, ma hanno contribuito ad aumentare la sopravvivenza globale per cancro. In tutti i casi si tratta di soppesare pro e contro, sia in termini di durata sia di qualità della vita, con o senza chemioterapia: per alcune situazioni, come quelle sopra descritte, i vantaggi della chemioterapia a medio e lungo termine sono indiscutibili, in altre, invece, possono essere meno certi”.

3 – “Perché ci si crede?” Nel finale, la risposta si fa carico del vissuto emotivo che sostiene e alimenta la domanda:“l’idea di iniettare nell’organismo sostanze potenzialmente tossiche e che provocano malessere, in vista di un possibile futuro miglioramento, nei confronti di una malattia che talvolta non provoca ancora disturbi ma è solo una “macchia” nelle immagini radiografiche, va quindi contro il nostro naturale istinto di autoprotezione e sopravvivenza. Anche l’abusata metafora della “guerra contro il cancro”, che vede l’organismo come un campo di battaglia destinato a subire le conseguenze dello scontro tra le proprie cellule “ribelli” – che in fondo però sono parte di sé – e il “veleno” introdotto dall’esterno per sterminarle, potrebbe aver contribuito ad aggiungere un’ostilità inconscia nei confronti di queste cure”.

“Capire l’origine di queste paure…”, ecco cosa serve per comunicare e per informarsi al meglio. Il testo ha una doppia valenza: 1) riconoscere il valore delle paure, per superarle; 2) rassicurarci che le paure non sono solo una nostra incapacità ad affrontare una malattia o una cura, ma possono anche nascere da un immaginario collettivo condiviso che le alimenta. La metafora della guerra resta molto diffusa anche nel linguaggio medico. Elena Semino, linguista dell’Università di Lancaster, ha studiato per anni le diverse metafore usate nel discorso oncologico, mostrandone pro e contro.

In una interessante autoetnografia del suo tumore al seno, Trisha Greenhalgh, punto di riferimento del Rinascimento dell’EBM a Oxford, racconta come all’inizio si sia dovuta confrontare con la rappresentazione culturale della chemioterapia e della sua ambivalenza che porta a chiedersi perché non si possa dire bene della chemioterapia.

L’immunizzazione rispetto alle fake news richiede una grande empatia narrativa. Possiamo essere aiutati ad avere meno paura non solo con le informazioni corrette, ma anche con le metafore giuste per dirle. “Dottore ma è vero che..” ci aiuta nel percorso.

Salute, nasce il portale dei medici contro le fake news su cure e malattie

Si intitola “dottore, ma è vero che…?”. È il sito web creato dalla Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, per smontare le bufale sulla sanità. In decine di schede le risposte ai dubbi più diffusi, dai vaccini alla dieta, dalle terapie anticancro ai fiori di Bach

 

 

Condiviso da La Repubblica – Salute

Si intitola “Dottore, ma è vero che…?”, ed è online da oggi all’indirizzo www.dottoremaeveroche.it o anche https://dottoremaeveroche.it, il portale web creato dai medici d’Italia per smontare le fake news sulla salute e rafforzare il rapporto con i pazienti. L’iniziativa è della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, e parte dalla constatazione che “le bufale, quando incidono sulla salute, rischiano di trasformarsi in vere e proprie azioni criminose, sostenute da interessi economici o solo dall’ignoranza”, spiega Cosimo Nume, responsabile comunicazione Fnomceo. “Da qui è partito il nostro lavoro, che si è avvalso dell’apporto di un board scientifico di altissimo livello e di un team di esperti comunicatori”. continua a leggere

La realtà virtuale per combattere l’Alzheimer

Potrebbero bastare un paio di occhialini 3D, uno smartphone e poco altro per proiettare il paziente in situazioni di vita reale. Il tutto per individuare i primi segnali di danno cognitivo e per aiutarlo a rallentare questo declino. Ecco tutte le novità hi-tech

 

Articolo di Viola Rita su Repubblica

La realtà virtuale, cioè la simulazione della realtà tramite tecnologie sofisticate, diventa uno strumento non soltanto ludico, ma anche terapeutico: oggi i sistemi virtuali stanno mettendo in mostra tutte le proprie potenzialità per migliorare la qualità di vita di chi soffre di Alzheimer o di altre forme di demenze e per fornire strumenti per una diagnosi ancora più precoce. Dai filmati in 3D che permettono di rivivere eventi del passato a videogame per individuare segnali del declino cognitivo, sono molte le strategie e i progetti di realtà virtuale che si stanno sviluppando, a livello nazionale e internazionale, dedicati a chi è affetto da patologie degenerative. Queste malattie, oltre a comportare sintomi fisici spesso invalidanti, cancellano alcune abilità della persona, allontanandola dalla realtà. E in questo caso proprio la realtà virtuale potrebbe diventare una sorta di bastone di appoggio per “muoversi” un po’ meglio nella vita quotidiana. continua a leggere

Smart Healthcare: sfide e opportunità per un settore sotto pressione

Tra acquisizioni, nuove regolamentazioni e sfide a colpi di fatturato, il 2018 delle imprese healthcare si prospetta ricco di impegni

Articolo di Daniela Russo su Digital Health Italia

 

È quanto emerge dall’ultimo Global Outlook sui sistemi sanitari pubblicato da Deloitte. Ma a decretare il successo del lavoro che le imprese del comparto svolgeranno nel corso dell’anno sarà la capacità di puntare il piede sull’acceleratore dell’innovazione tecnologica.

Un settore sotto pressione

Secondo il report, a gravare sulle attività delle imprese, sia pubbliche che private, saranno cinque grandi temi:

1- tra il 2017 e il 2021 la spesa complessiva per l’healthcare sarà destinata a crescere del 4,3% l’anno. Il tasso di incremento era dell’1,3% nel periodo 2012-2016.

2- La spesa pro capite continuerà a presentare forti disparità a seconda della diversa area geografica presa in considerazione: dagli 11.356 dollari degli Usa ai 53 del Pakistan nel 2021.

3- L’aspettativa di vita passerà dai 73 anni del 2016 ai 74,1 del 2021.

4- La maggior parte dei Paesi ha fatto importanti progressi nel contrasto alle malattie trasmissibili, migliorando la qualità della vita, le condizioni igieniche, investendo su vaccinazioni e accesso alle cure. Allo stesso tempo, però, i processi di urbanizzazione, la vita sedentaria e l’aumento dei livelli di obesità stanno portando a un incremento delle malattie croniche. Nel 2040, ad esempio, le persone malate di diabete saranno 642 milioni, oggi sono 415 milioni.

5- Nel 2017, infine, circa 50 milioni di persone erano affette da demenza, un dato destinato a raddoppiare nei prossimi 20 anni. continua a leggere

Così la Sanità sta facendo la Digital Revolution in Italia

A differenza del resto della PA, la Sanità sta trovando i modi e le persone per attuare la trasformazione digitale. Ecco come. Se ne parla in un libro di recente uscita

 

 

Articolo di Paolo Colli Franzone su Agenda Digitale

La trasformazione digitale in atto non poteva non investire anche la Sanità, un mondo che in Italia conta più di un milione di lavoratori e – almeno virtualmente – sessanta milioni di “clienti”.

E per fortuna che sta succedendo, viene da dire.

Pur essendo la stragrande maggioranza delle strutture sanitarie italiane di mano pubblica, la natura del “business” e dei processi che governano la produzione e l’erogazione dei servizi sanitari sta favorendo lo sviluppo di una sensibilità del tutto nuova già a partire dal top management e sino ad arrivare a tutti gli operatori sanitari e agli utenti. Mentre il resto della PA fatica a trovare una direzione precisa lungo la quale sviluppare una strategia e un insieme di politiche di digital transformation, la Sanità in qualche modo sta trovando un percorso e le persone capaci di svilupparlo.

Ci si rende conto che – contrariamente alla maggior parte degli uffici pubblici a qualsiasi livello, dove sostanzialmente si produce “carta”, si “lavorano pratiche” – in un ospedale si producono servizi reali basati su processi la cui profonda rivisitazione è in grado di impattare notevolmente sull’organizzazione in termini di performances. continua a leggere

Quale ruolo della persona in cura? Relazioni di cura, innovazione digitale e cura di sé nel continuum di salute

Da tempo esistono proposte teoriche, spesso avallate da ricerche ed esperienze locali, che indicano la necessità e l’utilità di sviluppare l’empowerment e l’engagement dei curati (definiti in modo eclettico come “pazienti”, “clienti”, “assistiti”, “cittadini”, “care-receiver”, “cared-for person”, ecc). Si parla, a tal proposito, di “consenso informato”, di “cittadinanza attiva”, di “scelte condivise di cura” e di molte altre proposte che vanno nella direzione di assegnare un nuovo ruolo al curato e di mutare i concetti, la terminologia, i comportamenti ancora oggi prevalenti nel mondo sanitario.

Il convegno, promosso dal Laboratorio Paracelso e programmato nelle giornate del 4-5 Maggio 2018 (Ferrara),  si propone, in primo luogo, di essere un luogo di incontro di diverse proposte che, potenzialmente, vanno in una direzione convergente al fine di una conoscenza e comunicazione reciproca.

In secondo luogo, il convegno si propone di mettere sul tappeto proposte organizzative, formative e culturali che possano favorire la transizione verso nuovi rapporti di cura nel campo sanitario e di salute.

In terzo luogo, il convegno si propone di sviluppare alcune proposte relative alla cura di sé in termini di metodologie per favorire la resilienza e la salutogenesi, nonché di spazi operativi e associativi utili a prefigurare un nuovo assetto del continuum di salute.

In riferimento a questa premessa, il Comitato scientifico invita a presentare proposte di contributi in merito ai temi e aspetti sopra evidenziati.

 

Modalità di invio delle proposte:

Le proposte dovranno essere inviate entro il 26 febbraio 2018 a pierpaola.pierucci@unife.it.

L’esito della selezione verrà comunicato entro il  26 marzo 2018.

Si prevedono di ammettere alla presentazione nelle sessioni parallele non oltre 20 contributi.

Le proposte non dovranno superare una lunghezza di 3.000 caratteri (spazi e bibliografia inclusi).

Le proposte dovranno contenere:

  • il titolo dell’intervento;
  • il nome ed i recapiti del/i proponente/i;
  • l’ente di appartenenza;
  • l’abstract della comunicazione o della ricerca presentata.

Info: Pierpaola Pierucci, Enrico Marchetti

pierpaola.pierucci @ unife.it

Scarica il programma completo e la call for paper.

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