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Updated: 47 min 53 sec ago

La rivoluzione digitale in Dermatologia di Myskin

Intervista ad Alessandro Martella ideatore di Myskin

 

 

Myskin nasce grazie alla determinazione di Alessandro Martella che, conseguito il titolo di specialista in Dermatologia, coniuga la professione dei Dermatologo alla sua passione per le nuove tecnologie e in particolare per il web 2.0.

Myskin è la prima piattaforma italiana dedicata alla dermatologia la cui mission è quella di creare una relazione virtuale dermatologo-paziente qualitativamente all’altezza di quella reale.

Myskin Plus, la newsletter, il consulto dermatologico online, il consulto a distanza e Askit sono solo alcuni degli interessanti servizi che offre la piattaforma che è anche uno spazio di discussione online dedicato all’ascolto e al confronto sulle patologie della pelle.

Il Center for Digital Health Humanities, sempre molto attendo alle nuove realtà digitali in ambito salute, ha intervistato Alessandro Martella, ideatore di Myskin, che ha risposto alle nostre 3 domande sul suo percorso d’innovazione con 3 video da 30 secondi nei quali racconta il suo “viaggio digitale”, dalla formazione al lancio del progetto.

A seguire l’intervista completa:

Chi è Alessandro Martella?

 

http://www.centerfordigitalhealthhumanities.com/wp-content/uploads/2018/07/WHO_AlessandroMartella.mp4

 

Cos’è Myskin?

 

http://www.centerfordigitalhealthhumanities.com/wp-content/uploads/2018/07/WHAT-Myskin.mp4

 

Qual è il vantaggio della tua innovazione?

 

http://www.centerfordigitalhealthhumanities.com/wp-content/uploads/2018/07/WHY-Myskin.mp4

 

Per avere maggiori informazioni su Myskin è possibile visitare il sito https://www.myskin.it/

Connessi, multidisciplinari e social: ecco la generazione dei medici millennial

Medici millennial iper-connessi: l’84% passa più di un’ora al giorno on-line e 360 ore all’anno in rete per motivi personali, soprattutto da device mobili. Facebook il social network privilegiato (82%)

 

Comunicato stampa condiviso da Sanofi

Nuove evidenze, nuove tecnologie, nuovi pazienti, nuovi metodi di finanziamento della salute e nuovi mezzi di comunicazione. Al cuore delle profonde trasformazioni che il mondo della salute vive e continuerà a vivere nei prossimi venti anni, c’è la generazione dei medici millennial, una categoria di professionisti che porta in ambito medico tutto il potenziale di cambiamento e adattabilità tipici della loro generazione, allargando i confini e sfidando le convenzioni del settore.

Nell’ambito del progetto “Generation Now – Italian Edition”, è stata presentata in occasione di un evento #MeetSanofi, la prima indagine in Italia dedicata ai millennial della salute, ideata e sviluppata da Havas Life con il partner Ipsos e realizzata con il supporto incondizionato di Sanofi.  La ricerca ha coinvolto un campione di 152 medici con età media di 31 anni, di cui 61% specializzandi e 39% già specializzati con buona distribuzione tra le varie specializzazioni mediche, con lo scopo di identificare attitudini e comportamenti che possano avere un impatto sullo sviluppo della medicina del futuro.

“I medici millenial sono una generazione che non sta ferma, caratterizzata da individui nomadi, non stanziali e altamente connessi. Proprio per questo motivo possiamo definirli come i medici di “ora”, non come quelli di oggi,” spiega Carola Salvato, Chief Executive Officer, Havas Life Milan. “Sono in grado di sfruttare appieno tutta la potenza del mondo digitale e, come tipico della loro generazione, di affrontare con agio i cambiamenti e di approcciarsi con positività a nuove idee e opportunità. I medici millennial hanno, quindi, buone probabilità di intraprendere carriere diversificate, dove la pratica medica si combina con lo sviluppo tecnologico e l’attività imprenditoriale.” 

L’approccio alla professione dei medici millennial, il rapporto con le nuove tecnologie per svolgere al meglio il proprio lavoro e la loro visione della relazione e interazione tra tutti gli interlocutori del settore della salute offrono spunti interessanti anche per le aziende farmaceutiche, affinché modifichino ancora di più la propria offerta di servizi e di strumenti per rispondere alle sfide di salute presenti e future.

“Comprendere la rivoluzione digitale in atto, con tutte le sue possibili applicazioni in ambito salute, rappresenta una sfida importante per tutti i player del settore, aziende e organizzazioni,” dichiara Laura BrunoDirettore Risorse Umane di Sanofi Italia. “I dati presentati oggi confermano che stiamo andando nella giusta direzione con il nostro impegno a fare rete, anche tramite i social media, con la Community dei medici del futuro e con tutti i protagonisti dell’ecosistema della salute. E ci incoraggiano ad andare avanti, nell’ottica di una digital health cha amplifica le possibilità di comunicazione e di scambio di esperienze per migliorare percorsi diagnostici, aderenza alle terapie e qualità di vita dei pazienti”.

Chi sono i medici millennials e perché sono iper-connessi 

Quella dei medici nati negli anni Ottanta e diventati maggiorenni nel nuovo millennio è una generazione iper-connessa, che comprende il digitale e reagisce efficacemente alle sue molteplici evoluzioni e incarnazioni.  L’84% dei rispondenti passa quotidianamente più di un’ora su internet per motivi personali. Naviga prevalentemente attraverso device mobili: il 100% dichiara di fare uso di smartphone, il 90% di un computer portatile, il 70% di tablet, e solo il 41% di computer fisso. I medici millennial sono anche molto presenti sui social media: soltanto il 7% degli intervistati dichiara di non avere alcun profilo social. Facebook è il social network più utilizzato (82%), mentre solo il 41% utilizza Instagram, in leggera controtendenza rispetto alla maggior parte dei loro coetanei. Solo il 37%, infine, utilizza LinkedIn, non avendo spesso ancora maturato piena consapevolezza delle dinamiche del mondo del lavoro.

Le nuove tecnologie per un aggiornamento continuo e maggiore accesso alle informazioni

Iper-connessi e proiettati verso il futuro: cosa significa, dalla loro prospettiva, essere medici in un mondo in cui la medicina, la scienza, la società sono in continua ed estremamente rapida trasformazione? Per i giovani camici bianchi l’informazione deve essere veloce, sintetica e “sexy”. A contraddistinguerli è un utilizzo sempre più pervasivo delle nuove tecnologie, che implica la possibilità di un aggiornamento continuo, una sempre maggiore possibilità di accesso alle informazioni, di confronto e condivisione. Soltanto il 16% del campione evidenzia, nell’auto-rappresentarsi, aspetti negativi nel proprio profilo di medico 2.0. Tra questi, la maggiore complessità dell’attività medica – tra eccessiva burocrazia, de-personalizzazione del rapporto medico-paziente, medicina difensiva e minore fiducia del paziente verso il medico – viene citata dal 13% degli intervistati, mentre la maggiore incertezza sul proprio futuro solo dal 7%.

E cosa pensano delle trasformazioni in atto nei prossimi 15 anni? Secondo loro, il futuro del mondo della salute sarà sempre più guidato dalle evidenze scientifiche (74%) ma integrato al progresso della tecnologia (81%): per la quasi totalità degli intervistati sarà molto importante tenersi aggiornati sugli sviluppi tecnologici e le decisioni di trattamento saranno guidate in maniera sempre crescente dai dati scientifici. La tecnologia, per la quasi totalità dei medici millennial, avrà un ruolo di facilitatore e semplificatore, un alleato nella pratica clinica a vantaggio della presa in carico multidisciplinare del paziente, con un miglioramento delle possibilità di monitoraggio dei dati clinici e l’agevolazione della compliance del paziente. Si andrà sempre di più verso strategie di cura personalizzate in base alle caratteristiche biologiche e di espressione delle patologie di ogni singolo paziente; il 74% pensa, infatti, che l’analisi genetico-molecolare avrà un peso importante nel futuro.

La trasformazione della relazione medico-paziente

I millennial non hanno dubbi: la tecnologia giocherà un ruolo chiave nell’influenzare la relazione tra medico-paziente. Soltanto il 25% pensa, infatti, che il più facile accesso alle informazioni non avrà conseguenze su questa relazione. Tuttavia, i cambiamenti tecnologici non estingueranno il tempo dedicato al dialogo: per la maggior parte dei millennials (76%), soprattutto tra chi non è ancora specializzato (83%), prevale la convinzione che la tecnologia avrà un effetto migliorativo sul rapporto medico-paziente. Dare ai pazienti la possibilità di avere accesso con continuità e ovunque si trovino a contenuti e servizi dedicati porterà a renderli anche degli interlocutori più consapevoli, trasformando il rapporto medico-paziente all’insegna di una migliore interazione.

Contenimento della spesa sanitaria e ruolo delle aziende farmaceutiche

La sfida della sostenibilità si conferma tra i bisogni primari della sanità del futuro, con un forte senso di responsabilità ad essa connesso. Per 9 intervistati su 10, il medico di base rappresenterà uno snodo centrale per limitare gli accessi alle strutture ospedaliere e la spesa per la prevenzione aumenterà in un’ottica di risparmio nel lungo periodo. Per 8 su 10, inoltre, la necessità di contenimento della spesa sanitaria renderà necessario un uso sempre più mirato delle terapie più innovative e indurrà, d’altra parte, le aziende farmaceutiche a dare un contributo importante, offrendo servizi di supporto alle strutture sanitarie. In questo contesto, ci si attende anche un’evoluzione del ruolo delle aziende farmaceutiche, per le quali la quasi totalità dei medici millennial ritiene di restare l’interlocutore privilegiato, attraverso un’interazione sempre più multicanale (98%) e la partecipazione sempre più spesso a eventi da remoto (99%).

Comunicare i vaccini: lo sliding doors nei due mondi di Gemma

Walter Ricciardi (ISS) sul sito presentato a Roma: “Narrazione e storytelling sono una chiave vincente anche nella comunicazione scientifica”. Tutti gli interventi dei partecipanti all’evento “Valore in Prevenzione”

 

Uno “sliding doors” in due mondi possibili: quello di chi vaccina e quello di chi non lo fa. È questo il contesto narrativo della storia di Gemma, la bambina appena “nata” e raccontata nel nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it. Il progetto di storytelling digitale, presentato lo scorso 7 giugno presso la Sala Stampa Estera, ci conduce in due mondi paralleli e, attraverso il microcosmo della vita di una bambina, una vita comune, ci fa vedere cosa accadrebbe alla piccola Gemma se crescesse in un mondo in cui tutti si vaccinano e, per differenza, cosa potrebbe accaderle in una realtà in cui tutti smettessero progressivamente di vaccinarsi.

Perché questa scelta? Per capire l’impatto della mancata vaccinazione sulle vite di ognuno di noi, per raccontare in maniera inedita un tema difficile e tanto dibattuto nel nostro Paese, per innescare la leva dell’identificazione con i personaggi. E, soprattutto, per parlare di scienza in modo nuovo: con l’aiuto delle emozioni e dell’empatia.

Il progetto Gemma e i Vaccini, infatti, è basato su dati scientifici (riscontrabili in alcune infografiche scaricabili dal sito) e si origina all’interno di “Valore in Prevenzione – un Programma a supporto delle decisioni informate in ambito di programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali in Italia“, realizzato da Fondazione Smith Kline, con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities (Leggi l’articolo sul Sole24Ore con il contributo a firma degli autori del Rapporto, “Valore in Prevenzione: ecco come gestire e comunicare le politiche vaccinali in Italia”).

La realizzazione del sito web è stata preceduta da una fase di desk research: “Siamo partiti da un punto di partenza inedito”, spiega Cristina Cenci, Direttrice del Center for Digital Health Humanities.   “Abbiamo cercato di capire e comprendere i nodi emotivi che portano i genitori alla scelta di non vaccinare i propri figli. Abbiamo ascoltato queste voci, analizzato quantitativamente e qualitativamente le conversazioni in Rete, per arrivare a strutturare un progetto di comunicazione sui vaccini che ancora mancava e offrire una chiave di lettura di natura emotiva, supportata tuttavia dalla solidità dei dati scientifici”.

Come ha sottolineato ieri nel corso dell’evento Cenci, in Italia sempre di più si diventa genitori in una fase avanzata del proprio percorso di vita (31,8 anni l’età media delle donne, 35 per gli uomini) e prevale il figlio unico, su cui si concentrano ansie e paure. “Quando nasce un bambino il vaccino è il primo momento in cui i genitori si trovano a negoziare con la collettività le scelte sul proprio figlio, con molta incertezza e fragilità. Con Gemma e i Vaccini vogliamo dare rassicurazione emotiva, senza concentrarci su quanto sia sbagliato non vaccinare, ma mostrando quanto sia importante farlo”.

Tracciando le conclusioni dei lavori, a chiusura dell’evento, Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, complimentandosi con tutto il team di lavoro del progetto Valore in Prevenzione, ha evidenziato come “a volte il mondo scientifico è restio a all’empatia per paura di banalizzare la scienza. E invece questo progetto dimostra che narrazione e storytelling sono una chiave vincente nella comunicazione sui vaccini”. I dialoghi raccontati nel sito, ha spiegato, “sono le stesse discussioni che avvengono nelle nostre case, quando i genitori si trovano a compiere delle scelte sulle vaccinazioni. In tutte le case, anche in quelle di colleghi medici”.

Ricciardi, infine, si è detto soddisfatto per i “passi epocali che l’Italia ha compiuto negli ultimi 4 anni sulle vaccinazioni. La Romania non è riuscita a fare altrettanto, la Francia ci sta seguendo, altri Paesi stanno studiando la nostra legge sulle vaccinazioni. Possiamo ritenerci soddisfatti e guardare al futuro con ottimismo”.

L’evento di presentazione del Rapporto Valore in Prevenzione è stato aperto da Giuseppe Recchia, vice presidente della Fondazione Smith Kline che al suo interno è rappresentata, tra gli altri, da 3 Ministeri e dall’Istituto Superiore di Sanità; Recchia ha ricordato che quest’anno la Fondazione compie 40 anni di vita e svolge attività di ricerca su prevenzione e politiche sociali e sanitarie.

Carlo Favaretti, VIHTALI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha elencato le principali conclusioni e raccomandazioni del Rapporto “Valore in Prevenzione” sulle politiche vaccinali in Italia, tra cui: un framework di valutazione nazionale delle nuove offerte vaccinali, la formazione di una leadership con nuove skill e competenze, lo sviluppo dell’innovazione digitale per il supporto all’informatizzazione dell’anagrafe vaccinale. (Il Rapporto completo è stato pubblicato sulla rivista delle Fondazione, “Tendenze Nuove”).

Andrea Silenzi, VIHTALI, si è focalizzato nel suo intervento sull’area del Rapporto dedicata alla organizzazione e gestione delle reti e dei servizi per le politiche vaccinali, mappando le buone pratiche esistenti a livello nazionale. “Siamo partiti chiedendoci come rendere trasferibili su tutto il territorio nazionale le progettualità di grande qualità messe in campo da parte di alcune regioni italiane per promuovere le vaccinazioni prima e durante la fase di implementazione del PNPV. C’è molto di buono in atto, si tratta di esserne consapevoli e di favorire l’espansione geografica delle buone pratiche”.

Claudio Jommi ha sintetizzato le attività svolte sull’area della prioritarizzazione e programmazione dal gruppo di lavoro di CERGAS SDA Bocconi, in particolare su tre ambiti specifici: framework di valutazione delle nuove offerte vaccinali; valutazione dell’applicabilità ai vaccini di accordi di rimborso condizionato di tipo finanziario o basati sull’esito; effetti del nuovo Codice degli Appalti sulle politiche di acquisto dei vaccini. “È chiaro che il progetto si è focalizzato sull’implementazione del nuovo Piano di Prevenzione Vaccinale, ma l’innovazione non si ferma ed è importante definire un framework più strutturato per il futuro, che tenga conto delle peculiarità dei vaccini; così come è stato importante capire quanto e come il nuovo Codice degli Appalti sta influenzando ed influenzerò la definizione delle gare quando esistono più soluzioni per lo stesso target

Una intera sessione dell’evento, aperta con il lancio del sito www.gemmaeivaccini.it e la performance degli attori degli attori Lucia Fiocco e Camillo M. Ciorciaro, è stata dedicata al tema della comunicazione, con la moderazione di Carla Collicelli del CNR: “È la prima volta che in un convegno scientifico vedo un pezzo di teatro, ed è un segnale bellissimo”.

Lorenza Ferrara (Regione Piemonte) ha raccontato una best practice in ambito regionale: “Abbiamo raccolto tutti i dubbi e le richieste che ci provenivano più frequentemente dagli utenti e ne abbiamo fatto un utile opuscolo per la collettività”.

Maria Grazia Pascucci (Regione Emilia Romagna) ha spiegato che nella sua Regione è stata implementata l’anagrafe vaccinale informatizzata: “I medici di base possono vedere lo stato vaccinale dei loro assistiti, di tutte le età, mentre i genitori possono scaricare i certificati sulle vaccinazioni dei bimbi, necessari per le scuole”.

Michele Conversano (ASL Taranto) ha spiegato che il modello implementato in Puglia è stato adottato anche dalla Calabria. “Tra le azioni, abbiamo fornito le mamme di una App per le prenotazioni, consentendo di indicare gli orari di preferenza per vaccinare i figli; è emerso che gli orari privilegiati sono quelli dell’uscita di scuola dei bimbi e non quelli del mattino presto”.

Sabrina Nardi (Cittadinanzattiva) ha spiegato come, in fase di implementazione del PNPV e dell’introduzione dell’obbligo vaccinale, l’Associazione abbia “raccolto le segnalazioni che ci arrivavano dai cittadini i quali spesso lamentavano disservizi e criticità, feedback fondamentali di cui bisogna tenere conto”.

Una sessione dell’evento, infine, è stata partecipata da rappresentanti di Istituzioni e Federazioni sanitarie.

Per Fausto Francia (SITI) “lo storytelling applicato alla scienza che abbiamo visto oggi è uno degli strumenti nella cassettina degli attrezzi della comunicazione sui vaccini; noi come società scientifica siamo disponibili a diffonderlo”.

Per Alberto Villani (SIP) “serve una alleanza virtuosa di sistema nella sua globalità. La salute pubblica è un tema così importante che la sola bravura comunicativa del medico non può bastare”.

Giovanni Rezza (Istituto Superiore di Sanità) ha aggiunto: “La comunicazione istituzionale è fondamentale. Lo Stato quando introduce l’elemento di obbligatorietà delle vaccinazioni sceglie per conto dei genitori e li solleva da una dose di responsabilità, assumendola su di sé”.

Anche Giovanni Vitali Rosati (SIM) ha mostrato entusiasmo per l’approccio alla comunicazione avviato dal team di lavoro di Valore in Prevenzione, sottolineandone l’imprescindibilità nella relazione efficace con i cittadini e i pazienti.

Per Elisabetta Alti (FIMMG), infine, “i medici devono essere pronti alla comunicazione con più target diversi, dai laureati agli immigrati che parlano poco l’italiano. E la paura, nella comunicazione sui vaccini, è un elemento indispensabile per ricordare le conseguenze di malattie ormai scomparse dalla memoria collettiva”.

#FH18 Fast Track Italia: il racconto dell’evento

Oltre 40 relatori, più di 300 partecipanti per la Fast Track Italia di Frontiers Health

Articolo di Sara Scarpinati su Digital Health Italia

L’evento, anteprima italiana della conferenza globale che si terrà a Berlino il 15 e 16 Novembre 2018, ha raccontato i principali temi della salute digitale e le opportunità di sviluppo dell’ecosistema italiano dell’innovazione nella vibrante location di Superstudio (MI).

Nicola Mattina, Innovator, e Stefano Vitta, Healthware Engage, si sono alternati sul palco di Frontiers Health per parlare della necessità della formazione per affrontare l’inevitabile cambiamento verso la digitalizzazione della Salute.
Ma come realizzare i programmi formativi necessari all’innovazione e alla business transformation? Hanno risposto a questa domanda Cristina Cenci, Digital Narrative Medicine / Digital Health Academy, e Claudia Rutigliano, Fondazione MSD, in una fireside chat ricca di spunti e riflessioni. continua a leggere

Diamo Voce ai Tuoi Occhi: il progetto per far comunicare i bambini disabili attraverso i loro occhi

Ogni anno numerosi bambini nascono affetti da patologie neurologiche complesse dovute a difetti genetici, allo sviluppo di malattie già nella vita intrauterina, o ancora a seguito di traumi neonatali

Articolo di Dino Biselli su Digital Health Italia

 

Analizzando l’incidenza di alcune di queste patologie nei principali paesi occidentali, si scopre che la loro diffusione è meno limitata di quello che si possa pensare: ad esempio, le paralisi Cerebrali Infantili colpiscono 3 bambini ogni 1.000 nati vivi, la Sindrome X Fragile ne affliggono 1 ogni 4000 mentre la Sindrome di Down 1 su 1.000.

Le conseguenze causate dalle patologie che rientrano in questa categoria hanno un forte impatto sulle capacità motorie, cognitive, comportamentali e comunicative dei bambini e nella stragrande maggioranza dei casi l’unica possibilità di limitare gli effetti di queste gravi deficienze è la riabilitazione.

Proprio partendo da queste premesse, Fondazione TOG – Togheter to Go di Milano, fin dal 2011 impegnata nella ricerca, assistenza e riabilitazione di minori colpiti da gravi disabilità neurologiche, e il Centro di Neuroftalmologia dell’Età Evolutiva della Fondazione MondinoIstituto Neurologico Nazionale IRCCS di Pavia, con il sostegno della Fondazione Just, hanno dato vita al progetto “Diamo voce ai tuoi occhi” mirato alla realizzazione di un sistema di eye-tracking, vale a dire di un puntatore oculare che permetterà a bambini colpiti da gravi disabilità neurologiche motorie di comunicare attraverso gli occhi, ed è stato presentato a Milano lo scorso 23 aprile. continua a leggere

Parlare di vaccini in modo nuovo, con il linguaggio delle emozioni: è nata Gemma!

 Si chiama www.gemmaeivaccini.it il sito internet sviluppato nell’ambito del progetto “Valore in Prevenzione” promosso da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Presentato oggi in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso la Associazione della Stampa Estera.

 

 

I vaccini evocano spesso paure e dubbi. Tutti vogliono il meglio per i loro figli, sia chi vaccina che chi non lo fa: abbiamo in comune più di quanto ci divida. Per questo è nata Gemma. È la storia delle due vite parallele che una bambina nata oggi potrebbe avere in due mondi diversi. In uno, tutti si vaccinano; nell’altro la maggioranza inizia a rifiutare la vaccinazione. La storia ci conduce a seguire Gemma in entrambi i mondi, per raccontare cosa significherebbe la fine dei vaccini, attraverso il microcosmo di una vita umana, semplice, riconoscibile, la vita di una persona che ama, soffre, ha sogni e paure. Il tutto per concentrarsi non su quanto sia sbagliato non vaccinare, ma su quanto sia giusto vaccinare. Su elementi positivi piuttosto che negativi, su speranza piuttosto che paura.

È questo il cuore del nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it nato nell’ambito di “Valore in Prevenzione – un Programma a supporto delle decisioni informate in ambito di programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali in Italia”, uno dei progetti di maggiori dimensioni e complessità realizzato negli ultimi anni da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Presentato oggi, giovedì 7 giugno, a Roma in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso l’Associazone dellaa Stampa Estera.

“Comunicare i vaccini è difficile, perché i vaccini sono un argomento emotivamente complesso” – afferma Gilberto Corbellini presidente Fondazione Smith Kline; limitarsi a trasferire conoscenza scientifica, dati sull’argomento, non sempre aiuta questa comunicazione, anzi può contribuire alla chiusura e a un rifiuto irrazionale di prendere atto di queste informazioni.

“I dati scientifici e le prove di efficacia sono fondamentali per promuovere la conoscenza ma, nel caso delle vaccinazioni, sembrano non sufficienti a convincere chi è esitante – afferma Andrea Silenzi, ricercatore di VIHTALI spin off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – per questo serve un’alleanza intelligente tra mondo della ricerca ed esperti della comunicazione.

Il team di comunicazione di “Valore in Prevenzione” è partito da una prospettiva diversa: rispondere alle paure di chi esita, non con il tono neutro dei dati scientifici, ma offrendo una storia in cui identificarsi. Una storia capace di tradurre i dati nell’impatto che la scelta di non vaccinare potrebbe avere sulla vita delle persone. www.gemmaeivaccini.it è un progetto di storytelling digitale che mira a comunicare emotivamente l’importanza dei vaccini. Spesso i professionisti sanitari o i centri vaccinali, non hanno il tempo per accogliere le paure e i dubbi. Per questo, il progetto Gemma e i Vaccini ha lo scopo di supportarli nel loro ruolo strategico di comunicazione, offrendo anche delle infografiche che possono essere scaricate dal sito.  Le infografiche usano il registro narrativo per illustrare i dati reali su cui la storia di Gemma è basata e servono a mostrare l’intenso lavoro scientifico dietro i vaccini.

Il sito e le infografiche sono rivolte in particolare ai neo genitori che cercano di farsi un’idea su cosa sia meglio per i propri figli.

La storia di Gemma e i Vaccini è un moderno racconto epistolare, narrato attraverso dialoghi rapidissimi tra i personaggi, in formato SMS, WhatsApp, email. “Siamo partiti da quello che oggi fa ogni coppia quando nasce un bambino. Inviare la foto, comunicare quanto pesa, esprimere la gioia e le paure a parenti e amici, attraverso i canali digitali, spiega Cristina Cenci, Direttrice del Center for Digital Health Humanities e tra gli autori del rapporto “Value in Prevention. “Se narrata, anche la scienza può emozionare. Perché non dovrebbe? Ci salva la vita”.

“Come il Valore in Prevenzione dipende dall’efficacia della sua strategia comunicativa, basata tanto sulla razionalità dei numeri, quanto sull’emozione del racconto – conclude Giuseppe Recchia -, in modo simile è nostra intenzione che il Valore di Fondazione Smith Kline sia sempre più basato su una nuova capacità di comunicare non solo i propri valori di indipendenza e trasparenza, ma anche iniziative e progetti in un modo che possa raggiungere nuovi pubblici e nuove persone, con l’intento e l’auspicio di attrarre nuove forze e nuove risorse”.

La medicina umanistica e narrativa

 

Presso la sala multimediale della Biblioteca Digitale – Centro di conoscenza “Riccardo Maceratini” dell’Istituto Regina Elena di Romaè in programma mercoledì 6 giugno la giornata formativa  “La medicina umanistica e narrativa” – I edizione con la responsabilità scientifica di Gaetana Cognetti  e Maria Cecilia Cercato.

Il corso intende formare operatori sanitari all’uso di strumenti di ascolto, osservazione e comunicazione rientranti in particolare nel settore della medicina umanistica e narrativa. La modalità didattica sarà ampiamente dedicata all’interazione sia per quanto riguarda la elaborazione di contenuti narrativi, che l’utilizzo di strumenti per la loro integrazione nella pratica clinica.
La giornata sarà dedicata a introdurre gli aspetti teorici e pratici della medicina umanistica e narrativa come attività importante per superare i limiti di una medicina solo tecnologica e parcellizzata, partendo da una relazione operatore sanitario­paziente basata sulla condivisione ed alleanza.

Maggiori info su: http://www.ifo.it/index/Eventiformazione/CorsiConvegni/06062018.html

Umanesimo digitale, un questionario per scoprire skill e attitudini personali

 

 

Un workshop esperienziale dedicato all’umanesimo digitale. È l’evento che la Digital Health Academy ha organizzato per il prossimo 8 giugno a Milano, all’interno del Fast Track Italia di Frontiers Health, dedicato al futuro della Digital Health.

I partecipanti del workshop saranno invitati a compiere un vero e proprio viaggio al centro del nostro io digitale, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo che  ognuno di noi può giocare nella rivoluzione in corso.

Il punto di partenza è la compilazione di un questionario online che richiede pochi minuti.
La Digital Health Academy è nata per diffondere la cultura digitale in ambito sanitario, con l’obiettivo di mettere al centro gli esseri umani, con tutte le loro differenze, piuttosto che delle skill astratte uguali per tutti. Perché sono le persone le protagoniste, nella salute e nella tecnologia.

Il workshop si terrà presso Superstudio Events in via Tortona 27, dalle 14 alle 16. Per partecipare e iscriversi si può accedere alla pagina del questionario.

Prevenzione e vaccini, come ottimizzare le politiche vaccinali in Italia? Evento a Roma il 7 giugno

 

Ottimizzare le politiche vaccinali in Italia per massimizzare l’efficacia della prevenzione e l’uso razionale delle risorse: è questo in sintesi l’obiettivo del progetto “Valore in Prevenzione”, sviluppato da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Università Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Si tratta di uno studio che ha messo in relazione le prove di efficacia pubblicate con le strategie e i progetti che le istituzioni, l’accademia e le società scientifiche hanno promosso nel nostro Paese per rispondere alle principali sfide del breve, medio termine in ambito di definizione delle priorità e programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali.

I risultati del lavoro svolto saranno presentati durante l’evento “Value Based Prevention Programmare, Organizzare, Gestire e Comunicare le politiche vaccinali in Italia, che si terrà giovedì 7 giugno presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia (Via dell’Umiltà, 83/c – Roma).

 

Promosso dalla Fondazione Smith Kline, l’evento sarà anche occasione per presentare la Rivista “Tendenze Nuove”, che pubblica studi promossi dalla Fondazione, e un nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it, un progetto di storytelling digitale che mira a comunicare emotivamente l’importanza del vaccino.

 

Scopo del progetto è di proporre un quadro logico per la valutazione e il miglioramento continuo del sistema vaccinale secondo un’ottica “value-based” e di gestione razionale delle risorse, improntata all’integrazione di tutti gli attori coinvolti, professionali e istituzionali, per favorire delle reti cliniche valutabili secondo i principi di efficacia e valore, efficienza e ottimizzazione dei processi, fornendo un contributo a quello che si ritiene un necessario sviluppo di strumenti informatizzati puntuali, per il monitoraggio delle coperture e per la verifica “real life” e “value based” delle politiche vaccinali.

 

L’evento si articola in due sessioni, la prima, dal titolo Programmazione, Organizzazione e Gestione delle Politiche Vaccinali in Italia dopo il PNPV: idee ed esperienze a confronto, sarà presieduta dal professor Gilberto Corbellini (Fondazione Smith Kline) e introdotta da Giuseppe Recchia (Fondazione Smith Kline); interverranno Carlo Favaretti (Vihtali, Università Cattolica), Claudio Jommi (Università del Piemonte Orientale, CERGAS SDA Università Bocconi), Andrea Silenzi (Vihtali, Università Cattolica), Michele Conversano (Dipartimento di Prevenzione ASL di Taranto, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Lorenza Ferrara (Regione Piemonte), Sabrina Nardi (Cittadinanzattiva, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Maria Grazia Pascucci (Regione Emilia Romagna). Invitate anche Emanuela Balocchini (Regione Toscana) e Maria Gramegna (Regione Lombardia).

La seconda sessione, dal titolo Comunicare Efficacemente il Valore della Prevenzione: progettazione e realizzazione di nuovi strumenti sarà presieduta da Giuseppe Recchia e presentata da Cristina Cenci (Eikon). Modera Carla Collicelli (CNR, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline) e partecipano Giovanni Vitali Rosati (SIMP), Fausto Francia (Presidente SItI, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Elisabetta Alti (FIMMG), Giovanni Rezza (Istituto Superiore di Sanità), Alberto Villani (Società Italiana di Pediatria SIP, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline).

 

Le conclusioni sono affidate al Presidente dell’ISS, Walter Ricciardi.

La genomica: una rivoluzione per il mondo dell’healthcare

L’impatto della  genomica  sul settore salute evidenziati dal report Garvan Global Genomics

Articolo di Valentina Tafuri su Digital Health Italia

Una recente pubblicazione, il Garvan Global Genomics Report, di Thomas Barlow, advisor e libero pensatore sulle tendenze tecnologiche, evidenzia l’impatto che la tecnologia genomica avrà sulla ricerca e la pratica medica, sull’assistenza sanitaria e sullo sviluppo farmaceutico negli anni a venire.

Sviluppato insieme al Garvan Institute of Medical Research, leader nella genomica, il rapporto sottolinea che il sequenziamento del DNA sta già rivoluzionando il modo di fare ricerca e di concepire l’assistenza sanitaria e lo sviluppo bio-farmaceutico. L’obiettivo sono interventi sempre più personalizzati e precisi, quasi “su misura” per la cura ed il trattamento preciso del paziente e con un approccio che privilegia la prevenzione. continua a leggere

Il Futuro della Salute – Come la tecnologia digitale sta rivoluzionando la medicina (e la nostra vita)

Articolo condiviso da Digital Health Italia

 

Come sarà la medicina del futuro? E soprattutto come cambierà il modo pensare e vivere la salute? A queste e ad altre domande risponde il libro Il futuro della salute scritto da Roberto Ascione, imprenditore ed esperto pluripremiato di Digital Health, per Hoepli.

Partendo da un’analisi sul presente della salute digitale, questo libro offre la possibilità concreta di capire quale sarà l’evoluzione del settore prevista nei prossimi anni. Le esperienze reali di aziende e startup, imprenditori e investitori, innovatori e scienziati, che lavorano ogni giorno a migliorare la vita di milioni di persone con soluzioni innovative e con le nuove tecnologie, rappresentando un modo concreto per fare pagina dopo pagina un vero e proprio viaggio nella disruption dell’universo salute. continua a leggere

Frontiers Health I Fast Track Italia vi aspetta a Milano l’8 Giugno

L’8 Giugno anteprima di Frontiers Health con il Fast Track Italia

 

 

Intelligenza artificiale e data science per la salute, terapie digitali, health insurance e nuovi business model nel mondo farmaceutico saranno i temi su cui si concentrerà il Fast Track Italia di Frontiers Health, la più importante conferenza sulla digital health, che tornerà a Berlino il 15 e 16 Novembre 2018.

I Fast Track di Frontiers Health nascono come dei formati in pieno stile Frontiers per confrontarsi sui trend emergenti del settore salute e conoscere le storie e le realtà innovative dell’ecosistema territoriale di riferimento. Frontiers Health | Fast Track Italia, sponsorizzato da Healthware, intende infatti essere non solo un’anteprima di Frontiers Health 2018 ma un’occasione importante per fare il punto con gli stakeholder italiani del mondo salute. continua a leggere

La tecnologia aiuta il lavoro del medico, ma ci sono dei rischi

 

Articolo di Vincenzo Marra su La Medicina In Uno Scatto

L’espressione può sembrare piuttosto moderna, poco conosciuta e in effetti l’exploit della sua diffusione è avvenuto negli ultimi anni, principalmente grazie a Paul Sonnier, ma in realtà non è un concetto così nuovo. Infatti già nel 2000 Seth Frank ha scritto un articolo intitolato “Digital Health Care – The convergence of health care and the Internet” sul Journal of Ambulatory Care Management.

Oggi la tecnologia sta rapidamente trasformando l’assistenza sanitaria. La distruzione creativa della medicina di Eric Topol evidenzia come queste tecnologie digitali, social networking, connettività mobile e banda larga, la crescente potenza di calcolo e l’universo dei dati convergeranno con sensori wireless, genomica, imaging e sistemi di informazione sanitaria per attuare una distruzione creativa della medicina come la conosciamo. continua a leggere

La Medicina Narrativa si dà appuntamento al San Donato

Tre giorni di Congresso nazionale: la buona cura parte dalla relazione  tra medico e paziente. Aperta al pubblico la testimonianza dell’oncologa Maria Giovanna Luini

 

Comunicato Stampa condiviso da Azienda USL Toscana Est

Si terrà ad Arezzo da giovedì 10 a sabato  12 maggio, presso l’Auditorium dell’Ospedale San Donato, il II Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), dal titolo “La complicità nella cura, il racconto dei racconti.”

Sabato 12 maggio, dalle 9 alle 13, l’evento sarà aperto a tutta la cittadinanza per condividere le conclusioni degli esperti e ascoltare il racconto dell’oncologa Maria Giovanna Luini.  La professionista ha lavorato per anni a stretto contatto con Umberto Veronesi e racconterà le sue esperienze con i pazienti. Consapevole che l’uomo è un essere complesso e meraviglioso e il corpo ne è solo una parte, secondo Luini la ricerca e l’ascolto, la comprensione, l’empatia dovrebbero essere per un medico ugualmente importanti, quanto lo studio, la pratica e la cura della malattia.

La Medicina Narrativa è una metodologia d’intervento clinico-assistenziale che valorizza la singola storia del paziente come unica e irripetibile, contestualizzandola nell’ambiente di cura. L’obiettivo è di costruire un percorso condiviso attraverso la relazione tra il professionista e il paziente .

“Complicità nella cura” è quanto vuole trasmettere  Stefania Polvani, sociologa  della Asl Toscana Sud Est e Presidente della Società Italiana Medicina Narrativa (SIMeN) . “Quello della complicità è un concetto che ben qualifica la relazione di cura basata sulle narrazioni – spiega la dottoressa Polvani –  Ma il Congresso ha anche un sottotitolo a cui sono molto affezionata: il Racconto dei racconti. Questo  è l’obiettivo finale: vogliamo raccogliere i racconti delle esperienze di medicina narrativa per avere un documento  semplice e co-costruito della Medicina Narrativa in Italia, una fotografia dell’esistente e una riflessione per promuoverne l’applicazione nella cura”.

Sarà presente al Congresso tutta la direzione della Asl Toscana sud est. “ Coerentemente con i valori della Medicina Narrativa- spiega Simona Dei direttore sanitario Asl toscana sud est- crediamo che  il patto di cura si abbia in minor tempo  se alla base c’è una relazione buona tra curato e curante.  Il 50% dei reclami che riceviamo sono infatti imputabili ad una mancanza di comunicazione efficace tra medico e paziente, comunicazione  che si può ottenere solo instaurando  una buona  relazione tra le parti”.

Non solo parole ma esperienze concrete: saranno infatti sette medici provenienti da tutt’Italia, a illustrare attraverso la loro esperienza di pratica della Medicina Narrativa in diversi contesti e aree terapeutiche, i vantaggi per gli operatori, i pazienti e l’organizzazione.  Con loro, tra i partner dell’iniziativa sul territorio, c’è anche l’OPI (ordine delle Professioni Infermieristiche) di Arezzo e l’Ordine Provinciale dei Medici.

Da qualche mese è partita la formazione del personale dell’intera Asl Toscana sud est  sui temi dell’umanizzazione delle cure, per porre l’attenzione sul  paziente come  persona e non come  un numero, attraverso il progetto “Buongiorno io sono”.   Il progetto riprende e contestualizza nel territorio la campagna internazionale “Hellomynameis”, promossa da Trisha Greenhalgh, della Oxford  University, uno dei massimi esperti a livello mondiale di Medicina Narrativa, che sarà ospite del Congresso al San Donato.

Da siti web a corsi e studi, è boom per la medicina narrativa

Ricciardi(Iss), migliora le cure e permette risparmi

 

Articolo di Livia Parisi su Ansa.it

Da libri e siti web a master e studi scientifici: gli ultimi anni hanno visto una vera e propria esplosione di iniziative basate sulla medicina narrativa, ovvero sul racconto della malattia come strumento migliorare le cure e migliorare la relazione tra medico e paziente. A fare il punto su quanto fatto e quanto c’è da fare sarà il secondo congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Narrativa (Simen), che si terrà dal 10 al 12 maggio, presso l’Ospedale San Donato di Arezzo.

“Nata negli Stati Uniti intorno alla fine degli anni Novanta, la Narrative Based Medicine ha avuto la sua consacrazione in Italia con la Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità del 2014. E da allora il fascino per la Medicina Narrativa continua a crescere”, sottolinea Antonio Virzì, presidente SIMeN. Già nel 2004 però, la Asl 10 di Firenze è stata tra le prime realtà ad averla introdotta nella pratica clinica, in particolare in cardiologia e terapia intensiva, attraverso un progetto coordinato da Stefania Polvani, dirigente ASL Toscana Sud Est e presidente eletto Simen. Oggi è utilizzata in tanti campi, dall’oncologia al diabete e l’Alzheimer, ma pochi sanno in cosa realmente consista, ovvero una metodologia d’intervento clinico che utilizza una narrazione ‘guidata’ da esperti come strumento per comprendere il paziente e integrare il suo punto di vista nel percorso di cura. continua a leggere

II Congresso Nazionale Società Italiana di Medicina Narrativa

La complicità nella cura – Il racconto dei racconti

 

La complicità è il tema centrale del secondo Congresso della SIMeN. La complicità che si sviluppa tra individui che collaborano, ciascuno nel proprio ruolo, a costruire un nuovo approccio alla Cura nelle singole storie e nel contesto . La complicità che ci aiuta a vedere il potere invisibile della parola tra curante e persona che soffre. La complicità che ci permette l’integrazione dei punti di vista,  obiettivo primario della Medicina Narrativa che si rende concreta nella pratica di Cura.

 

Il Congresso, che si svolgerà dal 10 al 12 maggio ad Arezzo, è organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa con il patrocinio di Azienda USL Toscana Sud Est e con il contributo non condizionante di PfizerOMNI e Digital Narrative Medicine.

 

Le giornate prevederanno la partecipazione attiva dei protagonisti della salute: medici, infermieri, psicologi e tutti i professionisti della cura, ma anche pazienti e associazioni di pazienti e daranno diritto al riconoscimento di 10 crediti ECM. A seguire il programma delle giornate e la modalità di iscrizione.

Foligno, Dalle Storie le Cure. Le narrazioni in oncologia

 

 

Le narrazioni in oncologia è il tema de 7° Convegno Nazionale di Medicina Narrativa promosso dall’Osservatorio Medicina Narrativa(Omni) con il patrocinio della USL Umbria 2 e il contributo del Center for digital health humanities (CDHHU) nell’ambito della Festa di Scienza e Filosofia che si svolgerà a Foligno dal 26 al 29 Aprile.

Come ogni anno medicina e scienze umane tenteranno di integrarsi e ragionare insieme superando separatezze e per costruire possibili approcci centrati sul dialogo e sullo scambio di esperienze. Nello specifico il convegno avrà inizio con una stimolante relazione tenuta dalla filosofa morale e psicoterapeuta Paola Bianchini dal titolo “Dal dolore vissuto al dolore narrato”, che affronterà il tema dell’esperienza soggettiva di sofferenza legata alla malattia. Pierluigi Brustenghi, neurologo dell’Usl Umbria 2, affronterà l’affascinante tema delle funzioni delle narrazioni nella filogenesi e nell’ontogenesi dell’uomo con un occhio alla embodied cognition e alle promettenti riflessioni del literary cognitivism e del literary darwinism.

Le relazioni successive saranno di carattere specificatamente cliniche, infatti le due oncologhe del Regina Elena di Roma Cecilia Cercato ed Elvira Colella, presenteranno le loro esperienze di medicina narrativa applicata con pazienti con patologie oncologiche.
Come ogni anno il convegno terminerà con il racconto di una paziente, Lucia Benetti, che presenterà la sua storia di malattia e le sue riflessioni centrate soprattutto sulle difficoltà di comunicazione e di relazione tra professionisti e malati.

Qui si può scaricare la locandina e leggere il programma completo.

La medicina basata sulla la narrazione: il 16 aprile a Roma INCONTRAIOM

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Un evento da non perdere nel quale si parlerà della dimensione della cura nell’era digitale, delle sfide e delle opportunità che le nuove tecnologie offrono a pazienti e medici.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Qui si può scaricare la scheda di adesione, questo il programma della giornata.