You are here

Latest News - Center for Digital Health Humanities

Subscribe to Latest News - Center for Digital Health Humanities feed
Updated: 10 min 24 sec ago

Al via domani MEDiT – PHARMAiT l’Expo-forum di riferimento per l’Innovazione digitale in Sanità e in Farmacia

Aprirà domani l’Expo-Forum che fa della fiera di Vicenza e del Veneto il cuore pulsante del dibattito nazionale sull’innovazione digitale e sui temi di più viva attualità in Sanità e in Farmacia grazie al duplice appuntamento con MEDiT-PHARMAiT, manifestazioni promosse per la prima volta da Italian Exhibition Group  

 

 

Con un pubblico atteso di oltre 2000 operatori specializzati, un programma articolato su 45 convegni e oltre 270 relatori coinvolti tra confronti scientifici, esposizioni, workshop, speed speech, la 7^ edizione di MEDiT spazierà dalla Cybersecurity in Sanità alla Cardiologia Digitale, dalla Living Technology per il paziente anziano ai convegni dedicati agli aspetti organizzativi del sistema sanitarioPHARMAiT, giunta alla 4^ edizione e unica manifestazione di riferimento nel Nord-Italia per l’innovazione in farmacia, farà il punto sulle opportunità di crescita della Farmacia per affermare il ruolo chiave che assume oggi di legame tra l’Azienda Sanitaria e il cittadino e suoi percorsi di cura.

 

  • MEDiT

 

Tra gli appuntamenti si segnala la Tavola Rotonda ‘L’Azienda Zero ed il percorso della Sanita’ in Veneto ad un anno dalla legge di riforma’ che ha come obiettivo quello di mostrare un modello vincente di organizzazione di un servizio pubblico anche alla luce delle possibilità offerte dalla richiesta di nuove competenze nell’ambito delle autonomie Regionali.  Il Veneto ha già iniziato un grande percorso di razionalizzazione con la legge 19/2016 che ha visto il ridisegno delle Aziende Socio Sanitarie e l’’istituzione di un’innovativa Azienda Zero.

 

Il Convegno ‘Pfas: il Programma di Monitoraggio della popolazione e le misure di riduzione del rischio’ è dedicato alle analisi e alle azioni messe in campo contro l’esposizione alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Nella parte introduttiva del Convegno sarà definito il contesto tecnico e scientifico dell’esposizione a PFAS, il monitoraggio della mortalità e dell’incidenza di patologie croniche da parte del Servizio Epidemiologico Regionale, le esperienze di livello internazionale e dunque le azioni di sorveglianza messe in campo nella Zona Rossa, nei pazienti a rischio cardio-vascolare e quelli a rischio endocrino-metabolico-renale sino al trattamento dei soggetti con alta concentrazione di PFAS. Seguirà una Tavola Rotonda di confronto con la partecipazione di Nicola Dell’Acqua, Direttore ARPA Veneto.

 

  • PHARMAiT

 

Sono numerosi gli appuntamenti di rilievo che animeranno la due giornate di PHARMAiT, che gode anche quest’anno del patrocinio di Federfarma Veneto, con cui organizza nella giornata inaugurale la Tavola Rotonda ‘Centro studi FerderFarma: progettualità e proposte’. Tra gli altri, spiccano gli interventi di Marco Cossolo, Presidente Nazionale di Federfarma e Silvia Pagliacci, Presidente di SUNIFAR Nazionale; nel pomeriggio ‘Diabete e cronicità in farmacia’ con l’intervento dell’Associazione Italiana Diabetici e della Società italiana Diabetologia e del Presidente dei Farmacisti Europei, Max Liebl. Sabato 18 Federfarma organizza poi il Convegno ‘CUP: come cambia il rapporto del farmacista con il cittadino’ per sottolineare il ruolo sempre più rilevante di informazione, consulenza e di servizio della farmacia per la salute del

cittadino. Di ‘E-Commerce e Farmacia: tra tradizione e innovazione, come nuove opportunità per ampliare il business’ si parlerà nel workshop proposto in entrambe le giornate di Expo-Forum e ancora ‘La Cannabis in farmacia: aspetti formulativi e legislativi’.

 

MEDiT e PHARMAiT rappresentano sempre più un importante hub culturale e scientifico per le start up e l’edizione 2017 vuole esaltarne ulteriormente creatività, intuizioni di business e competenze nel settore delle nuove tecnologie con l’iniziativa pensata per i Digital Innovator “We want your Pitch!”. I migliori progetti saranno presentati al pubblico quale platea ideale per trovare finanziamenti e aziende interessate alla loro realizzazione. Altra novità, il programma dell’Expo-Forum si concluderà sabato con la Cerimonia di Premiazione  ‘Health Innovation Award’ realizzato in collaborazione con Fondazione CUOA Business School. Saranno premiate le migliori nr.2 tesi di laurea e nr. 2 progetti di ricerca innovativi del settore sanitario e farmaceutico con riconoscimenti di valore pari a 2.000€ ciascuno.

 

www.meditexpoforum.it

www.pharmaitexpoforum.it

 

ITALIAN EXHIBITION GROUP SPA: FOCUS ON

Italian Exhibition Group SpA, la società nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza, è presieduta da Lorenzo Cagnoni, con la vice presidenza esecutiva di Matteo Marzotto e la direzione generale di Corrado Facco. IEG, che ha chiuso il 2016 con fatturato consolidato pro-forma di 124,8 milioni, un EBITDA pro-forma di 21,9 milioni e un risultato netto consolidato di 6,6 milioni, è il primo organizzatore fieristico italiano, con 59 prodotti in portafoglio (riferiti alle filiere Food & Beverage, Green, Technology, Entertainment, Tourism, Transport, Wellness, Jewellery e Fashion, Lifestyle & Innovation), primo anche per redditività operativa lorda, e vanta 216 tra eventi e congressi. Asset prioritario della Società è favorire l’internazionalizzazione di tali comparti rappresentativi del Bello e Ben Fatto nel mondo, partendo da una solida presenza nel mondo con già una joint venture negli Emirati Arabi Uniti e presenze in USA, Cina, India e Sudamerica. IEG svolge inoltre il ruolo di leader nazionale nel segmento convegnistico-congressuale. Nel 2016, IEG, nel complesso delle sedi espositive e congressuali di Rimini e Vicenza ha totalizzato 14.593 espositori, sfiorando i 2,5 milioni di visitatori. www.iegexpo.it

Ritorna Frontiers Health 2017, la più importante conferenza internazionale sulla Digital Health

Innovazioni tecnologiche, terapie digitali e startup di successo a Berlino il 16 e 17 novembre

 

 

L’età dell’healthcare convergence ha avvicinato due importanti settori, la medicina e la tecnologia, creando nuove opportunità e trend emergenti quali le tecnologie applicate alla salute, le terapie digitali e l’assicurazione sanitaria.

Frontiers Health riflette la natura collaborativa e agile di questo settore in fase di cambiamento, dove l’integrazione di medicina e tecnologia offre l’opportunità di ottimizzare e migliorare la gestione della salute.

 

Dopo il successo dell’edizione 2016, Frontiers Health 2017 ritorna il 16 e 17 Novembre a Berlino nella spettacolare location AXICA, a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo.

Oltre 400 tra esperti internazionali, innovatori di settore, manager delle principali aziende farmaceutiche, imprenditori, compagnie assicurative, startup e investitori si daranno appuntamento a Frontiers Health per costruire il futuro digitale del mondo salute condividendo le loro idee ed esperienze.

Quest’anno il format della conferenza prevede una Startup & Investor Lounge per incontri one-to-one tra aziende innovative e potenziali partner, ma anche business meetings e challenges rivolte a promettenti startup per valutare sinergie di settore.

 

Il Conference Chairman, Roberto Ascione, CEO di Healthware International, afferma: “Frontiers Health è subito diventata una delle principali conferenze internazionali sulla digital health, grazie al mix unico di partecipanti e relatori (fondi di investimento, aziende del settore life science, hub innovativi, assicurazioni, startup), offrendo una piattaforma unica di discussione su come le innovazioni nei diversi ambiti stanno convergendo, trasformando così il settore salute. Qualsiasi storia di successo nata dalla conferenza sarà un ottimo risultato per ognuno dei partecipanti che avrà contribuito attivamente a questo viaggio straordinario”.

 

Tanti gli speaker di questa edizione tra cui esperti globali provenienti da diverse aree dell’ecosistema dell’innovazione in area salute, che condivideranno le loro conoscenze e le loro esperienze in talk ispirazionali e workshop interattivi in puro stile Frontiers.

 

I principali temi trattati:

 

  • Le Terapie Digitali, con la presenza di più di 30 aziende attive in quest’ambito, e un’intera sessione dedicata al recente lancio della Digital Therapeutics Alliance (DTA) i cui membri (Pierre Leurent, CEO Voluntis, Anand Iyer, Chief Strategy Officer WellDoc, e Vincent Hennemand, VP of Strategy, Corporate & BD Akili Interactive) illustreranno i cambiamenti in atto, le opportunità per healthcare providers e industria farmaceutica e l’impegno nel definire protocolli di cura e dati di efficacia clinica, grazie a quella che viene definita la terza fase della medicina.

 

  • Una presentazione di Roche (Tim Jürgens, Head at Roche Diabetes Care New Business Models) e mySugr (Anton Kittelberger, CFO) per parlare di una delle principali acquisizioni del 2017.

 

“The Medicine of Me” ovvero come cibo, musica, attività fisica e creativa sono capaci di attivare il nostro ‘io interiore’ con risultati clinici misurabili. Questo tema sarà affrontato in diversi talk tra cui Music Medicine con Walter Werzowa, Founder, MusikVergnuegen &

  • HealthTunes™ e Klaus Laczika, Doctorate, Medical University of Vienna, e Digital Nutrition con Valerio Nannini, SVP, Head of Strategies & Performance, Nestlé.

 

  • Nella sessione Transforming Pharma, introdotta da Paul Tunnah – CEO pharmaphorum media, alcune delle principali aziende del settore farmaceutico presenteranno le rispettive strategie di trasformazione digitale: Francesco Acanfora, Head of Digital Innovation & Services, MENARINI Group; Eugene Borukhovich; Global Head, Digital Health Innovation, Bayer; Fiona Cook, Senior Manager, Global Corporate Responsibility Programs & Steffen Kurzawa, Global Head Communications & Member of Sandoz Executive Committee, Sandoz International; Lana Ghanem, Managing Director, Hikma Ventures and John Gordon, Head of Digital, Internal Medicine, International Developed Markets, Pfizer Ltd.

 

  • Sullo stesso tema il workshop Innovating Customer Engagement organizzato da Healthware e Intouch Solutions per capire come coinvolgere i consumatori di oggi creando e fornendo esperienze di grande valore utilizzando le ultime innovazioni tecnologiche.

 

  • Il ruolo che investitori e large start-ups stanno giocando nel ridefinire l’ecosistema della salute sarà affrontato in due sessioni chiave:

 

  • Will M&A be the key to scaling Digital Health? Un panel moderato da Marc Slujis, Advisor, Digital Health Investment, con la partecipazione di investitori e aziende di settore: Francesca Domenech Wuttke, Managing Director/Investment Principal Europe, MSD Global Health Innovation Fund; Christoph Ruedig, Partner, Albion Capital; Marco Mohwinckel, VP of Strategy, WebMD; Marc Berrebi, Founder, eDevice; Steven Yecies, Venture Partner, OrbiMed.

 

  • Meet the Game Changers introdotta da Unity Stoakes, Cofounder and President StartUp Health, con la partecipazione di: Sarah Kerruish, Chief Patient Officer, Antidote; Chris Hodkinson, VP Business Development, Owlstone Medical Ltd; Michael Fergusson, CEO, Ayogo Health Inc.; Jordan Shlain, Founder & Chairman, HealthLoop.

 

Altri due importanti panel saranno dedicati rispettivamente al futuro dell’Health Insurance (moderato da Frederic Llordachs, Co-founder, Partner & Global Business Development Manager, Doctoralia) e ai Clinical Trials (moderato da Nana Bit-Avragim, Head of Strategic Relations, Medicinisto).

 

Tra i top speakers di questa edizione: Jeff Dachis, Founder & CEO, One Drop, Indra Ioshi, Clinical Lead for NHS England, Mariarosaria Taddeo, Research Fellow, Oxford Internet Institute, Bart van der Sloot, Senior Researcher, Tilburg Institute for Law, Technology and Society (TILT) e Francesca Fedeli e Roberto D’Angelo, Founders FightTheStoke.

 

About Frontiers Health

Frontiers Health è un evento spin off di Frontiers Conferences, che dal 2005 progetta e produce conferenze internazionali sulla tecnologia e l’innovazione. La conferenza annuale di Frontiers a Milano è diventata uno dei principali eventi per il business, il design e la tecnologia italiana. La società è stata fondata da Matteo Penzo, Technology Practice Executive at frog e fondatore di “Talent Garden”, il più grande spazio di co-working a Milano, e da Leandro Agro, designer e imprenditore con più di 20 anni di esperienza nel campo della progettazione e dell’innovazione. Frontiers Health è presieduta da Roberto Ascione, CEO di Healthware, co-host della conferenza.

Scoperte scientifiche e medici sempre aggiornati? L’aiuto arriva dal web semantico

Non più settimane di ricerca e trattamento di dati, ora bastano pochi secondi grazie a mappe interattive da cui si può estrarre solo ciò che interessa da una miniera di Big Data

 

 

Articolo di Maria Rosa Pavia su Corriere Innovazione

Per tenersi aggiornato, ogni medico o ricercatore biomedico dovrebbe leggere mensilmente migliaia di pagine dense di contenuti. Adesso, è possibile avere una panoramica sugli studi più recenti del suo campo grazie a una mappa grafica connessa logicamente. Una trasformazione importante, a vantaggio dei pazienti che possono contare su specialisti più preparati in maniera più rapida. Dietro questo lavoro, sviluppato al Massachusetts General Hospital di Boston, c’è Paolo Ciccarese, un italiano che ha recentemente lasciato la cattedra ad Harvard per far parte del laboratorio dedicato all’innovazione della PerkinElmer dove si occupa di ingegneria del software e architettura dell’informazione.

Ciccarese spiega: «Il testo viene riorganizzato con una narrativa non lineare. L’infografica presenta le reti logiche agli utenti in modo intuitivo e interattivo. Chi legge può spegnere o accendere alcuni nodi concettuali per visualizzare e concentrarsi su ciò che è di suo interesse». Grazie alle tecnologie del web semantico è possibile, per esempio, leggere gli articoli non solo seguendone la narrativa classica ma anche concentrandosi su un argomento che tocca trasversalmente diversi articoli pubblicati in tempi differenti. continua a leggere

L’uso delle tecnologie per favorire l’engagement del paziente

Venerdì 17 Novembre al MEDIT – Health Innovation di Vicenza il workshop a cura di Eugenio Santoro con Cristina Cenci

 

Il coinvolgimento del paziente è sempre più necessario nei processi che riguardano la sua cura e i servizi a lui rivolti. La pianificazione/conduzione di studi clinici e molta della ricerca medica oggi condotta non può fare a meno della sua attiva partecipazione. L’obiettivo di questo workshop è quello di illustrare come la tecnologia possa favorire il patient engagement.

Tra gli esperti chiamati a intervenire anche Cristina Cenci, ideatrice del Center for Digital Health Humanities,  con un panel dal titolo “ll ruolo della tecnologia nella medicina narrativa”.

A seguire il programma completo della giornata:

Ore 15.30 – 16.00

Registrazione partecipanti

Ore 16.00 – 16.20

L’uso delle nuove tecnologie da parte dei pazienti: i risultati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità
Eugenio Santoro – IRCCS Istituto Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Ore 16.20 – 16.40

Le nuove tecnologie al servizio del patient engagement: i risultati della prima Consensus Conference italiana
Guendalina Graffigna – Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Ore 16.40 – 17.00

ll ruolo della tecnologia nella medicina narrativa
Cristina Cenci – Center for Digital Health Humanities

Ore 17.00 – 17.20

Patient engagement: il punto di vista dei pazienti
Laura del Campo – Associazione Italiana Malati di Cancro AIMAC

Ore 17.20 – 17.30

Conclusioni

 

Maggiori informazioni qui.

 

Fino al 15 novembre aperte le partecipazioni al concorso dell’ISS “Il Volo di Pegaso”

Tra pochi giorni scadrà il termine ultimo per presentare opere letterarie, artistiche e musicali sul tema delle malattie rare

 

Per la sua decima edizione “Il Volo di Pegaso”, concorso dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato alle malattie rare, affronta il tema del sogno.

Le sezioni in cui questo tema può essere rappresentato sono: narrativa, poesia, disegno, pittura, scultura, fotografia, opera grafica digitale, composizione musicale e interpretazione musicale.

Il concorso è tra le attività che il Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS sostiene per migliorare le conoscenze scientifiche sulle malattie rare e porre l’accento sulle difficoltà ancora esistenti e i traguardi raggiunti.

Il Volo di Pegaso” ha un duplice obiettivo: fornire spazi espressivi a persone affette da malattie rare, ai loro familiari ed ai professionisti della salute coinvolti e promuovere la conoscenza del mondo delle malattie rare attraverso molteplici canali, consolidando il legame tra narrazione, nelle sue diverse forme, e promozione della salute.

La Giuria annovera personalità del mondo letterario, artistico, musicale, culturale e scientifico, tra le quali l’antropologa Cristina Cenci, fondatrice di Digital Narrative Medicine e del Center for Digital Health Humanities, il critico letterario e scrittore Gian Paolo Serino, Presidente della X edizione e lo storico e critico d’arte Claudio Strinati.
La X edizione è in collaborazione con l’Associazione senza scopo di lucro “MatEr – Movie, Art, Technologies & Research” e con la rivista di critica letteraria Satisfiction ed è gemellata con il Festival internazionale di cinema a tema malattie rare “Uno sguardo raro”.

É possibile partecipare alla X edizione de “Il Volo di Pegaso” entro il 15 novembre 2017.
I vincitori della X edizione saranno annunciati e premiati durante la Cerimonia di Premiazione che si terrà il 26 febbraio 2018 a Roma.
La Giuria e tutte le informazioni per partecipare sono disponibili nel Bando di Concorso, in italiano e in inglese, nel sito e sui social, Facebook (@IlVoloDiPegaso) e Twitter (@concorsopegaso).

Il Giornale di Vicenza intervista Cristina Cenci: malattia e cura nell’era digitale

L’intervista a Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, a margine del Convegno “Vivere sani, vivere bene 2017. La mente in salute” promosso dalla Fondazione Zoè.


Contenuto alternativo per i browser che non leggono gli iframe.

Il Volo di Pegaso: fino al 15 novembre resteranno aperte le partecipazioni al concorso dell’ISS

Fino a metà del prossimo mese sarà possibile presentare opere letterarie, artistiche e musicali sul tema delle malattie rare

 

Per la sua decima edizione “Il Volo di Pegaso”, concorso dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato alle malattie rare, affronta il tema del sogno.

Le sezioni in cui questo tema può essere rappresentato sono: narrativa, poesia, disegno, pittura, scultura, fotografia, opera grafica digitale, composizione musicale e interpretazione musicale.

Il concorso è tra le attività che il Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS sostiene per migliorare le conoscenze scientifiche sulle malattie rare e porre l’accento sulle difficoltà ancora esistenti e i traguardi raggiunti.

Il Volo di Pegaso” ha un duplice obiettivo: fornire spazi espressivi a persone affette da malattie rare, ai loro familiari ed ai professionisti della salute coinvolti e promuovere la conoscenza del mondo delle malattie rare attraverso molteplici canali, consolidando il legame tra narrazione, nelle sue diverse forme, e promozione della salute.

La Giuria annovera personalità del mondo letterario, artistico, musicale, culturale e scientifico, tra le quali l’antropologa Cristina Cenci, fondatrice di Digital Narrative Medicine e del Center for Digital Health Humanities, il critico letterario e scrittore Gian Paolo Serino, Presidente della X edizione e lo storico e critico d’arte Claudio Strinati.
La X edizione è in collaborazione con l’Associazione senza scopo di lucro “MatEr – Movie, Art, Technologies & Research” e con la rivista di critica letteraria Satisfiction ed è gemellata con il Festival internazionale di cinema a tema malattie rare “Uno sguardo raro”.

É possibile partecipare alla X edizione de “Il Volo di Pegaso” entro il 15 novembre 2017.
I vincitori della X edizione saranno annunciati e premiati durante la Cerimonia di Premiazione che si terrà il 26 febbraio 2018 a Roma.
La Giuria e tutte le informazioni per partecipare sono disponibili nel Bando di Concorso, in italiano e in inglese, nel sito e sui social, Facebook (@IlVoloDiPegaso) e Twitter (@concorsopegaso).

Le parole chiave dell’innovazione digitale nella salute: appropriatezza e misurazione

Articolo di Cristina Cenci su Nòva – Il Sole 24 Ore

Più di molti convegni o forum, la premiazione del Digital Health Program, promosso in Italia da Gilead Sciences, è stata un’occasione per far emergere alcuni punti chiave dell’innovazione digitale nella salute. Questo per le caratteristiche specifiche del premio che valorizzano due aspetti fondamentali:

1. La focalizzazione su progetti che mirano innanzitutto al miglioramento dell’assistenza terapeutica e della qualità della vita delle persone con malattie infettive e oncoematologiche, attraverso strumenti realizzabili ed effettivamente integrabili nel percorso diagnostico-terapeutico e nella struttura organizzativa. Non si richiede solo una fattibilità operativa ma anche l’appropriatezza della soluzione digitale, dal punto di vista di chi deve utilizzarla.

2. L’attenzione alla misurazione di efficacia. L’innovazione digitale bottom up può essere una grande risorsa per organizzazioni sanitarie che sono spesso intrappolate in un’inerzia autoconsolatoria. Nello stesso tempo però il rischio è il moltiplicarsi di app, piattaforme, strumenti di cui sfugge poi la reale utilità e che diventano un rituale dell’innovazione fine a se stesso. Ogni dipartimento, reparto, direzione ha la sua app per l’aderenza, la sua app per l’informazione, la sua app per la condivisione dei dati. Ma tutto questo come cambia la qualità della vita e della cura e la sua sostenibilità?

Nell’edizione 2017 del premio, la misurazione di efficacia è stata richiesta come parte integrante del progetto e come un elemento chiave di valutazione da parte della commissione. Come ricorda Eugenio Santoro, dell’Istituto Mario Negri, membro della giuria: “La disponibilità delle tecnologie, infatti, non rende immediata la loro applicazione in ambito medico-sanitario, né significa che siano davvero utili e efficaci in tale ambito. Per questo il Bando richiede che i risultati possano essere misurabili e misurati. Va presa in considerazione infatti solo la tecnologia che può fare davvero la differenza nella gestione della salute, scartando quella priva di efficacia”.

Tra i progetti premiati, c’è anche DOC@HOME, promosso da Adriana Ammassaridell’INMI “Lazzaro Spallanzani” di Roma, in collaborazione con la mia start-up DNM – Digital Narrative Medicine e ASE – Archivio Sanitario Elettronico. L’obiettivo è l’uso della televisita nel monitoraggio della persona con infezione da HIV, attraverso uno modello di telemedicina narrativa. Telemedicina, teleassistenza e archiviazione elettronica dei dati clinici non rimandano necessariamente ad una relazione di cura più spersonalizzata, distanziante e asettica. Al contrario, se si valorizza un setting che facilita il racconto del paziente e l’identificazione delle sue esigenze, l’interazione virtuale può, forse, facilitare la relazione e l’ascolto, ancor più di quella faccia a faccia. Questo è quello che lo studio pilota cercherà di applicare e misurare. Fedele allo spirito del bando, tornerò sul tema quindi solo quando avremo i dati.

Durante la premiazione è stato possibile fare anche il punto sullo stato di avanzamento di alcuni progetti premiati nel 2016. Le esperienze di EmatoClick e di Doctor-Apollo sono tra le più interessanti.

EmatoClick è un esempio di “rinascimento collaborativo” nella salute. Nasce infatti dalla collaborazione tra il mondo associativo, l’AIL Cosenza FAS, un’unità ospedaliera, l’Unità Ospedaliera Complessa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera dell’Annunziata di Cosenza e il CNR di Reggio Calabria. E’ un’applicazione per dispositivi mobili che consente un accesso immediato alla cartella clinica e al piano terapeutico, conserva lo storico di visite e referti, offre informazioni sullo stile di vita e informa sui servizi di AIL. Si potrebbe pensare che sia un’app come potrebbero essercene molte altre. La specificità di questa sta nella metodologia che ha guidato lo sviluppo. L’app è pensata per pazienti che si avviano verso la chemioterapia ed è stata progettata a partire dalle loro esigenze, rilevate sia con un questionario che con focus group nel corso del Day Hospital. Coinvolge 72 nuovi pazienti tra i 18 e gli 80 anni e prevede la creazione di due coorti di cui solo una una riceverà l’app. Sarà quindi poi possibile misurare le differenze non solo come soddisfazione rispetto al percorso, ma anche in relazione alla compliance e alla qualità della vita.

Doctor-Apollo introduce invece la chat-bot nella pratica clinica della persona con HIV+ ed è stato ideato da Miriam Lichtner del Dipartimento di Sanità Pubblica e malattie infettive dell’Università di Roma La Sapienza, in collaborazione con la start-up Snap Back. Il punto di partenza che guida il progetto è il bisogno identitario di normalità della persona, che vuole ridurre al minimo l’impronta della malattia sulla vita quotidiana e le relazioni sociali. Per questo Doctor-Apollo non si presenta come una qualsiasi app sullo smartphone ma vive su Telegram, dialogando con il paziente e fornendo un servizio automatico di gestione degli appuntamenti clinici, un reminder sui farmaci, un feedback sulle analisi e anche su alcune norme di prevenzione. Doctor-Apollo ci insegna che chi sviluppa e introduce strumenti digitali non può prescindere dall’interrogarsi sull’impatto della malattia sull’identità e sulle relazioni. Il rischio è che soluzioni utili dal punto di vista del servizio, diventino un problema per il vissuto e i bisogni di normalità del paziente: una sorta di memoria non richiesta della malattia. Il team che ha lavorato con Miriam Lichter ha come prima cosa individuato i bisogni e le criticità, sia per le persone che per gli operatori. Da qui è nata la scelta di Telegram, più rispettoso della privacy e meno invasivo. Per le sue caratteristiche di anonimato da un lato e di minore diffusione dall’altro, è più adatto a offrire un luogo separato di gestione della malattia, a differenza di WhatsApp o Messenger che sono il luogo delle relazioni e delle interazioni quotidiane. Un apparente punto di debolezza, lo scarso utilizzo, diventa in questo contesto un punto di forza.

Niente può essere dato per scontato quando si lavora sul confine tra normale e patologico, malattia e identità, vita e cura. La fattibilità di uno strumento digitale non deve essere studiata solo dal punto di vista della facilità tecnologica o della sostenibilità economica, deve, al contrario, partire dalla capacità di rispondere a un bisogno di salute, più che di malattia. La fattibilità va coniugata con l’appropriatezza, una parola forse ancora troppo poco utilizzata nella digital health.

Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, relatrice al Convegno “Vivere sani, vivere bene 2017. La mente in salute”

Titolo dell’intervento: “Malattia e cura nell’era digitale. Verso una nuova alleanza terapeutica”

Giovedì 19 ottobre, a Vicenza, nell’ambito del Convegno “Vivere sani, vivere bene 2017. La mente in salute”, l’antropologa Cristina Cenci ha indagato le nuove opportunità che il digitale offre per migliorare le cure e la gestione della malattia.

Cosa ci si deve aspettare dal futuro panorama della medicina? Che ruolo hanno le relazioni umane per la salute della mente e come sta evolvendo il lavoro di cura? Quanto possono intervenire il progresso scientifico e quello tecnologico a sostegno della prevenzione e della terapia? Nel corso del Convegno “Vivere sani, Vivere bene” dedicato a “La mente in Salute”, organizzato da Fondazione Zoé, i massimi esperti del mondo della medicina, della psicologia, dell’assistenza, della filosofia e dell’innovazione, cercano di dare risposte a questi interrogativi. Cristina Cenci, antropologa, curatrice del blog Digital Health, Nova-Sole24Ore, fondatrice della start up DNM – Digital Narrative Medicine e del Center for Digital Health Humanities, si è occupata in particolare di “Malattia e cura nell’era digitale. Verso una nuova alleanza terapeutica”.

DNM – Digital Narrative Medicine è la prima piattaforma digitale pensata per lo sviluppo di progetti di telemedicina che integrano le metodologie della medicina narrativa, e costituisce un chiaro esempio di come il dialogo attraverso il digitale possa facilitare il rapporto medico-paziente.
Nel suo intervento Cristina Cenci ha esplorato il nuovo panorama legato alla moderna rivoluzione digitale, e di come le innovazioni tecnologiche possano contribuire ad aumentare la capacità di ascolto, il supporto nel quotidiano e il sostegno alle cure, facendo evolvere in maniera determinante il rapporto tra medico e paziente. Molti nuovi scenari si sono aperti: l’enorme mole di informazioni sulla salute reperibili online, la nascita di reti di supporto verso chi convive con la malattia, la possibilità di consultare o addirittura valutare un medico su internet; basilare è sapersi orientare, sfruttando le possibilità che il web offre per accorciare le distanze tra medico e paziente, o tra  chi è affetto dalla stessa patologia.

Cristina Cenci ha descritto in che modo il digitale può consentire l’instaurazione di una nuova alleanza terapeutica, in cui le parole di una persona con una malattia “contino” quanto quelle del suo medico, indagando le molte implicazioni di questo cambiamento di approccio.

 

 

LA DIGITAL HEALTH AL SERVIZIO DEI PAZIENTI: si inaugura oggi la sesta edizione della Patient Academy di Fondazione MSD

6 incontri (19-20-21 ottobre e 9-10-11 novembre) tra 30 Associazioni di Pazienti e start up innovative/esperti di salute digitale per compiere, attraverso talk ispirazionali, lezioni frontali e workshop interattivi, un viaggio a 360° nella salute digitale e stimolare una ‘digital health vision’: la curiosità e la capacità di guardare in modo consapevole alle infinite potenzialità che l’innovazione digitale può offrire al singolo Paziente e all’Associazione nel suo complesso

 

Il corso è una anteprima, riservata a Fondazione MSD, della neo nata Digital Health Academy promossa da DNM-Digital Narrative MedicineEsense Ventures e Healthware.

Il mondo della salute è al centro di una rivoluzione. Le tecnologie digitali stanno cambiando in modo radicale e continuo il nostro modo di vivere e di curarci. Abilità specifiche e competenze nuove sono necessarie per capire ed essere a pieno titolo partecipi della rivoluzione in atto.

E’ proprio a partire da questa consapevolezza che Fondazione MSD continuando il percorso diempowerment delle Associazioni dei Pazienti iniziato nel 2013, promuove quest’anno un percorso formativo sulla Salute Digitale in collaborazione con la Digital Health Academy e Healthware: un viaggio attraverso i diversi aspetti e le enormi potenzialità delle nuove tecnologie e dei servizi innovativi applicati alla salute.

Start up innovative insieme ad esperti dell’area, attraverso format e contenuti originali, contribuiranno a rendere questo viaggio una esperienza stimolante e una fonte di ispirazione per sviluppare una vera e propria Digital Health Vision: guardare con entusiasmo e spirito creativo i nuovi orizzonti aperti dalle tecnologie digitali.

Il Corso è un’anteprima riservata alle Associazioni di Pazienti in occasione del lancio della Digital Health Academy, promossa da DNM-Digital Narrative MedicineEsense Ventures e Healthware per proporre una un’offerta formativa sul tema della salute digitale che sia all’avanguardia e declinata sui bisogni formativi specifici di tutti i protagonisti del mondo della salute (professionisti sanitari, pazienti e associazioni dei pazienti, top managers, studenti, aziende pharma, startuppers, ricercatori, pubblico generalista).

Per le Associazioni di Pazienti, questi i temi chiave: il futuro della digital health, le piattaforme di salute digitale attraverso le esperienze delle startup Paginemediche e Videum, la comunicazione della salute sui media e l’uso dei canali digitali, la rivoluzione dei big data e dell’intelligenza artificiale in area salute, chatbot e assistenza ai pazienti, le applicazioni in campo medico della realtà virtuale, le startup della salute attraverso la ‘digitalhealthstorymap’ open innovation e digital health.

Negli ultimi cinque anni – sottolinea Goffredo Freddi, Direttore della Fondazione MSD – la Fondazione MSD ha promosso un percorso di formazione, partendo dai bisogni espressi dalle Associazioni di Pazienti, per rafforzare il potenziale innovativo e strategico del loro ruolo e della loro comunicazione sia nell’ambito dell’advocacy che del counselling ai loro associati. Siamo felici di contribuire, ancora una volta, alla costruzione di “patients skill” nell’area della Salute Digitale e dell’innovazione”.

È possibile rimanere aggiornati su tutti gli appuntamenti e le attività del corso attraverso l’hashtag ufficiale #dHealth4Patients.

 

1°MODULO: 19- 20- 21 OTTOBRE, Hotel Ripa Roma, Via degli Orti di Trastevere 00153, Roma

  • 19 Ottobre – Digital Health: verso una sanità sostenibile e umana grazie alla tecnologia
  • 20 Ottobre –  Le piattaforme di Digital Health
  • 21 Ottobre – Web, Salute e Informazione

2° MODULO: 9- 10- 11 NOVEMBRE, Hotel Ripa Roma, Via degli Orti di Trastevere 00153, Roma

  • 9 Novembre – Innovazione tecnologica, salute e big data
  • 10 Novembre –  Verso una salute partecipata
  • 11 Novembre – Open Innovation & Health Startup

 

Il programma è disponibile anche in pdf

 

FONDAZIONE   MSD

La Fondazione MSD costituita nel 2004, contribuisce con la propria attività alla crescita della cultura e della conoscenza scientifica in Italia. Il suo scopo principale è promuovere iniziative per la diffusione di conoscenze in campo sanitario, scientifico, industriale, sociale e culturale, con particolare attenzione a quelle attività che, con approccio interdisciplinare, identifichino problemi e propongano soluzioni nel settore della salute e del farmaco. Negli anni, la Fondazione ha sviluppato progetti multidisciplinari che hanno coinvolto molti degli attori del sistema salute (in particolare, amministratori, istituzioni, associazioni pazienti, giornalisti), attraverso percorsi formativi per migliorare l’efficienza e la qualità del servizio sanitario e programmi in favore dell’empowerment delle associazioni di pazienti. La Fondazione, inoltre, promuove iniziative sui temi chiave della politica sanitaria con l’obiettivo di stimolare il dibattito e il confronto, partecipando attivamente alla produzione di conoscenze scientifiche ed evidenze a supporto delle decisioni in ambito farmaceutico e sanitario. Da queste iniziative sono nate pubblicazioni di approfondimento sia cartacee che digitali nell’ambito di una collana frutto della collaborazione tra la Fondazione MSD e Il Pensiero Scientifico Editore.

La salute è anche una questione sociale

Articolo di Felicia Pelagalli su nòva

La salute non è un semplice “stato” individuale, ma un “processo” che muove e si sviluppa lungo il percorso della vita all’interno di specifici contesti sociali.

Giorgio Alleva, Presidente Istat, nella lectio magistralis tenuta all’incontro organizzato da Federsanità ANCI, ha sottolineato come la salute, in quanto fenomeno multidimensionale, sia in rapporto al contesto familiare e sociale, allo stile di vita (attività fisica, alimentazione, igiene delle abitazioni, ecc…), di cura (ricorso a visite mediche, consumo di farmaci ecc.) e ai fattori di rischio (obesità, consumo di tabacco e alcool).

1. Aspetti demografici

È importante sottolineare come le trasformazioni strutturali della popolazione incidano sulle nascite, matrimoni, occupazione, e naturalmente sulla salute e la sanità. Ad esempio, la forte riduzione del numero di donne tra 18 e 49 anni ha una conseguenza diretta sulla riduzione delle nascite, anche a parità di propensione ad avere figli. continua a leggere

Digital Health 2017, premiato un progetto pilota dell’INMI Spallanzani

L’uso della televisita nel monitoraggio della persona con infezione da Hiv è al centro di un progetto pilota realizzato dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma premiato dal Digital Health Program. L’iniziativa è promossa dalla società biofarmaceutica Gilead, che seleziona i migliori progetti maturati all’interno di questo settore. La premiazione avverrà nel corso di una cerimonia a Milano il 12 ottobre nella sede dell’Istituto dei Ciechi.

 

 

DOC@HOME, questo il nome del progetto premiato, nasce dalla collaborazione dell’INMI “Lazzaro Spallanzani” con due start up DNM – Digital Narrative Medicine e ASE – Archivio Sanitario Elettronico e si pone come obiettivi quello di migliorare la comunicazione medico-paziente, facilitare l’autogestione (empowerment) della persona sieropositiva e favorire la collaborazione con i medici di medicina generale. Innovativo risulta essere, accanto all’impiego delle nuove tecnologie, l’uso della Medicina Narrativa in una patologia cronica, come l’infezione da HIV, caratterizzata da tematiche di benessere fisico, ma anche di tipo psichico e sociale.

DNM – Digital Narrative Medicine, start up sociale e innovativa, è la prima piattaforma digitale interamente pensata per lo sviluppo di progetti di telemedicina che impiegano le metodologie della Medicina Narrativa. DNM facilita la condivisione del percorso di cura a distanza, consentendo al curante e al paziente di interagire da luoghi diversi. In particolare, l’integrazione della televisita con l’autovalutazione del paziente, attraverso modalità standardizzate ma anche narrative, rafforzano la relazione e l’empatia.

ASE – Archivio Sanitario Elettronico è un servizio all’avanguardia di raccolta, archiviazione e analisi in remoto dei dati clinici. ASE, oltre a garantire la privacy del paziente perché è personale, è consultabile e aggiornabile sempre ed ovunque. Si tratta di uno archivio in grado di conservare e catalogare dati clinici, referti di esami e immagini radiologiche per aggiornare continuamente la storia clinica e indicare al medico il percorso di diagnosi e cura. ASE può anche formulare statistiche aggregate sulla base dei dati inseriti.

Le potenzialità associate all’impiego di queste tecnologie trova ragione in diverse caratteristiche della popolazione HIV-positiva seguita dai Centri per le Malattie Infettive in Italia oggi:
1) la presenza di una solida e duratura relazione tra Utente e Centro Clinico;
2) l’elevata scolarizzazione tecnologica della maggior parte degli Utenti;
3) la necessità di monitoraggio della cura e dell’infezione da HIV per tempi molto lunghi, probabilmente a vita.

DOC@HOME consente al team curante, al paziente e al caregiver di interagire a distanza in una modalità che valorizza la storia e i bisogni del paziente. Si prefigge di migliorare il rapporto dello staff medico-infermieristico con il paziente, attraverso un percorso strutturato e di personalizzazione del programma assistenziale, e inoltre di ridurre i costi dell’assistenza faccia a faccia. DNM mette al centro della medicina la relazione e facilita la costruzione non solo di reti di dati ma anche di “reti empatiche”. ASE colloca il paziente al centro dell’attività assistenziale, aiutandolo nella gestione dei dati sanitari, fondamentali per la corretta comunicazione con il team curante. Telemedicina, teleassistenza e archiviazione elettronica dei dati clinici non rimandano necessariamente ad una relazione di cura più spersonalizzata, distanziante e asettica. Al contrario, se si valorizza un setting che facilita il racconto del paziente e l’identificazione delle sue esigenze, l’interazione virtuale può facilitare la relazione e l’ascolto, ancor più di quella faccia a faccia. Questo è quello che lo studio pilota cercherà di capire.

Social media helps students learn scientific argumentation better than peers, study shows

Mike Krings, University of Kansas

 

Adults often bemoan the amount of time young people spend staring at a screen and browsing social media. But social media can not only be a way to teach students elements of the scientific process, those who took part in a program to learn scientific argumentation through social media learned the components of argumentation better than their peers who did not, a University of Kansas study has found.

KU researchers designed a curriculum unit to engage nearly 400 ninth-grade biology students in learning about scientific argumentation through social media use with their teachers and classmates. Argumentation is a key element of both Next Generation Science Standards and Common Core State Standards. The researchers have since authored a chapter for the book “Digital Tools and Solutions for Inquiry-Based STEM Learning,” an article in the Journal of Education in Science, Environment and Health and an article in Educational Media International, a Taylor & Francis online journal outlining the study, its results and how teachers can implement similar practices in their classrooms. full article

Medicina narrativa. Temi, esperienze e riflessioni

Online il volume sulla Medicina Narrativa a cura di Barbara Morsello, Chiara Cilona, Fiorenza Misale, pubblicato dall’editoriale di Ateneo Roma TrE-Press

 

La Medicina Narrativa, una metodologia d’intervento clinico assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa come più volte sancito dall’Istituto Superiore di Sanità, rappresenta un fenomeno dalle interessanti peculiarità sociologiche.

Il volume “Medicina narrativa. Temi, esperienze e riflessioni” nasce da un atto di comune impegno scientifico da parte di esperti e professionisti, finalizzato alla composizione di un lavoro plurimo e interdisciplinare intorno al tema della Medicina Narrativa.

Tra i contributi in evidenza quello dell’antropologa Cristina Cenci, ideatrice di Digital Narrative Medicine – La prima piattaforma digitale per l’applicazione della medicina narrativa nella pratica clinica, dal titolo “Dal consenso informato alla crowd medicine“.

La narrazione costitiusce lo strumento per riconnettere non soltanto saperi differenti, esperti e non, ma anche per costruire una comune storia capace di erigere un ponte tra rappresentazioni collettive e soggettive di malattia. Nel volume vengono esaminati sia i cambiamenti che sono intervenuti in ambito organizzativo del sistema sanitario che i nuovi orizzonti e le pratiche narrative che si confrontano con la società digitale.

Il libro si chiude con un ritorno al paziente e alla sua storia, volta a presentare la potenza della narrazione e rendendo percepibile al lettore quanto sia necessario non perdere di vista la ricchezza, sia in termini clinici che epistemologici, dell’esperienza soggettiva.

Qui il libro nella versione online, a breve sarà disponibile anche quella cartacea.

Merck for healthcare, l’hackathon per la salute

Siamo entrati nella stagione degli hackathon che hanno lo scopo di cercare le idee più innovative in tanti settori diversi

Articolo di Elias Secchi, Breakingtech

Anche quest’anno ritorna l’hackathon di Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico che ha deciso di promuovere, in collaborazione con Digitalmagics HealthTech, un hackathon dedicato interamente all’healthcare, settore dove stanno entrando in modo molto interessante tecnologie di intelligenza artificiale (IA), della data analytics e l’internet delle cose.

Il settore dell’healthcare tecnologico

Il settore in questione è in costante crescita con interessanti soluzioni di IA, ad esempio per connettere i medici e con l’ingresso della data analytics nel settore delle sales farmaceutiche. Tutti questi cambiamenti hanno lo scopo di migliorare la vita delle persone e migliorare l’efficienza nelle aziende erogatrici. continua a leggere

Frontiers Health: a Berlino l’innovazione incontra la salute

Nella capitale tedesca il 16 e 17 Novembre 2017 si rinnova l’appuntamento internazionale sui temi della health technology. I lettori del Center for Digital Health Humanities potranno usufruire di uno sconto del 15% sul prezzo del ticket

A pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, presso AXICA, il 16 e 17 Novembre 2017 si terrà l’edizione 2017 di Frontiers Health, l’evento europeo sull’innovazione nel campo della salute.

L’appuntamento internazionale ospiterà i player più influenti nel campo dell’innovazione sanitaria. Due giorni di intense sessioni sulle ultime tendenze e le tecnologie che stanno cambiando il mondo della Digital Health.

La rapida evoluzione della tecnologia e delle applicazioni tecnologiche sta trasformando il settore della sanità e sta creando nuove opportunità di health technology, terapie digitali e soluzioni digitali per l’innovazione sanitaria.
L’evento rappresenta anche un’opportunità di incontro e scambio con VC e imprenditori alla ricerca di startup e progetti in cui investire o con cui stabilire delle partnership, oltre alla possibilità di scoprire le diverse opportunità per far crescere le aziende.

Frank Antwerpes, CEO di DocCheck AG, Roberto Ascione, CEO di Healthware International  e Marc Berrebi, fondatore di eDevice, sono solo alcuni degli esperti che interverranno durante l’evento.

Il programma completo dell’evento è disponibile sul sito di Frontiers Health. I lettori del Center for Digital Health Humanities potranno usufruire dello sconto del 15% sull’acquisto di un biglietto Standard o Premium, inserendo il codice FH17CDHHU nel form di registrazione.

Wearable per la salute, i motivi di un flop

Il fallimento della pioniera Jawbone e il ritiro dal mercato di Intel sembrano la prova lampante che i wearable hanno esaurito la corsa. Diversi i motivi: la concorrenza dei prodotti cinesi, il mancato coinvolgimento degli utenti, la mancanza di studi seri sull’affidabilità di questi gadget. Ma forse non tutto è perduto

Eugenio Santoro su Agenda Digitale

L’uso dei wearable per la salute non è poi così promettente.  Così deve aver pensato Intel, uno dei giganti dell’informatica e dell’elettronica che negli ultimi anni è entrato in questo mercato attirato dai numerosi report che promettevano grandi successi in termine di vendite, alla fine di luglio, quando ha deciso di chiudere definitivamente la divisione del gruppo che sviluppava dispositivi indossabili per la salute.

Fin dal 2013, anno del suo ingresso in questo settore, Intel aveva creduto nella crescita del mercato dei wearable, investendo molte risorse e rilasciando (forse in maniera troppo incauta) dichiarazioni trionfanti sulla conquista del settore da parte dei suoi prodotti. Ultimo, in ordine di tempo, lo smartwatch Basic Peak,  un prodotto lanciato nel 2014 che non ha attirato particolari attenzioni né guadagnato quote di mercato rilevanti e che nel 2016 è stato ritirato al mercato perché si surriscaldava, con il rischio di ustionare chi lo indossava. Non è andato bene nemmeno al suo successore, Basic Ruby, che avrebbe dovuto essere lanciato sul mercato alla fine del 2016 ma che non ha mai visto la luce, perché Intel nel frattempo ha preferito chiudere tutto ricollocando o licenziando l’80% dei dipendenti della divisione wearable. continua a leggere

Mestruazioni, salute narrativa e telemedicina

Articolo di Cristina Cenci su Nòva – Il Sole 24 Ore

 

In un evento molto interessante sulle mestruazioni curato da Adriana Bazzi per Il Tempo delle donne 2017, la ginecologa Alessandra Graziottin fa notare l’importanza del monitoraggio del ciclo mestruale, per individuare in modo tempestivo eventuali cambiamenti associati a patologie non diagnosticate.

Non troppo diversamente da prima, oggi le donne continuano a vergognarsi delle mestruazioni,  un sangue ambivalente, portatore di un messaggio di vita (il potenziale riproduttivo), ma anche di morte (lo ‘scarto’ che viene espulso). Difficilmente ci sentiremmo a nostro agio con un assorbente in mano in un luogo pubblico e c’è ancora chi teme che lavarsi i capelli possa fare male. La ricorrenza del tabù, fa perdere di vista che oggi l’impatto delle mestruazioni sulla salute della donna è diverso rispetto al passato, in relazione a tre fattori chiave interrelati: l’anticipazione della prima mestruazione, lo spostamento della prima gravidanza a dopo i 30 anni e la riduzione del numero di figli. In pratica, è sempre più frequente avere le prime mestruazioni a 10, 11 anni e concepire il primo e unico figlio a 32. Il risultato è che sanguiniamo molto di più delle nostre nonne o bisnonne, che interrompevano il “marchese” per lunghi periodi, in connessione a gravidanze ripetute e allattamento. Nonostante o forse proprio a causa di questa onnipresenza delle mestruazioni, non solo le nascondiamo al pubblico sguardo, ma tendiamo a normalizzarle il più possibile anche con noi stesse.  Ce ne occupiamo per minimizzarne l’interferenza nelle nostre attività quotidiane, per bearci di non avere una gravidanza non voluta, oppure per preoccuparci quando vogliamo un figlio. Eppure, ricorda Graziottin, un diario della regolarità, della durata, della quantità e degli eventi concomitanti (stanchezza, dolori forti, ecc.), potrebbe essere molto utile per intercettare  eventuali problemi che, dopo 10 anni, possono poi diventate un ostacolo al desiderio di un figlio.

Molti sostengono che sempre di più in futuro andremo dal medico non per curare una malattia ma per evitare che ci venga. Non mi piace molto medicalizzare il mio stile di vita a scopo preventivo. Mi sembra che troppo spesso la ‘ragione medica’ sia il vero agente moralizzatore della contemporaneità. Nello stesso tempo, sempre di più emergono evidenze sull’importanza dei fattori di rischio e delle abitudini quotidiane. La prevenzione viene però declinata come una mappa standardizzata di comportamenti raccomandati, invece che come un progetto personalizzato. Stefania Polvani, nel suo bel libro “Cura alle stelle”, sceglie di parlare di salute narrativa e non solo di medicina narrativa. La salute narrativa nasce non dall’adozione di schemi di comportamento raccomandati e uguali per tutti, ma da una relazione di “complicità con il medico, che facilita la personalizzazione delle risorse di salute a disposizione. Pensiamo a una ragazza di 18 anni che ha avuto le mestruazioni a 11, non usa contraccettivi orali, ha mestruazioni che diventano molto abbondanti e crede che sia un segno della sua fertilità, per poi scoprire qualche anno dopo che ha un fibroma. Avrebbe potuto risparmiare pacchi di assorbenti e l’ansia costante di sporcarsi, se fosse un po’ più diffusa e accessibile l’abitudine di parlare con un ginecologo, non solo perché si ha un problema o si vuole evitare o avere un figlio, ma anche per progettare la propria salute genitale e riproduttiva. E questo non solo secondo procedure standardizzate e manuali informativi, ma soprattutto attraverso una relazione finalizzata a un progetto di salute narrativa condiviso.

Ma chi dovrebbe farlo? Con quali risorse e quale tempo? Le strutture sanitarie faticano a garantire i livelli essenziali di assistenza, non hanno risorse sufficienti in patologie come i tumori e si mettono a praticare la salute narrativa? Le nuove tecnologie digitali possono essere un facilitatore. Si pensa alla telemedicina prevalentemente per la gestione delle patologie croniche, potrebbe essere uno strumento molto efficace anche per introdurre la cultura della salute narrativa.

In assenza di una malattia e di sintomi chiaramente identificati, la relazione può prescindere dall’incontro fisico e potrebbe trarre beneficio, al contrario, dall’uso della televisita. Ad esempio, in area ginecologica, la telemedicina potrebbe ampliare la portata e l’impatto dei consultori, che diventerebbero accessibili anche a chi vive in un’area interna. In ogni caso, una relazione in videochat è più rapida sia per il curante che per la persona. Se poi parliamo di progetti di salute e non di cura delle malattie, la costruzione di un setting relazionale a distanza, meno medicalizzato, potrebbe facilitare, più che disturbare.

In molte situazioni di salute, l’incontro faccia a faccia, oltre a sottrarre più tempo a medico e persona, aumenta la percezione di medicalizzazione dei comportamenti quotidiani. Pensiamo alla gravidanza, sempre di più trattata con gli strumenti, gli spazi e il setting relazionale della malattia. Più che inventarsi il parto in acqua per recuperare una presunta naturalità, meglio sarebbe ridurre il più possibile le visite ginecologiche, gestendole con brevi colloqui in videochat, più finalizzati a rassicurare e a orientare la dieta e le attività, che non a un intervento clinico in senso stretto. Certamente i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale Sanità non sono confortanti.

Come sottolinea il Rapporto 2017:” Le soluzioni di Telemedicina maggiormente diffuse nelle strutture sanitarie sono quelle di Teleconsulto tra strutture ospedaliere o i dipartimenti: per un’azienda su tre sono presenti ormai a regime. Soluzioni più avanzate, come la Tele-riabilitazione e la Tele-assistenza, sono per ora confinate a sperimentazioni – pari rispettivamente al 10% e all’8% delle aziende – che faticano ad andare a regime principalmente a causa dell’assenza di tariffe dedicate”.

Non riuscire a dare un prezzo alla telemedicina, significa non riuscire ancora a riconoscerne il valore. Il ritardo si può compensare, introducendo da subito modalità innovative di utilizzare la relazione a distanza, come la progettazione di un percorso di salute. Partiamo in ritardo, cerchiamo almeno di introdurre da subito modelli diversi. Ognuno di noi ha molte risorse a disposizione per generare salute, la telemedicina può forse aiutare a valorizzarle.

 

More than Pink: emersione, sviluppo e diffusione di progetti innovativi per la salute della donna

More than Pink intende favorire l’emersione, lo sviluppo e la diffusione di progetti e pratiche innovative della tutela della salute della donna, con particolare riferimento a tre ambiti: welfare aziendale, educazione e innovazioni

Digital Health Italia

 

Il Premio More than Pink è un progetto pluriennale della Susan G. Komen Italia e dell’Associazione ItaliaCamp, in collaborazione con il Polo di Scienze della Salute della Donna e del Bambino della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, che promuove l’emersione, lo sviluppo e la valorizzazione di progettualità e pratiche innovative nell’ambito della salute della donna.

Il progetto è patrocinato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità. Tra i soggetti che hanno deciso di sostenere il Premio More than Pink ci sono Invitalia Ventures e Cisco, partner finanziatori del progetto, nonché Fondazione a Misura di Donna e Confcommercio Alessandria che hanno scelto di collaborare alla realizzazione del premio attraverso la messa a disposizione di beni e servizi di tutoraggio e mentoring. continua a leggere

Il Tempo delle Donne: idee, passioni e storie alla Triennale di Milano

Dopo il lavoro, la maternità (e la paternità), il sesso & l’amore, quest’anno Il Tempo delle Donne parla anche di uomini.

Misurare la comunicazione

Punto di partenza dell’inchiesta “Uomini i segni del cambiamento” è stata la ricerca “Il tempo degli uomini”,  la survey realizzata da Eikon Strategic Consulting che fotografa i nuovi uomini impegnati in un «salto», che non è ancora completato. Gli uomini infatti stanno cambiando, ridefinendo le proprie priorità. Secondo quanto emerge dalla ricerca il nuovo uomo fa i conti con il passato, la crisi economica, le insicurezze, le solitudini. Ritiene la famiglia più importante della carriera e la propria partner la sua migliore confidente.

L’antropologa Cristina Cenci, tra gli autori della ricerca, si occuperà, in occasione de Il Tempo delle Donnedi uno di quei temi considerati ancora “proibiti”: le mestruazioni, un orologio che scandisce la vita delle donne, accomunate da un ciclo che si ripete ogni 28 giorni circa. Se ne discuterà nell’intervento  “Quei giorni» da vivere senza tabù – sì, le mestruazioni: tra medicina, cultura e satira”. Parlare di mestruazioni, al di fuori degli ambulatori medici, non solo è una conquista sociale, ma può aiutare la donna a salvaguardare la propria salute e a riconoscere disturbi, magari sottovalutati anche dai medici, come illustrerà la ginecologa e sessuologa Alessandra Graziottin. La satira sdogana le mestruazioni, da secoli un tabù nelle più svariate società, come racconterà l’antropologa Cristina Cenci , mentre Cinzia Leone ci farà immaginare come sarebbe il mondo se anche gli uomini avessero le mestruazioni. continua a leggere

Pages