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Updated: 7 hours 21 min ago

XI edizione Concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso”

 

Il Concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso”, – ideato da Domenica Taruscio, direttore del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità – ha un duplice obiettivo: fornire spazi espressivi a persone con malattie rare, loro familiari e professionisti sanitari coinvolti e promuovere la conoscenza del complesso mondo delle malattie rare attraverso molteplici canali, consolidando il legame tra narrazione, nelle sue diverse forme, e promozione alla salute.

Ogni edizione ha un tema specifico: il tema della XI edizione de “Il Volo di Pegaso” è la “TENACIA”.

Nove sono le sezioni:
arti letterarie: narrativa e poesia;
arti visive: disegno, pittura, scultura, fotografia, arte digitale;
arti musicali: composizione musicale e interpretazione musicale.

Categorie, criteri di ammissione e selezione, unitamente a modalità di selezione e promozione, sono presenti nel Bando di Concorso presente nella sezione “allegati” (in italiano e in inglese).

La Giuria della XI edizione annovera personalità del mondo letterario, artistico, culturale e scientifico:

  • Vincenza FERRARA (presidente), Storico d’arte, esperta in ICT e apprendimento
  • Serena BARTEZZATI, Ideatrice e vicedirettrice Festival “Uno Sguardo Raro”
  • Cesare BIASINI SELVAGGI, Direttore editoriale “Exibart”
  • Cristina BRACCHI, Società Italiana delle Letterate
  • Gianfranco CALANDRA, Museo delle Civiltà
  • Cristina CENCI, Antropologa, esperta in social media e medicina narrativa
  • Paola FALINI, Architetto
  • Bernardino FANTINI, Storico, esperto in musica ed emozioni
  • Antonio FEDERICO, Medico, esperto in neuroscienze e arte
  • Sveva MANFREDI ZAVAGLIA, Curatrice d’arte
  • Paola PACETTI, Accademia Nazionale di Santa Cecilia
  • Quartetto GUADAGNINI (F. Zoffoli, C. Papini, M. Rocchi, A. Cefaliello), Quartetto d’archi
  • Michael ROGATCHI, Rogatchi Foundation
  • Orazio SCIORTINO, Pianista e compositore
  • Gian Paolo SERINO, Critico letterario e scrittore
  • Paolo TORTIGLIONE, Compositore

Per partecipare è necessario leggere attentamente il Bando di Concorso, compilare la scheda di iscrizione disponibile esclusivamente online (in italiano e in inglese), ed inviare quanto richiesto nel Bando.

Il termine di scadenza per la presentazione della domanda d’iscrizione è il 29 Gennaio 2019.

Questa edizione del Concorso presenta diverse novità:

• le opere in concorso restano di proprietà degli autori;
• gli autori cedono all’Istituto Superiore di Sanità il diritto di utilizzo dell’opera (testi, immagini e musiche) e della sua stampa e/o riproduzione a fini di attività di ricerca, formazione e comunicazione e si impegnano a rendere disponibili le opere in concorso, a proprie spese, secondo tempi e modi indicati nelle richieste dell’Istituto Superiore di Sanità in occasione di mostre, eventi ed altre iniziative;
• non sarà necessario spedire le opere delle sezioni di arti visive, ma saranno sufficienti le foto inviate durante la fase di iscrizione;
• tutte le opere in concorso saranno presentate nella Virtual Exhibition, in programma nella Cerimonia di Premiazione, e saranno incluse nell’unica pubblicazione “Volume delle opere ammesse”.

SAVE THE DATE – Cerimonia di Premiazione: venerdì 1 marzo 2019 – Istituto Superiore di Sanità – Roma.

Il programma e i partner dell’evento saranno pubblicati e divulgati nelle prossime settimane tramite il sito web e tramite i canali social Facebook e Twitter del Concorso.

Per ulteriori informazioni, contattare: concorsopegaso@iss.it

Luciano Floridi: «La tecnologia ha bisogno di filosofia etica»

Articolo di Laura Traldi su design@large

«Più il mondo è tech, più ha bisogno di filosofia etica. Perché il tema non è capire se dobbiamo o no aver paura dei robot ma come gestire in modo coordinato la società digitale». Una chiacchierata con il filosofo Luciano Floridi, direttore del Digital Ethics Lab dell’Università di Oxford. Che nel ’95 già avvisava: «Internet promuove la crescita della conoscenza creando al contempo forme di ignoranza senza precedenti».

Luciano Floridi non è mai stato tenero con l’high tech. Nel ’95, quando il web come lo conosciamo oggi non esisteva ancora e lui era un dottorando in filosofia, scriveva cose così. «Nessuno controlla il sistema in modo globale, e la struttura stessa di internet garantisce che nessuno potrà controllarla in futuro». O «Internet promuove la crescita della conoscenza creando al contempo forme di ignoranza senza precedenti».

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Parkinson ed epilessia, pacemaker senza fili per cervello previene crisi e tremori

Articolo di Andrea Centini su fanpage.it

Ricercatori americani dell’Università della California di Berkeley hanno realizzato un innovativo pacemaker senza fili per cervello, in grado di monitorare l’attività elettrica dell’organo e contemporaneamente di stimolarla per prevenire crisi e attacchi di diffuse patologie neurologiche. Potrebbe rivoluzionare il trattamento dell’epilessia, del Parkinson e di molte altre malattie affini.

Creato in laboratorio un rivoluzionario “pacemaker” per cervello in grado di monitorare l’attività elettrica dell’organo e inviare impulsi per prevenire crisi, tremori e attacchi di numerose e diffuse condizioni neurologiche, come epilessia e morbo di Parkinson. L’innovativo strumento, chiamato WAND, acronimo di Wireless Artifact-free euromodulation Device (dispositivo per la neuromodulazione senza fili privo di artefatti), è stato messo a punto da un team di ricerca americano guidato da studiosi del Dipartimento di Ingegneria elettrica e Scienze informatiche dell’Università della California di Berkeley, che hanno collaborato con i colleghi della società Cortera Neurotechnologies.

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Sanità digitale, troppe promesse fallite: che c’è da imparare

La sanità digitale è costellata da insuccessi anche abbastanza clamorosi, forse perché preceduti da una copertura troppo sensazionalistica. Emblematico è il caso di Google e dei suoi vari progetti finiti con un nulla di fatto. Ma i casi di successo ci sono. Ecco la lezione da trarre.

Articolo di Eugenio Santoro su Agenda Digitale

Per portare a termine con successo progetti nell’ambito della sanità digitale, i grandi investimenti e le alleanze con importanti aziende possono non bastare . Un esempio emblematico è quello di Google che ha bloccato, ultimo in ordine di tempo, anche il progetto delle lenti a contatto per misurare i livelli di glucosio.

Da questo tipo di insuccesso ci sono delle lezioni da trarre: le aziende devono comprendere che c’è bisogno di più ricerca scientifica e di obiettivi raggiungibili e verificabili; i media, dal canto loro, dovrebbero evitare sensazionalismi e prediligere notizie accompagnate da risultati. Perché ce ne sono.

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Innovazione in Sanità, tre esempi americani

Vediamo come tre innovazioni in ambito medico sono state possibili negli Usa, grazie a un nuovo approccio della FDA basato sulla “real world evidence”, tentando dunque soluzioni senza evidenze di base. Una prospettiva interessante per la telemedicina ancora frenata dall’assenza di studi che ne provino efficacia e sicurezza.

Articolo di Alberto E. Tozzi su Agenda Digitale

L’impatto più importante delle soluzioni di telemedicina riguarda l’accessibilità dei pazienti ai servizi sanitari. Ma come spesso accade in diversi ambiti innovativi legati alla medicina, questo aspetto viene messo in secondo piano in attesa degli esiti di studi lunghi e costosi atti a dimostrare l’efficacia e la sicurezza degli interventi.

C’è, evidentemente, la necessità di tentare soluzioni senza evidenze di base. La  Food and Drug Administration, che negli Usa regolamenta i prodotti farmaceutici ha deciso ad esempio di sdoganare la real world evidence come possibilità di generare prove di efficacia utili alla registrazione dei dispositivi medici. E i risultati si vedono.

Qui analizziamo tre casi applicativi negli Usa:

  • droni per la telemedicina;
  • una rete di ospedali connessi per il teleconsulto
  • l’ospedale pieghevole telecomandato

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L’intelligenza artificiale e il “muro” del significato: ecco il rebus da risolvere

Potrà l’Intelligenza artificiale venire a capo della “teoria del significato”, sulla quale l’uomo si interroga da oltre duemila anni? Non ci sono riusciti i filosofi e neanche i linguisti. Con l’avvento dell’IA, tocca agli informatici misurarsi con questo tema. E chissà, magari saranno le macchine a risolvere il puzzle.

Articolo di Guido Vetere su Agenda Digitale

Qual è il significato di significato? La domanda attanaglia i filosofi da oltre duemila anni e nessuno, neanche i linguisti, è riuscito a venirne a capo. Ecco perché, se due chatbot iniziassero a parlare tra loro in una lingua inventata e semanticamente pregnante, il timore di scenari distopici sarebbe almeno compensato dalla soddisfazione di aver compreso un po’ di più i meccanismi cognitivi che noi stessi utilizziamo per comprendere il mondo.

Sì, perché anche io stesso, nel momento in cui sto scrivendo queste parole, lo faccio perché sono sicuro che voi le comprenderete. Ma se dovessi giustificare questa mia certezza, mi troverei in serio imbarazzo. In realtà, nessuno può fornire una spiegazione scientifica del perché voi state capendo ciò che scrivo. E non è neanche chiaro cosa si debba esattamente intendere per comprensione, cioè quale sia il significato di “significato”, per dirla con un classico libro sull’argomento (Ogden e Richard, Il significato del significato, trad. it. 1966). Insomma, così come Sant’Agostino sapeva cos’era il tempo finché non glielo chiedevano, sappiamo cos’è il significato tranne quando dobbiamo spiegarlo. Eppure, certi venditori di Intelligenza Artificiale amano dire: “le nostre macchine capiscono il linguaggio come gli esseri umani”. Come possono esserne tanto sicuri?

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Come affrontare la sfida della complessità della cura

“La cura della complessità. La complessità della cura”: evento al Policlinico Federico II di Napoli in programma lunedì 14 gennaio nell’Aula Magna “Gaetano Salvatore” della Scuola di Medicina e Chirurgia federiciana il cui protagonista principale sarà il prof. Mauro Ceruti, filosofo della scienza e teorico del pensiero complesso.

Articolo di Alessandra Dionisio su Web Magazine Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II” Napoli

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Sanità digitale: il 2018 ci ha deluso, ma ecco i buoni segnali per il 2019

Lo sviluppo di una Sanità più giusta e sostenibile grazie al digitale è una sfida di civiltà che non ha colore politico e non ammette pause. Quest’anno, nonostante grandi aspettative si è realizzato ben poco, ma per il 2019 ci sono elementi che fanno ben sperare. Vediamo quali sono e le parole chiave per un nuovo slancio.

Articolo di Mariano Corso e Chiara Sgarbossa su Agenda Digitale

A cavallo tra vecchio è nuovo anno è tempo di bilanci, anche per la Sanità digitale e se guardiamo a quanto realizzato in questo settore nel 2018 non possiamo che essere delusi. Non tanto da scelte errate, quanto dallo scarso impulso dato da Governo e Regioni alla implementazione dei piani faticosamente avviati. Guardando al 2019 le nuove linee d’azione del governo fanno ben sperare in alcuni progressi realizzabili nel prossimo anno. Tre dovrebbero essere le parole chiave per orientare e dare nuovo impulso ai progetti di cambiamento: coinvolgimento, facilità d’uso e comunicazione. Partiamo però da un bilancio dell’anno che sta per chiudersi prima di entrare nel merito di quello che verrà.

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Così la robotica cambierà la nostra vita (se l’Italia fa le mosse giuste)

Articolo di Maria Chiara Carrozza su Agenda Digitale

Dalle applicazioni industriali in grado di limitare le fatiche degli operai alle nuove frontiere della biorobotica: le applicazioni della robotica sono innumerevoli e potranno cambiare la nostra vita se si riuscirà a superare alcune criticità. Vediamo quali sono e cosa serve all’Italia per vincere la sfida.

L’Italia potrà svolgere un ruolo di primo piano nel campo della robotica, sfruttando le sue moltissime eccellenze industriali, scientifiche e sociali, se crederà nella scienza, investirà nella ricerca e potenzierà l’interazione pubblico-privato, definendo ruoli precisi. Le sfide della robotica sono notevoli e  vincerle porterà benefici economici e sociali, ma serve un approccio “antidisciplinare”, lavorare unendo tutte le competenze necessarie per superare i problemi che attualmente ne limitano la funzionalità.

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Natale 2018 al Bambino Gesù di Roma: pazienti nello spazio con la realtà virtuale

Articolo di Alessia Rabbai su fanpage.it

L’associazione Cuore Digitale ha regalato un’esperienza sensoriale unica ai piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. I bambini hanno potuto viaggiare nello spazio tra le stelle e simulare un atterraggio sulla Luna, come se fossero dei veri astronauti, grazie ai visori della realtà virtuale. Continua a leggere

Salute 4.0, inchiesta di “Report” su Rai3

L’inchiesta principale della puntata andata in onda riguarda le nuove frontiere della sanità: l’avatar di un medico che ci risponde 24 ore su 24, sistemi per seguire da remoto l’evoluzione di ogni patologia, dalle cardiopatie all’asma, al diabete, fino alle malattie neurodegenerative.

Servizio di Michele Buono, collaborazione di Andrea De Marco, Simona Peluso, Sara Piazza

Un’inchiesta sulle nuove frontiere della sanità: l’avatar di un medico che ci risponde 24 ore su 24, sistemi per seguire da remoto l’evoluzione di ogni patologia, dalle cardiopatie all’asma, al diabete, fino alle malattie neurodegenerative; un database al servizio dei malati oncologici, che raccolga tutte le cure per scegliere la migliore, interventi a distanza con robot comandati da un chirurgo in un altro continente: non è un’utopia. Competenze e innovazioni ci sono già: e se mettessimo in rete ospedali, laboratori di analisi, studi medici, università, sviluppatori informatici? Quale sarebbe l’impatto sul benessere delle persone e sulla spesa sanitaria? Secondo uno studio del Politecnico di Milano, utilizzando il digitale in modo sistematico sarebbe possibile risparmiare ogni anno circa 7 miliardi di euro nella sanità e altri 7,6 miliardi di produttività per i cittadini, grazie a un miglior utilizzo del tempo: quasi 15 miliardi all’anno che di fatto stiamo sprecando.

Il ministero della Salute investe oltre un miliardo l’anno in un piano per la digitalizzazione, ma il sistema è frammentato in 21 organizzazioni regionali. Esiste una regia per mettere insieme tutti i pezzi? Un modello di ospedale come nodo di una rete globale e un’organizzazione del lavoro che punti ad abbattere gli errori, gli sprechi e la perdita di tempo dei cittadini, potrebbe essere uno stimolo alla crescita dell’economia nazionale?

Possibilità di rivedere la trasmissione andata in onda il 17 dicembre 2018

Addio al bianco e nero: arrivano le radiografie a colori

Articolo pubblicato su Redacción Médica (in lingua spagnola)

Una società neozelandese ha sviluppato un nuovo tipo di scanner che consente di realizzare radiografie 3D e a colori. Questo metodo si basa sulla tecnologia di tracciamento delle particelle utilizzata nel Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle del CERN.

Questa nuova tecnologia potrebbe essere utilizzata per ottenere immagini più dettagliate e accurate rispetto alle tradizionali radiografie in bianco e nero e contribuire così a una migliore diagnosi medica. Le prime radiografie a colori che sono state presentate pubblicamente mostrano il dettaglio di una caviglia e un polso in cui è persino possibile vedere l’orologio. Continua a leggere

Bimbi malati si curano anche con un videogioco

Il progetto avviato al Regina Margherita di Torino e creato da una start up italiana, è un’alternativa per ridurre l’uso di farmaci sedativi o antidolorifici durante i trattamenti contro i tumori.

Articolo di Alessandro Mondo su La Stampa

La tecnologia al servizio della Medicina per il trattamento dei bimbi malati di tumore. Si chiama TOMMI il nuovo videogame con cui potranno giocare i pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino (diretto dalla professoressa Franca Fagioli): un progetto creato dalla startup italiana Softcare Studios, volto a migliorare la qualità di vita dei piccoli grazie alle potenzialità delle tecnologie digitali. Il tutto grazie alla collaborazione dell’Associazione DEAR Onlus. Continua a leggere

Workshop: “RoboEtica. Persone, macchine e salute”

“Roboetica: Persone, Macchine, Salute” è il titolo dell’evento aperto al pubblico che si svolgerà presso l’Aula Nuova del Sinodo della Città del Vaticano il 25 e 26 febbraio 2019, in occasione dell’Assemblea della Pontificia Accademia per la Vita.

Il Workshop vuole fare il punto sullo sviluppo della tecnologia nel settore della robotica interpellando chi lavora nel campo, identificando le domande più importanti sulle implicazioni etiche ed antropologiche, proponendo criteri di valutazione e raccomandazioni che tengano presente la dimensione globale della tematica.

La prima sessione del Workshop (25 febbraio, pomeriggio) si focalizza sullo stato dell’arte e sui differenti approcci di ricerca. La seconda (26 febbraio, mattina) esplora le implicazioni socio-antropologiche e come la robotica modifica la conoscenza e la comprensione del mondo, le relazioni, la stessa comprensione della coesistenza sociale. La terza sessione (26 febbraio, pomeriggio) è destinata ad approfondire le implicazioni etiche nel settore sanitario.

Il Workshop del 2019 è collegato all’Assemblea del 2020 sull’Intelligenza Artificiale. Questi due aspetti – robotica e intelligenza artificiale – sono distinti e tuttavia connessi perché condividono tematiche, sviluppi tecnologici, implicazioni etiche. Pertanto la Pontificia Accademia per la Vita ha deciso di dedicare due assemblee a tali temi e ai loro sviluppi, con l’obiettivo di approfondire meglio la problematica e le implicazioni delle tecnologie che usano la robotica.

Informazioni più dettagliate e programma dell’evento

Il futuro della sanità è il 5G: grande opportunità per telemedicina e cronicità

Articolo di Cesare Buquicchio su Sanità Informazione

Arriva il 5G e con se porta importanti innovazioni anche nel settore sanitario. Il nuovo standard per la comunicazione mobile che assicura una velocità di connessione estremamente più elevata del 4G e una perfetta interazione con i dispositivi IoT (Internet of Things, ovvero quei dispositivi intelligenti che si connettono tra loro) ha numerose applicazioni anche in ambito medico.

Se ne è parlato di recente al 5GItaly Global Meeting a Roma, a cui hanno preso parte diversi esperti nazionali ed internazionali. Tra questi c’era anche Sergio Pillon, coordinatore della Commissione di sviluppo della Telemedicina del Ministero della Salute, che ha spiegato quali sono le potenzialità di questa nuova tecnologia, facendo un cenno anche ai possibili rischi per la nostra salute. Continua a leggere

Digitale per la disabilità: l’aiuto che arriva da app e intelligenza artificiale

Articolo di Sara Comai, Emanuele De Bernardi, Fabio Salice su Agenda Digitale

Un’app per superare il disagio e la difficoltà di muoversi in carrozzina: ecco come, grazie a un approccio collaborativo e a un algoritmo di AI, si può generare un percorso di navigazione privo di ostacoli e barriere per permettere all’utente disabile di usufruire di servizi al pari delle persone che non hanno limitazioni.

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Smartphone, che cosa produce nel nostro cervello la lettura digitale

Articolo di Chiara Palmerini su Il Sole 24 Ore

Siamo nati per vedere, per muoverci, per parlare, per pensare. Non per leggere. La lettura è un’acquisizione straordinaria ma recente, molto recente, nella storia dell’umanità. E dato che il nostro cervello non ha un circuito geneticamente programmato per questa attività, che si forgia in base a quanto, a come e a che cosa leggiamo, la lettura potrebbe rivelarsi una conquista “fragile”.

Un muscolo che si atrofizza se non viene utilizzato. Parte da questo presupposto apparentemente contro intuitivo Maryanne Wolf, una delle più influenti studiose della lettura (è neuroscienziata cognitiva e insegna alla University of California a Los Angeles). Dopo “Proust e il calamaro – Storia e scienza del cervello che legge”, in cui descriveva l’arco evolutivo dell’alfabetizzazione, ora in “Lettore, vieni a casa”, scritto in forma di nove appassionate epistole e appena uscito, come il precedente, per Vita e Pensiero, allerta sul destino della lettura nell’era digitale. Come un canarino nella miniera della mente, certi cambiamenti del cervello dovrebbero allertarci su un pericolo imminente, per di più su fronti inaspettati.

Ma che cosa rischiamo di perdere, precisamente? Che cos’è questa “lettura profonda” che sarebbe a rischio di estinzione nel mondo digitale? Continua a leggere

La rivoluzione digitale del medico: da professionista a Health Influencer

Articolo di Antonella Arminante su paginemediche.it

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione nel settore delle tecnologie digitali e questo enorme cambiamento ha interessato anche gli ambienti professionali legati al mondo della salute.

Grazie a Internet i medici per esempio hanno potuto sperimentare un miglioramento del proprio rapporto con i pazienti, sempre più informati, sempre più orientati ad una consulenza a distanza h24, sempre più propensi a completare i propri percorsi terapeutici grazie all’ausilio delle cosiddette terapie digitali.

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Editing genetico. Oms: “Potrebbe avere conseguenze impreviste. Creeremo linee guida”

Articolo di Paola Porciello su Quotidiano Sanità

Dopo l’annuncio del ricercatore cinese He Jiankui che ha usato tecniche di editing genetico per creare due gemelle sane da genitori affetti da HIV, l’Organizzazione mondiale della sanità prende posizione con le dichiarazioni del suo presidente, Tedros Adhanom Ghebreyesus: “L’editing genetico è un territorio sconosciuto e va preso molto sul serio. Creeremo linee guida chiare per le manipolazioni genetiche dopo aver preso in esame tutte le possibili conseguenze etiche, sociali e di sicurezza”. Continua a leggere

Anemia. Un selfie alle unghie per monitorarla

Articolo di Linda Carroll su Quotidiano Sanità

Un gruppo di ricercatori di Atlanta ha messo a punto una app che “legge” la foto del letto ungueale della persona cogliendo eventuali segni di anemia. Nello studio questa applicazione si è dimostrata efficace nel 97% dei casi. Continua a leggere

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