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Updated: 32 min 34 sec ago

Workshop “Le narrazioni vestite di tecnologie. Come cambiano le storie e il loro uso nell’era della salute digitale”

Il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e il Center for Digital Health Humanities, in collaborazione con Istituti Fisioterapici Ospitalieri, organizzano il Workshop “Le narrazioni vestite di tecnologie. Come cambiano le storie e il loro uso nell’era della salute digitale” (1 febbraio 2018, Istituto Superiore di Sanità, Roma).

La giornata di lavoro intende esplorare la relazione tra narrazioni e nuove tecnologie.
La medicina narrativa (narrative based medicine) può favorire l’empowerment dei cittadini, inclusi pazienti con malattie rare e loro familiari, professionisti sanitari e socio-sanitari, al fine di tutelare e promuovere la salute pubblica. Al tempo stesso, le nuove tecnologie aprono nuove possibilità e nuovi modelli relazionali.
In passato, le innovazioni tecnologiche hanno offerto a medici ed operatori della salute strumenti sempre più sofisticati e accurati. L’impatto della rivoluzione digitale attuale è diverso: la digital health mette a disposizione del singolo un insieme di strumenti di misurazione, direttamente sullo smartphone. In tempo reale, è possibile misurare la glicemia, il battito cardiaco, il respiro e aggregare i dati in grafici sempre accessibili e aggiornati.
Nello stesso tempo, le conversazioni online sulla malattia e le terapie consentono di condividere con altri pazienti le paure, le aspettative, gli effetti dei farmaci.
Tutto questo rende più complessa la scena dell’atto terapeutico e le condizioni della sua efficacia. Insieme misurazioni e narrazioni creano un’esperienza della malattia e delle terapie che nasce e si sviluppa al di fuori del contesto strettamente medico, con rischi ma anche opportunità nuove.
Rischi come una progressiva disintermediazione e delegittimazione della medicina come riferimento di saperi e metodi per la gestione della salute. Opportunità come lo sviluppo di nuovi paradigmi epidemiologici, diagnostici e terapeutici che integrino narrazioni e tecnologie, in un’ottica bio-psico-sociale.

Nel workshop è previsto uno spazio per la presentazione di esperienze che coniughino medicina narrativa e nuove tecnologie.
È prorogato al 25 gennaio 2018 il termine per candidarsi per presentare la propria esperienza al seguente link: https://it.surveymonkey.com/r/call1febbraio18

I posti sono limitati, le iscrizioni sono aperte e termineranno il 28 gennaio 2018.
Per partecipare, è necessario iscriversi al seguente link: https://it.surveymonkey.com/r/iscrizioni1-2-18

Per maggiori informazioni, consultare il programma preliminare in allegato. Per aggiornamenti, visitare il sito www.iss.it/cnmr.

Qui si può scaricare programma preliminare della giornata.

 

Link

 

 

 

Specchio specchio delle mie brame, chi è il più sano di tutto il reame?

 

Articolo di Sara Scarpinati su Digital Health Italia

Con la fine del 2017, volevo riflettere brevemente… sui miei dati.

Ho monitorato i miei passi, la frequenza cardiaca, il peso (AppleWatch, Nokia SteelHR, iPhone) e altri parametri vitali con analisi più invasive e quindi molto meno frequenti, come il livello di glucosio nel sangue con One Drop.

Ho avuto il mio uBiome sequenziato (due volte), fatto un test del sangue EverlyWell e appeso lo specchio intelligente Mango Mirror sulla mia parete in modo da poter vedere i miei dati #healthkit ogni volta che guardo nello specchio. Era tutto divertente! continua a leggere

Digital Evolution: from telemedicine to virtual care

Jon Pearce, MedCity News

I am a big fan of 80’s movies – Fast Times at Ridgemont HighSixteen CandlesNational Lampoon’s Vacation, and of course, Ferris Bueller’s Day Off. One of the things that fascinate me about these movies is how anachronistic the technology is. Even in science fiction movies like Tron or Weird Science, the technology looks stodgy and clunky compared to what we’ve grown used to. The 80s really were a simpler era – one where the latest mobile phones were hard-wired into cars, electric typewriters were more than a hipster affectation, floppy discs were actually floppy—and had top-of-the-line data storage, and where telemedicine wasn’t even a glimmer in the public’s eye.

The Evolution of Digital Healthcare
Looking back at that time, it’s clear to see the evolutionary path technology has taken. Those car phones became truly mobile, and then evolved into the powerful super-computers we carry around in our pockets today. Typewriters were supplanted by word processors (those were computers that only created documents, for anyone too young to remember), and Apple’s Lisa transformed first to increasingly sleek desktop computers, then eventually to our current ultra-portable laptops and tablets. Floppy disks gained an exoskeleton, then data storage shifted to CDs; now we rely on massive servers holding exabytes (that’s one billion gigabytes) of data, commonly called “the cloud.” And telemedicine, fueled by the shifts outlined above, has moved out of the hands of organizations like NASA and the CDC to become a care delivery channel in its own right. full article

Dal paternalismo del medico al paternalismo della macchina: un nuovo rischio

Articolo di Cristina Cenci su nòva – Il Sole 24 Ore

Piccolo scambio via email con il mio MMG.

Buongiorno,

Sono la signora Cenci. Mi ha visitato per la tosse la scorsa settimana. Ho fatto 5 gg di f. ma la tosse è ancora molto brutta. In più mi è venuta un’allergia alle gambe e alle braccia, con un fortissimo prurito alle gambe, ma solo la mattina. Mi sento un po’ meglio globalmente ma ho ancora l’affanno. Non ho avuto febbre e quindi non ho preso l’antibiotico. Volevo sapere se voleva visitarmi di nuovo o comunque come mi devo regolare. Saluti

 a parte il fatto che 5 giorni di terapia in questo periodo particolare non sono poi tanti e che i farmaci non sono miracolistici vediamoci oggi pomeriggio intorno alle 17.00

Un po’ di contesto. La terapia mi è stata prescritta per 7 gg, quindi l’aspettativa, magari sbagliata, è che dopo 5 gg un qualche miglioramento potesse vedersi. E’ poi insorto un nuovo fenomeno molto fastidioso, l’allergia. In generale, sbaglierò, ma il tono della mia email non mi sembra fosse lamentoso o particolarmente critico verso la terapia. E’ la prima volta che ho un problema dal 2014, non potrei quindi essere definita una paziente assidua. La risposta del medico, nella sua brevità, sembra invece trasmettere una serie di percezioni aprioristiche del paziente: i pazienti si lamentano sempre, pretendono di guarire rapidamente e pensano che i farmaci facciano miracoli. Un po’ di tosse che sarà mai… Ci fanno perdere tempo con le loro ansie, e così via….

Ecco il paternalismo che riemerge in una riga. Il paziente che non capisce, non sa, ha aspettative magiche e il medico è ‘costretto’ ad accoglierlo, dall’alto della sua competenza. Nonostante gli sforzi enormi per migliorare la comunicazione medico-paziente, la medicina narrativa, lo slogan il paziente al centro, le buonissime intenzioni della maggior parte dei pazienti e degli operatori, credo che molta interazione quotidiana, spesso involontariamente, trasudi paternalismo in moltissimi gesti e parole.

Immaginiamo ora un futuro prossimo, il cui, invece di scrivere al nostro MMG, scriviamo al suo assistente, un robot di ultima generazione, che chiamiamo per amore di Guerre Stellari, R2-D2. R2-D2 è in grado di analizzare rapidamente big data relativi a patologie e farmaci  e anche i miei big data. Il nostro scambio potrebbe allora diventare.

Buongiorno R2-D2,

sto seguendo la terapia con f., ma la tosse è ancora molto brutta e continuo ad avere l’affanno. Da un paio di giorni ho anche un’allergia a gambe e braccia, con un forte prurito alle gambe, soprattutto la mattina. Cosa mi consigli?

Buongiorno Cristina,

mi dispiace che tu abbia ancora fastidi in questi giorni di festa. Oggi sei al quinto giorno di f. Nel 99% dei casi conosciuti, nel mese di dicembre in Italia, la tosse può durare anche 15-20 giorni, nonostante il trattamento. La tosse riduce anche l’appetito e ti impedisce di gustare le specialità natalizie e in generale di alimentarti correttamente, aumentando il senso di fatica e stanchezza. Tra gli effetti indesiderati di f., nella categoria Disturbi del Sistema Immunitario, sono state segnalate reazioni di ipersensibilità cutanea. Puoi comunque continuare la terapia e utilizzare questa crema per ridurre l’irritazione e il prurito. Ti auguro di riuscire a trascorre meglio il Capodanno. Per qualsiasi nuovo problema, scrivimi. Il tuo R2-D2

Il mio amico neurologo Mauro Zampolini ha inventato il motto “Be Digital, Be Human, per problematizzare lo stereotipo che nuove tecnologie e intelligenza artificiale portino necessariamente ad una relazione più spersonalizzata e distante.

Saranno le macchine ad aiutarci a superare il paternalismo nella relazione medico-paziente? Preferiremo scrivere a R2-D2 che al nostro medico? Il potenziale c’è, ma il risultato non è scontato. In un breve testo pubblicato su JAMA Oncology e segnalato da Eric Topol su twitter, un gruppo di ricercatori si chiede “Human-Machine Collaboration—A New Form of Paternalism?.

Isabelle SchollRaymond U. Osarogiagbon e Glyn Elwyn commentano un articolo pubblicato sempre su Jama Oncology: “Human-Machine Collaboration in Cancer Treatment. The Centaur Care Model”  (qui la risposta ulteriore al commento). .

Non ricostruisco qui l’intero confronto. Riporto solo alcuni elementi chiave:

  1. L’interazione uomo-macchina per un percorso di cura personalizzato ed empatico è possibile. Nelle situazioni più semplici, le macchine possono offrirci le risposte che ci servono esattamente quando le vogliamo. Nelle situazioni più complesse, in team con i curanti, le macchine possono rendere la cura più appropriata, liberando anche tempo per la relazione curante-paziente finalizzata alla personalizzazione del percorso sulla base dei bisogni e delle aspettative.
  2. Il “Be Digital, Be Human” è possibile ma non scontato. Dipende molto da come vengono progettate le macchine, dalle visioni che inconsapevolmente rischiano di incorporare: il modello puramente biomedico, il paternalismo, la mancanza di dati relativi alla sfera emotiva e alla qualità di vita dei pazienti. Siamo noi a progettare le macchine e rischiamo di essere noi a replicare modelli impliciti di cura e di relazione.

Come scrivono gli autori del commento: “For human-machine collaboration to provide a way forward in cancer treatment, it has to include patient-centered outocome that go beyond survival, such as quality of life, trust and confidence in the decision-making process, and the decision made. Otherwise, we will end up with brutal, machine-led paternalism”.

E’ sempre più importante individuare contesti in cui produttori, ingegneri, curanti, antropologi, sociologi, psicologi, start up, collaborino insieme per progettare relazioni uomo-macchina non solo sempre più evolute dal punto di vista dell’accuratezza delle informazioni, ma anche della qualità delle relazioni che costruiscono o rendono possibili.

Avremo occasione di confrontarci su questi temi il primo febbraio 2018, all’Istituto Superiore di Sanità, nel corso del workshop “Le narrazioni vestite di tecnologia”, organizzato dal Centro Nazionale Malattie Rare e dal Center for Digital Health Humanities, in collaborazione con IFO. Il workshop è aperto al racconto di progetti che coniughino medicina narrativa e nuove tecnologie, lo human e il digital.

Workshop “Le narrazioni vestite di tecnologie. Come cambiano le storie e il loro uso nell’era della salute digitale”

 

 

Il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e il Center for Digital Health Humanities, in collaborazione con Istituti Fisioterapici Ospitalieri, organizzano il Workshop “Le narrazioni vestite di tecnologie. Come cambiano le storie e il loro uso nell’era della salute digitale” (1 febbraio 2018, Istituto Superiore di Sanità, Roma).

La giornata di lavoro intende esplorare la relazione tra narrazioni e nuove tecnologie.
La medicina narrativa (narrative based medicine) può favorire l’empowerment dei cittadini, inclusi pazienti con malattie rare e loro familiari, professionisti sanitari e socio-sanitari, al fine di tutelare e promuovere la salute pubblica.
In passato, le innovazioni tecnologiche hanno offerto a medici ed operatori della salute strumenti sempre più sofisticati e accurati. L’impatto della rivoluzione digitale attuale è diverso: la digital health mette a disposizione del singolo un insieme di strumenti di misurazione, direttamente sullo smartphone. In tempo reale, è possibile misurare la glicemia, il battito cardiaco, il respiro e aggregare i dati in grafici sempre accessibili e aggiornati.
Nello stesso tempo, le conversazioni online sulla malattia e le terapie consentono di condividere con altri pazienti le paure, le aspettative, gli effetti dei farmaci.
Tutto questo rende più complessa la scena dell’atto terapeutico e le condizioni della sua efficacia. Insieme misurazioni e narrazioni creano un’esperienza della malattia e delle terapie che nasce e si sviluppa al di fuori del contesto strettamente medico, che presenta rischi e opportunità.
Rischi come una progressiva disintermediazione e delegittimazione della medicina come riferimento di saperi e metodi per la gestione della salute. Opportunità come lo sviluppo di nuovi paradigmi epidemiologici, diagnostici e terapeutici, in un’ottica bio-psico-sociale.

Nel workshop è previsto uno spazio per la presentazione di esperienza che coniughino medicina narrativa e nuove tecnologie.
Entro il 15 gennaio 2018, è possibile candidarsi per presentare la propria esperienza al seguente link: https://it.surveymonkey.com/r/call1febbraio18

I posti sono limitati, le iscrizioni sono aperte e termineranno il 28 gennaio 2018.
Per partecipare, è necessario iscriversi al seguente link: https://it.surveymonkey.com/r/iscrizioni1-2-18

Per maggiori informazioni, consultare il programma preliminare in allegato. Per aggiornamenti, visitare il sito www.iss.it/cnmr.

Qui il programma preliminare della giornata.

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Innovazione e digitale fanno ancora paura agli italiani?

Cosa dice il Rapporto 2017 Agi-Censis La cultura dell’innovazione presentato questa mattina a Montecitorio

Articolo di AGI Innovazione

Digitale e innovazione: italiani divisi tra “voglia di futuro” e paure di fronte a un Paese che sta cambiando. Le nuove tecnologie, da una parte, sono viste come un’opportunità ma, dall’altra, resta una forte diffidenza: sono in molti a pensare che i processi di automazione sottrarranno lavoro e l’innovazione produrrà nuovi e più ampi divari sociali. Il dato emerge dal Rapporto 2017 Agi-Censis ‘La cultura dell’innovazione’ presentato questa mattina a Montecitorio, alla presenza della presidente della Camera, Laura Boldrini, del direttore di Agi, Riccardo Luna, e del segretario generale del Censis, Giorgio De Rita, nel corso l’evento “#InnovazioneItalia: storie, idee e persone che cambiano il mondo” promosso da Agi. continua a leggere

Come funziona il primo ospedale virtuale al mondo (negli Usa)

A Chesterfield, negli USA, un interessante caso di telemedicina: un ospedale di quattro piani, senza neanche un letto, dove vi lavorano 330 fra medici e infermieri che gestiscono da remoto circa 2.400 pazienti. Il Mercy Virtual Hospital è infatti il primo ospedale virtuale al mondo, costato 45 milioni di dollari

 

Articolo di Paolo Colli Franzone su Agenda Digitale Sanità

Se siete a Saint Louis (Missouri) e dovete andare a Chesterfield, molto probabilmente il navigatore satellitare vi proporrà di percorrere la Missouri Route 64 fino a South Outer Forty Road. Siamo nella pianura fra il Mississippi e il Missouri, neanche troppo distante dall’Illinois. Dall’Italia, per intenderci, il modo migliore di arrivare in Missouri è atterrare a Chicago e poi farsi 300 miglia in auto, attraversando tutto l’Illinois.

Chesterfield è una classica cittadina del Midwest: 46 mila abitanti, a una ventina di miglia da Saint Louis. Fino a 35 anni fa non esisteva se non come toponimo riferito a un insieme di sobborghi della cintura metropolitana di Saint Louis. Una cittadina “nuova di zecca”, diciamo. continua a leggere

A Google map for healthcare

Steven Ross Johnson, Modern Healthcare

Much of the effort to develop cures using precision medicine has been for cancer patients, but an area that’s getting more attention and could have more of an impact in the long term is population health. In that arena, instead of designing care around a particular individual, patient groups with certain genetic dispositions may be targeted with a different kind of care or screening.

While there are concerns about equitable access to precision-based population healthcare, researchers are optimistic about precision medicine’s potential to make population health management more fruitful. full article

La realtà virtuale per combattere l’Alzheimer

Potrebbero bastare un paio di occhialini 3D, uno smartphone e poco altro per proiettare il paziente in situazioni di vita reale. Il tutto per individuare i primi segnali di danno cognitivo e per aiutarlo a rallentare questo declino. Ecco tutte le novità hi-tech

 

Articolo di Viola Rita su Repubblica

La realtà virtuale, cioè la simulazione della realtà tramite tecnologie sofisticate, diventa uno strumento non soltanto ludico, ma anche terapeutico: oggi i sistemi virtuali stanno mettendo in mostra tutte le proprie potenzialità per migliorare la qualità di vita di chi soffre di Alzheimer o di altre forme di demenze e per fornire strumenti per una diagnosi ancora più precoce. Dai filmati in 3D che permettono di rivivere eventi del passato a videogame per individuare segnali del declino cognitivo, sono molte le strategie e i progetti di realtà virtuale che si stanno sviluppando, a livello nazionale e internazionale, dedicati a chi è affetto da patologie degenerative. Queste malattie, oltre a comportare sintomi fisici spesso invalidanti, cancellano alcune abilità della persona, allontanandola dalla realtà. E in questo caso proprio la realtà virtuale potrebbe diventare una sorta di bastone di appoggio per “muoversi” un po’ meglio nella vita quotidiana. continua a leggere

Che differenza c’è fra medicina narrativa e storytelling?

L’intervista di Cristina Cenci, CEO della startup Digital Narrative Medicine e ideatrice del Center for Digital Health Humanities su OggiScienza

La definizione dell’ISS colloca la medicina narrativa nel contesto del percorso di cura e delle decisioni clinico-assistenziali. Altri tre elementi chiave caratterizzano la medicina narrativa secondo l’ISS: la co-costruzione, la personalizzazione, l’integrazione con l’evidence-based medicine, cioè la medicina basata sull’evidenza scientifica.  “Le altre pratiche narrative possono essere molto utili a creare consapevolezza sulle patologie, a formare i medici all’ascolto, a favorire il supporto tra pari, ma forse è meglio chiamarle storytelling, per non confonderle con la medicina narrativa, intesa come  intervento clinico-assistenziale che non consiste in una generica relazione di racconto e ascolto, ma ha una finalità diagnostico-terapeutica specifica” spiega Cristina Cenci, antropologa e CEO della startup DNM – Digital Narrative Medicine, la prima piattaforma digitale per l’applicazione della medicina narrativa nella pratica clinica, presentata a MEDIT, la fiera dedicata all’innovazione in sanità che si è tenuta a Vicenza il 26 e il 27 ottobre 2016. continua a leggere l’articolo completo

How Figure 1, The “Instagram For Doctors” App, Plans To Introduce AI

A new feature will use machine learning to analyze medical data, starting with electrocardiograms

Steven MelendezFast Company

Figure 1 has made a name for itself as a social network that lets medical professionals discuss photos of patient conditions with colleagues around the world.

“They can learn in real time from other people experiencing and seeing cases,” says Dr. Joshua Landy, a practicing physician and cofounder of Figure 1. “If you’re seeing a case, you can take a picture of it, you can describe it and ask for help, and you can even page a specialist.”

Now, the Toronto company sometimes referred to as the “Instagram for doctors” plans to introduce artificial intelligence into the mix, starting with a feature to turn photos of electrocardiograms into digital data. The company is planning to formally announce the feature later this month at the International Congress on Electrocardiology in Portland. At first, experts will be able to weigh in on the meaning of the measurements, but in the future more advanced machine learning systems may be able to provide their own insight into what particular readings mean.

Electrocardiograms translate electrical impulses in the heart into line graphs that doctors can read to diagnose patients. While they’re naturally useful in checking for heart attacks and other cardiac issues, experts can sometimes also spot other conditions in ECG readings, from pneumonia to Parkinson’s disease, Landy explains. And the readings, often considered a vital sign on par with body temperature, blood pressure, and pulse rate, are standardized enough to be a natural target for digital processing.

“They are almost perfect fodder for computer vision and machine learning,” Landy says. “They’re self-similar, they’re stereotypic, they’re immediately recognizable by an algorithm.” full article

Modelli di misurazione e prevenzione della fatica digitale nella salute

Articolo di Cristina Cenci su nòva – Il Sole 24 Ore

Ogni giorno c’è un piccolo o grande pezzo della nostra vita analogica che diventa digitale. Dal taxi di cui seguiamo in tempo reale il blocco nel traffico, al registro elettronico dei figli, da cui apprendiamo voti e assenze, senza dover chiedere. E soffriamo anche quando vorremmo un servizio digitale, come la prenotazione dei vaccini, ma nella città in cui viviamo, pur essendo la Capitale, non ce n’è traccia e ci vediamo costretti a investire mattinate di lavoro, che potrebbero essere sostituite da un click di cinque minuti. Per mestiere e personalità siamo anche entusiasti di essere capitati in un secolo speciale. Per centinaia di anni le condizioni e le abitudini di vita degli umani sono rimaste invariate. Non abbiamo fatto in tempo a dispiacerci per non aver partecipato alla rivoluzione industriale, che ecco si presenta la possibilità straordinaria di essere protagonisti della rivoluzione digitale. Insieme ad altri happy adopters celebriamo ogni giorno in convegni, tweet, post, la fortuna che ci è capitata e le sorti magnifiche e progressive che ci aspettano. Poi però ci guardiamo intorno e vediamo talvolta o spesso, sguardi cupi o, semplicemente, smarriti. Ci rendiamo conto che tra le migliaia di app esistenti, alla fine si usa soprattutto WhatsApp e dai 10 anni agli 80, il sorriso trionfa perché ci si sente così orgogliosamente moderni. Moderni per cosa? Per parlare sempre di più, sempre con più persone. Una visione riduttiva dell’innovazione a cui potremmo ambire. Ci rendiamo anche conto però che, forse perché non siamo nativi digitali, la sera siamo stanchi dei nostri device, delle nostre attività virtuali, delle batterie da ricaricare e sfogliamo con piacere libri di carta, che ormai quasi non riusciamo più a leggere, ma ci attirano perché sono fantasticamente reali. Gli editori americani hanno usato il concetto di “fatica digitale” per interpretare l’improvviso calo delle vendite di ebook a favore del libro di carta. Anche se il nostro entusiasmo è inattaccabile, il dubbio ci sfiora che esista una fatica digitale, un lavoro cognitivo ed emotivo che assorbe energie preziose e che cerchiamo di ridurre, privilegiando l’umana conversazione, all’uso strumentale di tecnologie che percepiamo faticose.  In realtà potrebbero ridurre la complessità di molti aspetti della nostra vita quotidiana, ma non riusciamo a coglierlo.

Possiamo lavorare sulla fatica digitale? Ridurre il nostro tempo su WhatsApp e investirlo in innovazioni con un impatto di trasformazione più significativo? In un articolo che tutti i decisori e gli startupper dovrebbero leggere, Trisha Greenhalgh si chiede: “Why do so many technology projects in healthcare fail?”.

Per rispondere a questa domanda Greenhalgh presenta un modello di misurazione di efficacia che potrebbe essere adottato per l’introduzione delle nuove tecnologie. Pur essendo una progatonista del Rinascimento dell’EBM, Trisha Grenhalgh ritiene riduttivo e poco utile un approccio di misurazione dell’efficacia basato esclusivamente sui trial clinici randomizzati. Come sostiene spesso anche Eugenio Santoro, dell’Istituto Mario Negri, occorrono metodologie solide e multidimensionali. Il solo trial clinico non valuta il potenziale di abbandono futuro della tecnologia e la fattibilità organizzativa degli strumenti.

A partire da una revisione sistematica e da una molteplicità di case studyTrisha Greenhalgh propone un modello diverso di valutazione per prevedere e misurare il successo di una tecnologia (NASSS, nonadoption, abandonment, scale-up, spread, and sustainability), articolato in sette dimensioni: 1. il tipo di patologia; 2. le caratteristiche dello strumento tecnologico; 3. La “value proposition”, cioè il valore aggiunto per ogni attore coinvolto; 4. il profilo degli utilizzatori (curanti, pazienti, caregivers); 5. le caratteristiche dell’organizzazione che utilizzerà la tecnologia; 6. il sistema più ampio istituzionale e sociale, inclusi gli aspetti legali e di policy; 7. l’interazione tra le diverse dimensioni e il percorso di utilizzo nel tempo. Secondo il modello, ognuna di queste dimensioni può essere semplice (con pochi elementi noti e prevedibili), complicata (con molti elementi ma riconducibili a percorsi e evidenze note), complessa (molti elementi che possono evolvere in modalità poco note). In ognuna di queste dimensioni si intrecciano aspetti socio-culturali, modelli relazionali, profili di identità, vincoli economici e normativi. Sicuramente il modello proposto è articolato e consente di misurare l’introduzione di una nuova tecnologia non solo con gli aspetti più strettamente tecnici o clinici ma anche con le dimensioni talvolta nascoste di un’organizzazione. Una nuova tecnologia può infatti mettere in discussione modelli culturali impliciti, gerarchie formali ma anche informali, routine che sulla carta non esistono ma che in realtà regolano attività chiave delle strutture. Così come non poco rilevanti per la scalabilità e la diffusione nel tempo è la stima da subito dei costi e dei fondi disponibili per coprirli. Il modello è stato applicato a diverse tecnologie, dalla televisita a health kit per pazienti e caregiver. Se tutte le dimensioni sono semplici, il tasso di successo della tecnologia è elevato, se diventano complicate, ci vuole più tempo ma ancora il risultato può essere raggiunto, se invece molte dimensioni sono complesse, aumenta in modo significativo il potenziale di abbandono. Potremmo usare il modello anche in modo più dinamico e immaginare che la tecnologia potrebbe trasformare in semplice una dimensione complicata o offrire elementi per meglio gestire una situazione complessa. Oppure l’abbandono della tecnologia potrebbe rivelare l’urgenza di cambiamenti organizzativi importanti. O ancora, il bisogno di formazione. Disporre di modelli multidimensionali è il primo passo per introdurre l’innovazione digitale in sanità e ridurre la fatica digitale che spesso è al tempo stesso individuale ma anche sistemica.

Una guida alle iniziative per il Patient Engagement

Le iniziative che mirano a coinvolgere i pazienti nell’impresa scientifica orientata alla cura stanno, per fortuna, aumentando e vanno dalla formazione dei pazienti alla loro partecipazione nel disegno degli studi o nella valutazione dei farmaci.

di Science Compass

È oggi opinione comune, tra gli addetti ai lavori, che un coinvolgimento efficace dei pazienti sia necessario per realizzare terapie migliori.

I pazienti possono aiutare a sviluppare terapie innovative che abbiano un impatto rilevante sulla qualità della vita di chi vi accede, e a rendere più efficienti tutte le fasi del percorso, dalla progettazione allo sviluppo al dialogo con le istituzioni sanitarie alla farmacovigilanza.

Tutto ciò grazie a quello che chiamiamo “patient engagement”.

Storicamente il patient engagement è emerso come spinta dal basso, grazie all’azione dei pazienti stessi che, tramite singole associazioni di malattia o organizzazioni dedite all’advocacy per comunità più ampie, hanno promosso l’adozione di un approccio centrato in modo più forte sul pazientecontinua a leggere

Il futuro della Salute Digitale è già qui

Più di 400 esperti internazionali, professionisti, innovatori, manager, startupper e investitori, si sono riuniti per confrontarsi e delineare il futuro della Salute Digitale

 

Articolo di Luigi Pavia su Digital Health Italia

Mentre negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (Fda) approvava la prima pillola digitale con un sistema di tracciamento in grado di verificare l’andamento della terapia , segnando una nuova dimensione nell’ambito delle terapie digitali, Berlino si accingeva ad accogliere persone provenienti da tutto il mondo per discutere di digital health nel fantastico scenario dell’AXICA.

Frontiers Health ritorna a Berlino

Tra il 16 e 17 novembre 2017, l’evento ha catalizzato l’attenzione di professionisti del settore farmaceutico, venture capitalist, startup, società assicurative, che hanno avuto la possibilità di condividere le loro vision, intuizioni ed esperienze sul tema della Salute, così come la vivremo domani (ma che stiamo imparando a conoscere già da oggi!). Emerge fortemente la natura interconnessa e flessibile delle dinamiche che sottendono e rafforzano la rivoluzione in questo settore e la convinzione che la crescente e ininterrotta integrazione tra medicina e tecnologia sia destinata a trasformare profondamente i paradigmi su cui si fondavano i metodi tradizionali di diagnosi, prevenzione e cura. continua a leggere

Sanità, la cura efficace è digitale “Servizi più efficienti e meno costosi”

Il convegno organizzato alla Camera dall’associazione Italian Digital Revolution

 

Italian Digital Revolution

 

Si avverte sempre più la necessità di puntare su nuovi sistemi di gestione della sanità. Con prestazioni mediche a base di bit e telemedicina. La situazione è chiara: grazie al digitale, le prospettive di sviluppo sono enormi, in grado di sostituire il paradigma dell’assistenza tradizionale in un modello addirittura predittivo e preventivo, consentendo ai servizi sanitari nazionali di operare in modo più efficiente e risparmiare grandi risorse.
Gli aspetti tecnici e politici della questione sono stati esaminati nel corso del convegno “Sanità elettronica e processi digitali nel settore della salute”, tenutosi a Roma presso la Sala della Lupa della Camera dei deputati in piazza Montecitorio.

L’incontro, organizzato dall’associazione Italian Digital Revolution con il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia digitale, dell’Agenzia nazionale per i giovani, di Formez PA, della Regione Lazio e della fondazione “I Sud del mondo”, ha messo in risalto uno scenario nuovo, a partire dalla cartella clinica digitale, strumento indispensabile per modernizzare l’intero sistema e puntare sulle nuove frontiere offerte dal maggiore utilizzo delle tecnologie. continua a leggere

Will The Hospital Of The Future Be Our Home?

The biggest part of healthcare is self care which takes places outside the medical system. I need to manage my health and disease not only in the hospital and during the doctor visits, but also at home. Still when people talk about the future of hospitals, they usually depict amazing technologies and really huge devices

MedicalFuturist

What if the majority of care could be provided in our homes? What if wearable and other devices could measure what needs to be measured in the bathroom or bedroom? What if smart clothes and brain activity trackers could change the way we work from home?

Let’s see what technologies might transform our home to be the new clinic, the hospital of the future. full article

Al via domani MEDiT – PHARMAiT l’Expo-forum di riferimento per l’Innovazione digitale in Sanità e in Farmacia

Aprirà domani l’Expo-Forum che fa della fiera di Vicenza e del Veneto il cuore pulsante del dibattito nazionale sull’innovazione digitale e sui temi di più viva attualità in Sanità e in Farmacia grazie al duplice appuntamento con MEDiT-PHARMAiT, manifestazioni promosse per la prima volta da Italian Exhibition Group  

 

 

Con un pubblico atteso di oltre 2000 operatori specializzati, un programma articolato su 45 convegni e oltre 270 relatori coinvolti tra confronti scientifici, esposizioni, workshop, speed speech, la 7^ edizione di MEDiT spazierà dalla Cybersecurity in Sanità alla Cardiologia Digitale, dalla Living Technology per il paziente anziano ai convegni dedicati agli aspetti organizzativi del sistema sanitarioPHARMAiT, giunta alla 4^ edizione e unica manifestazione di riferimento nel Nord-Italia per l’innovazione in farmacia, farà il punto sulle opportunità di crescita della Farmacia per affermare il ruolo chiave che assume oggi di legame tra l’Azienda Sanitaria e il cittadino e suoi percorsi di cura.

 

  • MEDiT

 

Tra gli appuntamenti si segnala la Tavola Rotonda ‘L’Azienda Zero ed il percorso della Sanita’ in Veneto ad un anno dalla legge di riforma’ che ha come obiettivo quello di mostrare un modello vincente di organizzazione di un servizio pubblico anche alla luce delle possibilità offerte dalla richiesta di nuove competenze nell’ambito delle autonomie Regionali.  Il Veneto ha già iniziato un grande percorso di razionalizzazione con la legge 19/2016 che ha visto il ridisegno delle Aziende Socio Sanitarie e l’’istituzione di un’innovativa Azienda Zero.

 

Il Convegno ‘Pfas: il Programma di Monitoraggio della popolazione e le misure di riduzione del rischio’ è dedicato alle analisi e alle azioni messe in campo contro l’esposizione alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Nella parte introduttiva del Convegno sarà definito il contesto tecnico e scientifico dell’esposizione a PFAS, il monitoraggio della mortalità e dell’incidenza di patologie croniche da parte del Servizio Epidemiologico Regionale, le esperienze di livello internazionale e dunque le azioni di sorveglianza messe in campo nella Zona Rossa, nei pazienti a rischio cardio-vascolare e quelli a rischio endocrino-metabolico-renale sino al trattamento dei soggetti con alta concentrazione di PFAS. Seguirà una Tavola Rotonda di confronto con la partecipazione di Nicola Dell’Acqua, Direttore ARPA Veneto.

 

  • PHARMAiT

 

Sono numerosi gli appuntamenti di rilievo che animeranno la due giornate di PHARMAiT, che gode anche quest’anno del patrocinio di Federfarma Veneto, con cui organizza nella giornata inaugurale la Tavola Rotonda ‘Centro studi FerderFarma: progettualità e proposte’. Tra gli altri, spiccano gli interventi di Marco Cossolo, Presidente Nazionale di Federfarma e Silvia Pagliacci, Presidente di SUNIFAR Nazionale; nel pomeriggio ‘Diabete e cronicità in farmacia’ con l’intervento dell’Associazione Italiana Diabetici e della Società italiana Diabetologia e del Presidente dei Farmacisti Europei, Max Liebl. Sabato 18 Federfarma organizza poi il Convegno ‘CUP: come cambia il rapporto del farmacista con il cittadino’ per sottolineare il ruolo sempre più rilevante di informazione, consulenza e di servizio della farmacia per la salute del

cittadino. Di ‘E-Commerce e Farmacia: tra tradizione e innovazione, come nuove opportunità per ampliare il business’ si parlerà nel workshop proposto in entrambe le giornate di Expo-Forum e ancora ‘La Cannabis in farmacia: aspetti formulativi e legislativi’.

 

MEDiT e PHARMAiT rappresentano sempre più un importante hub culturale e scientifico per le start up e l’edizione 2017 vuole esaltarne ulteriormente creatività, intuizioni di business e competenze nel settore delle nuove tecnologie con l’iniziativa pensata per i Digital Innovator “We want your Pitch!”. I migliori progetti saranno presentati al pubblico quale platea ideale per trovare finanziamenti e aziende interessate alla loro realizzazione. Altra novità, il programma dell’Expo-Forum si concluderà sabato con la Cerimonia di Premiazione  ‘Health Innovation Award’ realizzato in collaborazione con Fondazione CUOA Business School. Saranno premiate le migliori nr.2 tesi di laurea e nr. 2 progetti di ricerca innovativi del settore sanitario e farmaceutico con riconoscimenti di valore pari a 2.000€ ciascuno.

 

www.meditexpoforum.it

www.pharmaitexpoforum.it

 

ITALIAN EXHIBITION GROUP SPA: FOCUS ON

Italian Exhibition Group SpA, la società nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza, è presieduta da Lorenzo Cagnoni, con la vice presidenza esecutiva di Matteo Marzotto e la direzione generale di Corrado Facco. IEG, che ha chiuso il 2016 con fatturato consolidato pro-forma di 124,8 milioni, un EBITDA pro-forma di 21,9 milioni e un risultato netto consolidato di 6,6 milioni, è il primo organizzatore fieristico italiano, con 59 prodotti in portafoglio (riferiti alle filiere Food & Beverage, Green, Technology, Entertainment, Tourism, Transport, Wellness, Jewellery e Fashion, Lifestyle & Innovation), primo anche per redditività operativa lorda, e vanta 216 tra eventi e congressi. Asset prioritario della Società è favorire l’internazionalizzazione di tali comparti rappresentativi del Bello e Ben Fatto nel mondo, partendo da una solida presenza nel mondo con già una joint venture negli Emirati Arabi Uniti e presenze in USA, Cina, India e Sudamerica. IEG svolge inoltre il ruolo di leader nazionale nel segmento convegnistico-congressuale. Nel 2016, IEG, nel complesso delle sedi espositive e congressuali di Rimini e Vicenza ha totalizzato 14.593 espositori, sfiorando i 2,5 milioni di visitatori. www.iegexpo.it

Ritorna Frontiers Health 2017, la più importante conferenza internazionale sulla Digital Health

Innovazioni tecnologiche, terapie digitali e startup di successo a Berlino il 16 e 17 novembre

 

 

L’età dell’healthcare convergence ha avvicinato due importanti settori, la medicina e la tecnologia, creando nuove opportunità e trend emergenti quali le tecnologie applicate alla salute, le terapie digitali e l’assicurazione sanitaria.

Frontiers Health riflette la natura collaborativa e agile di questo settore in fase di cambiamento, dove l’integrazione di medicina e tecnologia offre l’opportunità di ottimizzare e migliorare la gestione della salute.

 

Dopo il successo dell’edizione 2016, Frontiers Health 2017 ritorna il 16 e 17 Novembre a Berlino nella spettacolare location AXICA, a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo.

Oltre 400 tra esperti internazionali, innovatori di settore, manager delle principali aziende farmaceutiche, imprenditori, compagnie assicurative, startup e investitori si daranno appuntamento a Frontiers Health per costruire il futuro digitale del mondo salute condividendo le loro idee ed esperienze.

Quest’anno il format della conferenza prevede una Startup & Investor Lounge per incontri one-to-one tra aziende innovative e potenziali partner, ma anche business meetings e challenges rivolte a promettenti startup per valutare sinergie di settore.

 

Il Conference Chairman, Roberto Ascione, CEO di Healthware International, afferma: “Frontiers Health è subito diventata una delle principali conferenze internazionali sulla digital health, grazie al mix unico di partecipanti e relatori (fondi di investimento, aziende del settore life science, hub innovativi, assicurazioni, startup), offrendo una piattaforma unica di discussione su come le innovazioni nei diversi ambiti stanno convergendo, trasformando così il settore salute. Qualsiasi storia di successo nata dalla conferenza sarà un ottimo risultato per ognuno dei partecipanti che avrà contribuito attivamente a questo viaggio straordinario”.

 

Tanti gli speaker di questa edizione tra cui esperti globali provenienti da diverse aree dell’ecosistema dell’innovazione in area salute, che condivideranno le loro conoscenze e le loro esperienze in talk ispirazionali e workshop interattivi in puro stile Frontiers.

 

I principali temi trattati:

 

  • Le Terapie Digitali, con la presenza di più di 30 aziende attive in quest’ambito, e un’intera sessione dedicata al recente lancio della Digital Therapeutics Alliance (DTA) i cui membri (Pierre Leurent, CEO Voluntis, Anand Iyer, Chief Strategy Officer WellDoc, e Vincent Hennemand, VP of Strategy, Corporate & BD Akili Interactive) illustreranno i cambiamenti in atto, le opportunità per healthcare providers e industria farmaceutica e l’impegno nel definire protocolli di cura e dati di efficacia clinica, grazie a quella che viene definita la terza fase della medicina.

 

  • Una presentazione di Roche (Tim Jürgens, Head at Roche Diabetes Care New Business Models) e mySugr (Anton Kittelberger, CFO) per parlare di una delle principali acquisizioni del 2017.

 

“The Medicine of Me” ovvero come cibo, musica, attività fisica e creativa sono capaci di attivare il nostro ‘io interiore’ con risultati clinici misurabili. Questo tema sarà affrontato in diversi talk tra cui Music Medicine con Walter Werzowa, Founder, MusikVergnuegen &

  • HealthTunes™ e Klaus Laczika, Doctorate, Medical University of Vienna, e Digital Nutrition con Valerio Nannini, SVP, Head of Strategies & Performance, Nestlé.

 

  • Nella sessione Transforming Pharma, introdotta da Paul Tunnah – CEO pharmaphorum media, alcune delle principali aziende del settore farmaceutico presenteranno le rispettive strategie di trasformazione digitale: Francesco Acanfora, Head of Digital Innovation & Services, MENARINI Group; Eugene Borukhovich; Global Head, Digital Health Innovation, Bayer; Fiona Cook, Senior Manager, Global Corporate Responsibility Programs & Steffen Kurzawa, Global Head Communications & Member of Sandoz Executive Committee, Sandoz International; Lana Ghanem, Managing Director, Hikma Ventures and John Gordon, Head of Digital, Internal Medicine, International Developed Markets, Pfizer Ltd.

 

  • Sullo stesso tema il workshop Innovating Customer Engagement organizzato da Healthware e Intouch Solutions per capire come coinvolgere i consumatori di oggi creando e fornendo esperienze di grande valore utilizzando le ultime innovazioni tecnologiche.

 

  • Il ruolo che investitori e large start-ups stanno giocando nel ridefinire l’ecosistema della salute sarà affrontato in due sessioni chiave:

 

  • Will M&A be the key to scaling Digital Health? Un panel moderato da Marc Slujis, Advisor, Digital Health Investment, con la partecipazione di investitori e aziende di settore: Francesca Domenech Wuttke, Managing Director/Investment Principal Europe, MSD Global Health Innovation Fund; Christoph Ruedig, Partner, Albion Capital; Marco Mohwinckel, VP of Strategy, WebMD; Marc Berrebi, Founder, eDevice; Steven Yecies, Venture Partner, OrbiMed.

 

  • Meet the Game Changers introdotta da Unity Stoakes, Cofounder and President StartUp Health, con la partecipazione di: Sarah Kerruish, Chief Patient Officer, Antidote; Chris Hodkinson, VP Business Development, Owlstone Medical Ltd; Michael Fergusson, CEO, Ayogo Health Inc.; Jordan Shlain, Founder & Chairman, HealthLoop.

 

Altri due importanti panel saranno dedicati rispettivamente al futuro dell’Health Insurance (moderato da Frederic Llordachs, Co-founder, Partner & Global Business Development Manager, Doctoralia) e ai Clinical Trials (moderato da Nana Bit-Avragim, Head of Strategic Relations, Medicinisto).

 

Tra i top speakers di questa edizione: Jeff Dachis, Founder & CEO, One Drop, Indra Ioshi, Clinical Lead for NHS England, Mariarosaria Taddeo, Research Fellow, Oxford Internet Institute, Bart van der Sloot, Senior Researcher, Tilburg Institute for Law, Technology and Society (TILT) e Francesca Fedeli e Roberto D’Angelo, Founders FightTheStoke.

 

About Frontiers Health

Frontiers Health è un evento spin off di Frontiers Conferences, che dal 2005 progetta e produce conferenze internazionali sulla tecnologia e l’innovazione. La conferenza annuale di Frontiers a Milano è diventata uno dei principali eventi per il business, il design e la tecnologia italiana. La società è stata fondata da Matteo Penzo, Technology Practice Executive at frog e fondatore di “Talent Garden”, il più grande spazio di co-working a Milano, e da Leandro Agro, designer e imprenditore con più di 20 anni di esperienza nel campo della progettazione e dell’innovazione. Frontiers Health è presieduta da Roberto Ascione, CEO di Healthware, co-host della conferenza.

Scoperte scientifiche e medici sempre aggiornati? L’aiuto arriva dal web semantico

Non più settimane di ricerca e trattamento di dati, ora bastano pochi secondi grazie a mappe interattive da cui si può estrarre solo ciò che interessa da una miniera di Big Data

 

 

Articolo di Maria Rosa Pavia su Corriere Innovazione

Per tenersi aggiornato, ogni medico o ricercatore biomedico dovrebbe leggere mensilmente migliaia di pagine dense di contenuti. Adesso, è possibile avere una panoramica sugli studi più recenti del suo campo grazie a una mappa grafica connessa logicamente. Una trasformazione importante, a vantaggio dei pazienti che possono contare su specialisti più preparati in maniera più rapida. Dietro questo lavoro, sviluppato al Massachusetts General Hospital di Boston, c’è Paolo Ciccarese, un italiano che ha recentemente lasciato la cattedra ad Harvard per far parte del laboratorio dedicato all’innovazione della PerkinElmer dove si occupa di ingegneria del software e architettura dell’informazione.

Ciccarese spiega: «Il testo viene riorganizzato con una narrativa non lineare. L’infografica presenta le reti logiche agli utenti in modo intuitivo e interattivo. Chi legge può spegnere o accendere alcuni nodi concettuali per visualizzare e concentrarsi su ciò che è di suo interesse». Grazie alle tecnologie del web semantico è possibile, per esempio, leggere gli articoli non solo seguendone la narrativa classica ma anche concentrandosi su un argomento che tocca trasversalmente diversi articoli pubblicati in tempi differenti. continua a leggere

L’uso delle tecnologie per favorire l’engagement del paziente

Venerdì 17 Novembre al MEDIT – Health Innovation di Vicenza il workshop a cura di Eugenio Santoro con Cristina Cenci

 

Il coinvolgimento del paziente è sempre più necessario nei processi che riguardano la sua cura e i servizi a lui rivolti. La pianificazione/conduzione di studi clinici e molta della ricerca medica oggi condotta non può fare a meno della sua attiva partecipazione. L’obiettivo di questo workshop è quello di illustrare come la tecnologia possa favorire il patient engagement.

Tra gli esperti chiamati a intervenire anche Cristina Cenci, ideatrice del Center for Digital Health Humanities,  con un panel dal titolo “ll ruolo della tecnologia nella medicina narrativa”.

A seguire il programma completo della giornata:

Ore 15.30 – 16.00

Registrazione partecipanti

Ore 16.00 – 16.20

L’uso delle nuove tecnologie da parte dei pazienti: i risultati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità
Eugenio Santoro – IRCCS Istituto Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Ore 16.20 – 16.40

Le nuove tecnologie al servizio del patient engagement: i risultati della prima Consensus Conference italiana
Guendalina Graffigna – Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Ore 16.40 – 17.00

ll ruolo della tecnologia nella medicina narrativa
Cristina Cenci – Center for Digital Health Humanities

Ore 17.00 – 17.20

Patient engagement: il punto di vista dei pazienti
Laura del Campo – Associazione Italiana Malati di Cancro AIMAC

Ore 17.20 – 17.30

Conclusioni

 

Maggiori informazioni qui.

 

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