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II Congresso Nazionale Società Italiana di Medicina Narrativa

La complicità nella cura – Il racconto dei racconti

 

 

 

La complicità è il tema centrale del secondo Congresso della SIMeN. La complicità che si sviluppa tra individui che collaborano, ciascuno nel proprio ruolo, a costruire un nuovo approccio alla Cura nelle singole storie e nel contesto . La complicità che ci aiuta a vedere il potere invisibile della parola tra curante e persona che soffre. La complicità che ci permette l’integrazione dei punti di vista,  obiettivo primario della Medicina Narrativa che si rende concreta nella pratica di Cura. Il Congresso, che si svolgerà dal 10 al 12 maggio ad Arezzo, è organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa con il patrocinio di Azienda USL Toscana Sud Est e con il contributo non condizionante di Pfizer, OMNI e Digital Narrative Medicine. Le giornate prevederanno la partecipazione attiva dei protagonisti della salute: medici, infermieri, psicologi e tutti i professionisti della cura, ma anche pazienti e associazioni di pazienti e daranno diritto al riconoscimento di 10 crediti ECM. A seguire il programma delle giornate e la modalità di iscrizione.

Foligno, Dalle Storie le Cure. Le narrazioni in oncologia

 

 

Le narrazioni in oncologia è il tema de 7° Convegno Nazionale di Medicina Narrativa promosso dall’Osservatorio Medicina Narrativa(Omni) con il patrocinio della USL Umbria 2 e il contributo del Center for digital health humanities (CDHHU) nell’ambito della Festa di Scienza e Filosofia che si svolgerà a Foligno dal 26 al 29 Aprile.

Come ogni anno medicina e scienze umane tenteranno di integrarsi e ragionare insieme superando separatezze e per costruire possibili approcci centrati sul dialogo e sullo scambio di esperienze. Nello specifico il convegno avrà inizio con una stimolante relazione tenuta dalla filosofa morale e psicoterapeuta Paola Bianchini dal titolo “Dal dolore vissuto al dolore narrato”, che affronterà il tema dell’esperienza soggettiva di sofferenza legata alla malattia. Pierluigi Brustenghi, neurologo dell’Usl Umbria 2, affronterà l’affascinante tema delle funzioni delle narrazioni nella filogenesi e nell’ontogenesi dell’uomo con un occhio alla embodied cognition e alle promettenti riflessioni del literary cognitivism e del literary darwinism.

Le relazioni successive saranno di carattere specificatamente cliniche, infatti le due oncologhe del Regina Elena di Roma Cecilia Cercato ed Elvira Colella, presenteranno le loro esperienze di medicina narrativa applicata con pazienti con patologie oncologiche.
Come ogni anno il convegno terminerà con il racconto di una paziente, Lucia Benetti, che presenterà la sua storia di malattia e le sue riflessioni centrate soprattutto sulle difficoltà di comunicazione e di relazione tra professionisti e malati.

Qui si può scaricare la locandina e leggere il programma completo.

Foligno, Dalle Storie le Cure. Le narrazioni in oncologia

 

 

Le narrazioni in oncologia è il tema de 7° Convegno Nazionale di Medicina Narrativa promosso dall’Osservatorio Medicina Narrativa(Omni) con il patrocinio della USL Umbria 2 e il contributo del Center for digital health humanities (CDHHU) nell’ambito della Festa di Scienza e Filosofia che si svolgerà a Foligno dal 26 al 29 Aprile.

Come ogni anno medicina e scienze umane tenteranno di integrarsi e ragionare insieme superando separatezze e per costruire possibili approcci centrati sul dialogo e sullo scambio di esperienze. Nello specifico il convegno avrà inizio con una stimolante relazione tenuta dalla filosofa morale e psicoterapeuta Paola Bianchini dal titolo “Dal dolore vissuto al dolore narrato”, che affronterà il tema dell’esperienza soggettiva di sofferenza legata alla malattia. Pierluigi Brustenghi, neurologo dell’Usl Umbria 2, affronterà l’affascinante tema delle funzioni delle narrazioni nella filogenesi e nell’ontogenesi dell’uomo con un occhio alla embodied cognition e alle promettenti riflessioni del literary cognitivism e del literary darwinism.

Le relazioni successive saranno di carattere specificatamente cliniche, infatti le due oncologhe del Regina Elena di Roma Cecilia Cercato ed Elvira Colella, presenteranno le loro esperienze di medicina narrativa applicata con pazienti con patologie oncologiche.
Come ogni anno il convegno terminerà con il racconto di una paziente, Lucia Benetti, che presenterà la sua storia di malattia e le sue riflessioni centrate soprattutto sulle difficoltà di comunicazione e di relazione tra professionisti e malati.

Qui si può scaricare la locandina e leggere il programma completo.

Foligno, Dalle Storie le Cure. Le narrazioni in oncologia

Le narrazioni in oncologia è il tema de 7° Convegno Nazionale di Medicina Narrativa promosso dall’Osservatorio Medicina Narrativa (Omni) con il patrocinio della USL Umbria 2 e il contributo del Center for digital health humanities (CDHHU) nell’ambito della Festa di Scienza e Filosofia che si svolgerà a Foligno dal 26 al 29 Aprile.

Come ogni anno medicina e scienze umane tenteranno di integrarsi e ragionare insieme superando separatezze e per costruire possibili approcci centrati sul dialogo e sullo scambio di esperienze. Nello specifico il convegno avrà inizio con una stimolante relazione tenuta dalla filosofa morale e psicoterapeuta Paola Bianchini dal titolo “Dal dolore vissuto al dolore narrato”, che affronterà il tema dell’esperienza soggettiva di sofferenza legata alla malattia. Pierluigi Brustenghi, neurologo dell’Usl Umbria 2, affronterà l’affascinante tema delle funzioni delle narrazioni nella filogenesi e nell’ontogenesi dell’uomo con un occhio alla embodied cognition e alle promettenti riflessioni del literary cognitivism e del literary darwinism.

Le relazioni successive saranno di carattere specificatamente cliniche, infatti le due oncologhe del Regina Elena di Roma Cecilia Cercato ed Elvira Colella, presenteranno le loro esperienze di medicina narrativa applicata con pazienti con patologie oncologiche.
Come ogni anno il convegno terminerà con il racconto di una paziente, Lucia Benetti, che presenterà la sua storia di malattia e le sue riflessioni centrate soprattutto sulle difficoltà di comunicazione e di relazione tra professionisti e malati.

Qui si può scaricare la locandina e leggere il programma completo.

La medicina basata sulla la narrazione: il 16 aprile a Roma INCONTRAIOM

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Un evento da non perdere nel quale si parlerà della dimensione della cura nell’era digitale, delle sfide e delle opportunità che le nuove tecnologie offrono a pazienti e medici.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Qui si può scaricare la scheda di adesione, questo il programma della giornata.

La medicina basata sulla la narrazione: il 16 aprile a Roma INCONTRAIOM

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Un evento da non perdere nel quale si parlerà della dimensione della cura nell’era digitale, delle sfide e delle opportunità che le nuove tecnologie offrono a pazienti e medici.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Qui si può scaricare la scheda di adesione, questo il programma della giornata.

La medicina basata sulla la narrazione: il 16 aprile a Roma INCONTRAIOM

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Un evento da non perdere nel quale si parlerà della dimensione della cura nell’era digitale, delle sfide e delle opportunità che le nuove tecnologie offrono a pazienti e medici.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Qui si può scaricare la scheda di adesione, questo il programma della giornata.

Diario digitale: raccontami di te

Due studi pilota in corso aiutano a capire quali siano le potenzialità del racconto della propria esperienza

 

Articolo di Agnese Codignola su nòva – Il Sole 24 ore

Due studi pilota in corso aiutano a capire quali siano le potenzialità del racconto della propria esperienza: e si tratta di due realtà che hanno messo in luce aspetti anche nettamente contraddittori.

Il primo caso è relativo a una delle patologie per le quali lo story telling sta avendo un vero e proprio boom: il cancro. Forse perché si porta dietro secoli di stigma perfino verbale (fino a pochi anni fa veniva chiamato quasi solo: il brutto male e simili) e forse perché oggi la diagnosi non equivale necessariamente a una condanna a morte, il cancro è ormai protagonista nei libri, nelle serie televisive, sui social, sui media in generale; probabilmente lo sdoganamento ha fatto sì che i pazienti invitati a partecipare allo studio ideato all’Istituto Regina Elena di Roma, chiamato Ameno e lanciato nel 2015 (nella sua forma iniziale, di messa a punto) sia stato accolto molto bene, tanto dagli operatori (medici ma anche infermieri e professionisti della salute) quanto dai pazienti. continua a leggere

Telemedicina, come farla in Italia: le tecnologie, le finalità, un modello possibile

Così possibile attivare una rete ospedale-medici-territorio, per monitorare i pazienti, assisterli nelle malattie croniche e favorire la prevenzione. Vediamo tecnologie e metodiche che possono far diffondere la telemedicina in Italia, salvare vite e il Sistema sanitario nazionale dal collasso

 

Articolo condiviso da Agenda Digitale

Lo sviluppo della telemedicina si rende sempre più necessaria in Italia, se consideriamo che la problematica delle malattie croniche sta diventando sempre più centrale e prioritaria. Infatti secondo l’OMS, tra le malattie croniche più comuni nel mondo, ad elevata incidenza di mortalità ci sono le malattie cardiovascolari (responsabili per 17,5 milioni di morti all’anno), il cancro (7,6 milioni), le malattie respiratorie croniche (4.1 milioni) e il diabete (1,1 milioni).

Ad esempio l’ipertensione non trattata, uno dei principali fattori di rischio (aterosclerosi nelle arterie coronarie, carotidi, arterie renali e degli arti inferiori) potrebbe essere tenuta sotto controllo da remoto con relativa semplicità.

Secondo gli esperti dell’OMS nel 2000 circa 1 miliardo di persone soffrivano di ipertensione nel mondo (pari a oltre il 25% della popolazione mondiale di età superiore ai 20 anni).

Secondo le stime, nel 2025 il numero delle persone con ipertensione dovrebbe arrivare a 1,5 mld persone (quasi il 30% della popolazione). continua a leggere

Telemedicina, come farla in Italia: le tecnologie, le finalità, un modello possibile

Così possibile attivare una rete ospedale-medici-territorio, per monitorare i pazienti, assisterli nelle malattie croniche e favorire la prevenzione. Vediamo tecnologie e metodiche che possono far diffondere la telemedicina in Italia, salvare vite e il Sistema sanitario nazionale dal collasso

 

Articolo condiviso da Agenda Digitale

Lo sviluppo della telemedicina si rende sempre più necessaria in Italia, se consideriamo che la problematica delle malattie croniche sta diventando sempre più centrale e prioritaria. Infatti secondo l’OMS, tra le malattie croniche più comuni nel mondo, ad elevata incidenza di mortalità ci sono le malattie cardiovascolari (responsabili per 17,5 milioni di morti all’anno), il cancro (7,6 milioni), le malattie respiratorie croniche (4.1 milioni) e il diabete (1,1 milioni).

Ad esempio l’ipertensione non trattata, uno dei principali fattori di rischio (aterosclerosi nelle arterie coronarie, carotidi, arterie renali e degli arti inferiori) potrebbe essere tenuta sotto controllo da remoto con relativa semplicità.

Secondo gli esperti dell’OMS nel 2000 circa 1 miliardo di persone soffrivano di ipertensione nel mondo (pari a oltre il 25% della popolazione mondiale di età superiore ai 20 anni).

Secondo le stime, nel 2025 il numero delle persone con ipertensione dovrebbe arrivare a 1,5 mld persone (quasi il 30% della popolazione). continua a leggere

Come scelgono i medici

Articolo di Paolo Cornaglia Ferraris su Recenti Progressi

Noi medici siamo convinti di prendere decisioni secondo logica. In realtà, siamo influenzati da preferenze irrazionali: rischi, tempi, ricompense, compromessi. Il rischio d’essere denunciati per colpe presunte alimenta la prescrizione di esami che si sanno essere inutili o perfino rischiosi; i tempi segnati dalle liste d’attesa scoraggiano prescrizioni appropriate eppure così difficili da ottenere; le ricompense fisse dello stipendio ospedaliero e quelle variabili della libera professione condizionano comportamenti e priorità; compromessi con regole, abitudini, rapporti professionali possono essere stressanti.

Inoltre, non abbiamo informazioni comparative complete sul valore – clinico oltre che economico – di farmaci, presidi, protesi e potremmo continuare; non assimiliamo né valutiamo tutti i risultati, né abbiamo tempo per fare una sintesi dei risultati della ricerca o leggere quelle di chi lo ha fatto per noi. La ricerca comparativa sull’efficacia è rara, e i dati d’utilizzo di farmaci e tecnologie nel mondo reale si basano su pregiudizi oppure su eccessiva fiducia nell’ultima novità. continua a leggere

Come funziona il primo ospedale virtuale al mondo (negli Usa)

A Chesterfield, negli USA, un interessante caso di telemedicina: un ospedale di quattro piani, senza neanche un letto, dove vi lavorano 330 fra medici e infermieri che gestiscono da remoto circa 2.400 pazienti. Il Mercy Virtual Hospital è infatti il primo ospedale virtuale al mondo, costato 45 milioni di dollari

 

Articolo di Paolo Colli Franzone su Agenda Digitale Sanità

Se siete a Saint Louis (Missouri) e dovete andare a Chesterfield, molto probabilmente il navigatore satellitare vi proporrà di percorrere la Missouri Route 64 fino a South Outer Forty Road. Siamo nella pianura fra il Mississippi e il Missouri, neanche troppo distante dall’Illinois. Dall’Italia, per intenderci, il modo migliore di arrivare in Missouri è atterrare a Chicago e poi farsi 300 miglia in auto, attraversando tutto l’Illinois.

Chesterfield è una classica cittadina del Midwest: 46 mila abitanti, a una ventina di miglia da Saint Louis. Fino a 35 anni fa non esisteva se non come toponimo riferito a un insieme di sobborghi della cintura metropolitana di Saint Louis. Una cittadina “nuova di zecca”, diciamo. continua a leggere

Come funziona il primo ospedale virtuale al mondo (negli Usa)

A Chesterfield, negli USA, un interessante caso di telemedicina: un ospedale di quattro piani, senza neanche un letto, dove vi lavorano 330 fra medici e infermieri che gestiscono da remoto circa 2.400 pazienti. Il Mercy Virtual Hospital è infatti il primo ospedale virtuale al mondo, costato 45 milioni di dollari

 

Articolo di Paolo Colli Franzone su Agenda Digitale Sanità

Se siete a Saint Louis (Missouri) e dovete andare a Chesterfield, molto probabilmente il navigatore satellitare vi proporrà di percorrere la Missouri Route 64 fino a South Outer Forty Road. Siamo nella pianura fra il Mississippi e il Missouri, neanche troppo distante dall’Illinois. Dall’Italia, per intenderci, il modo migliore di arrivare in Missouri è atterrare a Chicago e poi farsi 300 miglia in auto, attraversando tutto l’Illinois.

Chesterfield è una classica cittadina del Midwest: 46 mila abitanti, a una ventina di miglia da Saint Louis. Fino a 35 anni fa non esisteva se non come toponimo riferito a un insieme di sobborghi della cintura metropolitana di Saint Louis. Una cittadina “nuova di zecca”, diciamo. continua a leggere

Vodafone Foundation monitora i big data in Ghana per combattere la diffusione di malattie infettive

L’analisi dei trend di mobilità della popolazione attraverso la lettura dei big data può essere utile a definire modelli di spostamento delle masse e prevenire e contenere il diffondersi di malattie infettive.

Articolo di Valentina Tarufi su Digital Health Italia

È questo il principio alla base della collaborazione tra Vodafone e il Governo del Ghana.

La Vodafone Foundation, la cui attività caritativa è indirizzata all’uso della tecnologia mobile a beneficio della salute, dell’istruzione e del soccorso in caso di disastri, ha infatti annunciato, a fine febbraio, la realizzazione di un piano pionieristico nel suo genere: quello di aiutare il Governo ganese ad utilizzare dati aggregati, anonimi, con l’intento di tracciare e prevenire l’esplosione di epidemie, come quella del virus Ebola del 2014.

Supportato anche dalla William and Flora Hewlett Foundation, il programma vedrà impegnati Vodafone Ghana, il Servizio Statistico Ganese GSS e la Flowminder, una organizzazione no-profit che lavora con organismi governativi, non governativi e ONG nella raccolta, elaborazione ed analisi dei dati degli operatori di telefonia mobile e satellitare soprattutto relativi a paesi poveri, fornendo supporto ai decision-maker. continua a leggere

Vodafone Foundation monitora i big data in Ghana per combattere la diffusione di malattie infettive

L’analisi dei trend di mobilità della popolazione attraverso la lettura dei big data può essere utile a definire modelli di spostamento delle masse e prevenire e contenere il diffondersi di malattie infettive.

Articolo di Valentina Tarufi su Digital Health Italia

È questo il principio alla base della collaborazione tra Vodafone e il Governo del Ghana.

La Vodafone Foundation, la cui attività caritativa è indirizzata all’uso della tecnologia mobile a beneficio della salute, dell’istruzione e del soccorso in caso di disastri, ha infatti annunciato, a fine febbraio, la realizzazione di un piano pionieristico nel suo genere: quello di aiutare il Governo ganese ad utilizzare dati aggregati, anonimi, con l’intento di tracciare e prevenire l’esplosione di epidemie, come quella del virus Ebola del 2014.

Supportato anche dalla William and Flora Hewlett Foundation, il programma vedrà impegnati Vodafone Ghana, il Servizio Statistico Ganese GSS e la Flowminder, una organizzazione no-profit che lavora con organismi governativi, non governativi e ONG nella raccolta, elaborazione ed analisi dei dati degli operatori di telefonia mobile e satellitare soprattutto relativi a paesi poveri, fornendo supporto ai decision-maker. continua a leggere

L’intervista narrativa: la co-costruzione della storia di malattia e di cura

La Sezione locale Piemontese e VdA della SIPeM ha preso avvio nell’anno 2006 a partire da istanze locali fortemente motivate a creare uno spazio finalizzato al confronto e all’attivazione di sinergie riguardanti metodologie e strumenti innovativi nella formazione in ambito sanitario. Il gruppo ha espresso un interesse per la Medicina narrativa, letteratura, i filmati, il teatro, l’arte e il sapere umanistico, utili a rendere più efficaci i processi formativi riguardanti la comprensione delle esperienze umane profonde legate alla malattia, alla disabilità ed alla morte. Una particolare attenzione inoltre è stata rivolta alla valorizzazione delle competenze educative genitoriali all’interno del patto educativo scuola, sanità e famiglia, volto a riconoscere e valorizzare la dignità dell’azione pedagogica dei genitori come esperti educativi sia come coscientizzazione che nella formazione dei professionisti.

La Società Italiana di Pedagogia Medica si propone di favorire lo sviluppo, il coordinamento e la valorizzazione delle conoscenze, delle ricerche e degli studi nell’ambito della pedagogia medica, nonché la diffusione dei principi di questa disciplina nella formazione del medico e del personale sanitario, in modo da produrre misurabili miglioramenti nella cultura e nei servizi sanitari del Paese. Questo evento si situa all’interno di un programma più ampio, denominato Scuola Diffusa di Medical Humanities e Pratiche Narrative e si terrà il 13 e 14 Aprile 2018, dalle 8.30 alle 16.30, presso la Fondazione Opera San Camillo di Torino.

Si tratterà di eventi con carattere di laboratori, durante i quali si praticheranno e apprenderanno metodi e tecniche relative all’uso nella formazione dei professionisti della salute delle arti visive, filmiche, della letteratura, del teatro e della narrazione. La scuola è “diffusa” perché gli eventi saranno distribuiti su tutto il territorio nazionale, ripetuti nel programma o anche variati, ma unificati dallo stile, dalla modalità di conduzione e dall’idea centrale che “curare se stessi” è altrettanto necessario che aumentare le proprie competenze. E’ stata avviata già una prima iniziativa pressoVilla Crowford a Sant’Agnello sulla costiera sorrentina dal titolo “Per un’ermeneutica della narrazione. Metodologie e strumenti dell’interpretazione” nel mese di ottobre 2017.

Si sta delineando un programma biennale a cura delle sezioni locali che opereranno anche in sinergia tra loro. Gli incontri successivi saranno a Pellio di Intelvi in provincia di Como il 22 e 23 giugno 2017 a cura della Sezione ticinese e poi in Trentino in data ancora da definire.

Qui si può scaricare la locandina e consultare il programma completo.

La medicina basata sulla la narrazione: dimensione della cura nell’era digitale

La medicina basata sulla narrazione: la dimensione umana della cura nell’era digitale è il titolo del convegno organizzato dall’Aiom Sezione Regione Lazio per fare il punto sull’evoluzione della relazione medico paziente sostenuta dalla diffusione delle tecnologie informatiche, tra app, device e socialnetwork.

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà  a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Tra i relatori Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, con un intervento dal titolo “L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia” e  Sandro Spinsanti, direttore dell’Istituto Giano di Roma, con “Medicina Narrativa: solo chiacchiere?”.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Programma

15.00 Presentazione,  Fabi, G. Lanzetta, E. Cortesi

15.10 Conduttori, De Bac, S. Molinari

15.15 Lettura del Racconto: Rosso D’Agosto,  Passacantando

15.30 Medicina Narrativa: solo chiacchiere?, Sandro Spinsanti

16.00 L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia, Cristina Cenci

16.30 La applicazione clinica della Medicina Narrativa: la cartella narrativa in oncologia, M. C. Cercato

17.00 Discussione interattiva tra ospiti e platea dopo le relazioni. Modera: S. Molinari

17.45 Conclusioni

Cliccando qui si può visualizzare la locandina della giornata.

La medicina basata sulla la narrazione: dimensione della cura nell’era digitale

 

La medicina basata sulla narrazione: la dimensione umana della cura nell’era digitale è il titolo del convegno organizzato dall’Aiom Sezione Regione Lazio per fare il punto sull’evoluzione della relazione medico paziente sostenuta dalla diffusione delle tecnologie informatiche, tra app, device e socialnetwork.

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà  a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Tra i relatori Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, con un intervento dal titolo “L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia” e  Sandro Spinsanti, direttore dell’Istituto Giano di Roma, con “Medicina Narrativa: solo chiacchiere?”.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Programma

15.00 Presentazione,  Fabi, G. Lanzetta, E. Cortesi

15.10 Conduttori, De Bac, S. Molinari

15.15 Lettura del Racconto: Rosso D’Agosto,  Passacantando

15.30 Medicina Narrativa: solo chiacchiere?, Sandro Spinsanti

16.00 L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia, Cristina Cenci

16.30 La applicazione clinica della Medicina Narrativa: la cartella narrativa in oncologia, M. C. Cercato

17.00 Discussione interattiva tra ospiti e platea dopo le relazioni. Modera: S. Molinari

17.45 Conclusioni

Cliccando qui si può visualizzare la locandina della giornata.

La medicina basata sulla la narrazione: dimensione della cura nell’era digitale

 

La medicina basata sulla narrazione: la dimensione umana della cura nell’era digitale è il titolo del convegno organizzato dall’Aiom Sezione Regione Lazio per fare il punto sull’evoluzione della relazione medico paziente sostenuta dalla diffusione delle tecnologie informatiche, tra app, device e socialnetwork.

Patrocinato dall’Osservatorio Medicina Narrativa Italia, il convegno si svolgerà  a Roma il 16 aprile a partire dalle ore 15 presso l’Aula Bignami, al piano terra della Patologia Generale, Policlinico Umberto I, Viale Regina Elena 324.

Tra i relatori Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, con un intervento dal titolo “L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia” e  Sandro Spinsanti, direttore dell’Istituto Giano di Roma, con “Medicina Narrativa: solo chiacchiere?”.

Numerosi gli esperti nella faculty del convegno: Cristina Cenci del Center for Digital Health Humanities, Maria Cecilia Cercato e Alessandra Fabi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO, Enrico Cortesi del Policlinico Umberto I, Margherita De Bac del Corriere della Sera, Gaetano Lanzetta dell’ I.N.I. Grottaferrata, Stefano Molinari di Radio Radio, l’insegnante Daria Passacantando e Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano.

Programma

15.00 Presentazione,  Fabi, G. Lanzetta, E. Cortesi

15.10 Conduttori, De Bac, S. Molinari

15.15 Lettura del Racconto: Rosso D’Agosto,  Passacantando

15.30 Medicina Narrativa: solo chiacchiere?, Sandro Spinsanti

16.00 L’evoluzione della relazione medico paziente: antropologia del viaggio digitale con la malattia, Cristina Cenci

16.30 La applicazione clinica della Medicina Narrativa: la cartella narrativa in oncologia, M. C. Cercato

17.00 Discussione interattiva tra ospiti e platea dopo le relazioni. Modera: S. Molinari

17.45 Conclusioni

Cliccando qui si può visualizzare la locandina della giornata.

Innovazione e digitale fanno ancora paura agli italiani?

Cosa dice il Rapporto 2017 Agi-Censis La cultura dell’innovazione presentato a Montecitorio

Articolo di AGI Innovazione

Digitale e innovazione: italiani divisi tra “voglia di futuro” e paure di fronte a un Paese che sta cambiando. Le nuove tecnologie, da una parte, sono viste come un’opportunità ma, dall’altra, resta una forte diffidenza: sono in molti a pensare che i processi di automazione sottrarranno lavoro e l’innovazione produrrà nuovi e più ampi divari sociali. Il dato emerge dal Rapporto 2017 Agi-Censis ‘La cultura dell’innovazione’ presentato a Montecitorio, alla presenza della presidente della Camera, Laura Boldrini, del direttore di Agi, Riccardo Luna, e del segretario generale del Censis, Giorgio De Rita, nel corso l’evento “#InnovazioneItalia: storie, idee e persone che cambiano il mondo” promosso da Agi. continua a leggere

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