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Con il diario narrativo digitale cure personalizzate in oncologia

Articolo di Viola Rita su OMNI

Uno spazio per raccontare se stessi non solo come pazienti ma come persone, all’interno del proprio vissuto quotidiano, fatto di azioni, emozioni, relazioni. A crearlo è uno strumento chiamato diario narrativo digitale o Digital Narrative Medicine  (DNM), che affianca la cartella tradizionale fornendo elementi narrativi che il curante raccoglie e contestualizza all’interno della storia clinica. Il tutto per migliorare la comunicazione fra le parti e, dunque, anche l’aderenza e il successo della terapia. Il diario narrativo digitale è stato sperimentato in alcune realtà ospedaliere italiane, tra cui l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IFO di Roma, che lo ha utilizzato in due studi su pazienti oncologici. A illustrarci questa esperienza e i suoi possibili sviluppi è Maria Cecilia Cercato, responsabile del progetto all’IFO. Continua a leggere

Stampanti 3D e robotica: l’innovazione si fa largo nella sanità

Articolo di Sara Lavorini su Sanità24 – Il Sole 24 Ore

La progettazione personalizzata degli interventi chirurgici sulla base della ricostruzione delle parti anatomiche riprodotte con stampanti tridimensionali a partire dalle immagini Tac del paziente, l’uso di manichini robot per la simulazione di scenari critici nei contesti reali con la telepresenza degli istruttori sempre mediata da altri robot e, lo sviluppo della gestione informatizzata dei dati sanitari (cartella digitale elettronica). Questi e molti altri importanti argomenti sono stati illustrati durante il XX Congresso Mondiale della International Ergonomics Association… Continua a leggere

Stampanti 3D e robotica: l’innovazione si fa largo nella sanità

Articolo di Sara Lavorini su Sanità24 – Il Sole 24 Ore

La progettazione personalizzata degli interventi chirurgici sulla base della ricostruzione delle parti anatomiche riprodotte con stampanti tridimensionali a partire dalle immagini Tac del paziente, l’uso di manichini robot per la simulazione di scenari critici nei contesti reali con la telepresenza degli istruttori sempre mediata da altri robot e, lo sviluppo della gestione informatizzata dei dati sanitari (cartella digitale elettronica). Questi e molti altri importanti argomenti sono stati illustrati durante il XX Congresso Mondiale della International Ergonomics Association… Continua a leggere

La medicina narrativa nei Ridait Seminars del Regina Elena di Roma

Due, in particolare, gli appuntamenti nei prossimi mesi dedicati alla medicina narrativa all’interno del terzo modulo del terzo ciclo dei Ridait Seminars promossi dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IRCCS di Roma.

Ecco il programma:

 

Martedì 6 novembre 2018

h. 14:30 – 15:30

“Medicina Narrativa: le basi di una metodologia clinico assistenziale”

Relatori: Maria Cecilia Cercato, Elvira Colella

 

Martedì 4 dicembre 2018

h. 14:30 – 15:30

“La cartella narrativa digitale: applicazione nella pratica clinica oncologica”

Relatori: Mari Cecilia Cercato, Cristina Cenci

 

Entrambi gli eventi si svolgeranno presso l’Aula “C” del Centro Multimediale IFO in via E. Chianesi, 53 Roma.

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla segreteria organizzativa: Maria Vincenza Sarcone, tel. 06/52665301/2521, e-mail vincenza.sarcone@info.gov.it

Patients’ Digital Health Awards: 40 Associazioni Pazienti coinvolte, 45 i progetti candidati, 4 i premiati

Rehability, Mirrorable, L’anatomia digitale a un click per il paziente ed Elysium sono i progetti vincitori della prima edizione del Patients’ Digital Health Awards, bando di concorso ideato da 40 Associazioni pazienti con la collaborazione della Digital Health Academy e il contribuito incondizionato di Fondazione MSD, per premiare l’ideazione e la realizzazione di progetti di salute digitale che, nell’ottica dei pazienti, possono concorrere a migliorare la qualità di vita di chi vive la malattia in prima persona e dei caregiver e/o a facilitare l’iter assistenziale.

Due le categorie premiate ieri alla Casa del Cinema: 1) soluzioni tecnologiche che sono già state sviluppate, sperimentate o utilizzate; 2) soluzioni ideate e progettate, ma che non hanno ancora trovato realizzazione o applicazione nella realtà.
45 i progetti o idee di start-up e organizzazioni sanitarie che hanno risposto con entusiasmo al bando di concorso ideato e sviluppato dalle 40 Associazioni di Pazienti protagoniste, a partire dai risultati di una indagine sugli unmeet needs, da loro stessi somministrata a oltre 800 pazienti: proposte che spaziano dalle aree di supporto psicologico e logistico al paziente, a strumenti di riabilitazione cognitiva di pazienti pediatrici, a reti digitali di condivisione di esperienze ma anche di dati e informazioni su terapie e centri di cura per facilitare l’iter assistenziale, alla telemedicina e ai device per il monitoraggio in remoto e il coaching per migliorare stili di vita, ad app di supporto alla gestione della patologia e all’aderenza alla terapia.
In questo ampio e variegato ventaglio di progetti e idee, la giuria – composta da rappresentanti delle Associazioni dei Pazienti, esperti del patient engagement e di digital health – ha decretato i 4 vincitori:
• Il Primo classificato, a cui verrà consegnato un grant di 5.000 euro, è stato il progetto Mirrorable, una piattaforma interattiva, ideata dall’Associazione FightTheStroke, che consente un modello unico di terapia riabilitativa a domicilio, appositamente studiato per rispondere alle esigenze dei bambini che hanno subito danni cerebrali in una fase molto precoce della loro vita, con impatti a livello motorio.

• Il Secondo classificato, a cui verrà fornita una consulenza di formazione personalizzata erogata dalla Digital Health Academy, è stato il progetto Rehability, una suite di serious games per la (tele-)riabilitazione fisica e cognitiva di pazienti neurologici, ideata e progettata da Imaginary SRL.

• Il Terzo classificato, a cui è stato erogato un biglietto per partecipare alla conferenza internazionale Frontiers Health (Berlino, 15-16 novembre 2018) e un contributo per spese di viaggio, vitto e alloggio, è stato il progetto L’anatomia patologica a un click per il paziente, una rete consultiva da remoto che fornisce attività di consulenza e di second opinion a fine diagnostico per specifici pazienti, ideata dall’Unità Complessa di Anatomia Patologica Cannizzaro di Catania.

• Il premio per la migliore idea, a cui è stato fornito un biglietto per partecipare alla conferenza internazionale Frontiers Health e un contributo per spese di viaggio, vitto e alloggio, è stato attribuito a Elysium, progetto digitale che permette la condivisione di dati sanitari in modo certificato e sicuro grazie a una piattaforma basata sulla tecnologia blockchain, sull’intelligenza artificiale e l’analisi dei big data.

Non solo una premiazione, ma anche una vera e propria giornata di formazione, confronto e networking sui temi dell’innovazione digitale e sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, Fondatori del centro di ricerca Human Ecosystem Relazioni, Roberto Ascione, CEO di Healthware Group, Guendalina Graffigna, Professore ordinario di Psicologia presso l’Università Cattolica di Milano, Domenica Taruscio, Direttore Centro Nazionale di Malattie Rare, Istituto Superiore di Sanità, sono solo alcuni dei nomi che, in qualità di relatori, hanno partecipato alla giornata e condiviso la loro esperienza e visione sull’innovazione digitale nel mondo salute.
Un’economia nuova sta nascendo dal digitale, coinvolgendo i pazienti nelle più svariate direzioni – spiega Goffredo Freddi, Direttore della Fondazione MSD. Le tante adesioni a questa prima edizione dei Patients’ Digital Health Awards dimostrano ancora una volta come il mondo della salute sia in continua trasformazione e in cerca di risposte innovative e originali ai bisogni non ancora soddisfatti dei pazienti e delle persone che li supportano. Fondazione MSD è orgogliosa di sostenere un progetto che promuove una trasformazione digitale a misura di persona”.

Oggi si conclude una nuova tappa del viaggio che Fondazione MSD ha iniziato 8 anni fa con tutte le Associazioni di Pazienti protagoniste indiscusse del Patients’ Digital Health Awards – dichiara Claudia Rutigliano, Coordinatrice Scientifica di Fondazione MSD. Una tappa importante perchè momento di engagement puro – piuttosto che di formazione top-down – di tutte le Associazioni, che con la loro competenza e con la loro infinita energia, diventano co-protagoniste della trasformazione digitale in atto”.

Patients’ Digital Health Awards: 40 Associazioni Pazienti coinvolte, 45 i progetti candidati, 4 i premiati

Rehability, Mirrorable, L’anatomia digitale a un click per il paziente ed Elysium sono i progetti vincitori della prima edizione del Patients’ Digital Health Awards, bando di concorso ideato da 40 Associazioni pazienti con la collaborazione della Digital Health Academy e il contribuito incondizionato di Fondazione MSD, per premiare l’ideazione e la realizzazione di progetti di salute digitale che, nell’ottica dei pazienti, possono concorrere a migliorare la qualità di vita di chi vive la malattia in prima persona e dei caregiver e/o a facilitare l’iter assistenziale.

Due le categorie premiate ieri alla Casa del Cinema: 1) soluzioni tecnologiche che sono già state sviluppate, sperimentate o utilizzate; 2) soluzioni ideate e progettate, ma che non hanno ancora trovato realizzazione o applicazione nella realtà.
45 i progetti o idee di start-up e organizzazioni sanitarie che hanno risposto con entusiasmo al bando di concorso ideato e sviluppato dalle 40 Associazioni di Pazienti protagoniste, a partire dai risultati di una indagine sugli unmeet needs, da loro stessi somministrata a oltre 800 pazienti: proposte che spaziano dalle aree di supporto psicologico e logistico al paziente, a strumenti di riabilitazione cognitiva di pazienti pediatrici, a reti digitali di condivisione di esperienze ma anche di dati e informazioni su terapie e centri di cura per facilitare l’iter assistenziale, alla telemedicina e ai device per il monitoraggio in remoto e il coaching per migliorare stili di vita, ad app di supporto alla gestione della patologia e all’aderenza alla terapia.
In questo ampio e variegato ventaglio di progetti e idee, la giuria – composta da rappresentanti delle Associazioni dei Pazienti, esperti del patient engagement e di digital health – ha decretato i 4 vincitori:
• Il Primo classificato, a cui verrà consegnato un grant di 5.000 euro, è stato il progetto Mirrorable, una piattaforma interattiva, ideata dall’Associazione FightTheStroke, che consente un modello unico di terapia riabilitativa a domicilio, appositamente studiato per rispondere alle esigenze dei bambini che hanno subito danni cerebrali in una fase molto precoce della loro vita, con impatti a livello motorio.

• Il Secondo classificato, a cui verrà fornita una consulenza di formazione personalizzata erogata dalla Digital Health Academy, è stato il progetto Rehability, una suite di serious games per la (tele-)riabilitazione fisica e cognitiva di pazienti neurologici, ideata e progettata da Imaginary SRL.

• Il Terzo classificato, a cui è stato erogato un biglietto per partecipare alla conferenza internazionale Frontiers Health (Berlino, 15-16 novembre 2018) e un contributo per spese di viaggio, vitto e alloggio, è stato il progetto L’anatomia patologica a un click per il paziente, una rete consultiva da remoto che fornisce attività di consulenza e di second opinion a fine diagnostico per specifici pazienti, ideata dall’Unità Complessa di Anatomia Patologica Cannizzaro di Catania.

• Il premio per la migliore idea, a cui è stato fornito un biglietto per partecipare alla conferenza internazionale Frontiers Health e un contributo per spese di viaggio, vitto e alloggio, è stato attribuito a Elysium, progetto digitale che permette la condivisione di dati sanitari in modo certificato e sicuro grazie a una piattaforma basata sulla tecnologia blockchain, sull’intelligenza artificiale e l’analisi dei big data.

Non solo una premiazione, ma anche una vera e propria giornata di formazione, confronto e networking sui temi dell’innovazione digitale e sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, Fondatori del centro di ricerca Human Ecosystem Relazioni, Roberto Ascione, CEO di Healthware Group, Guendalina Graffigna, Professore ordinario di Psicologia presso l’Università Cattolica di Milano, Domenica Taruscio, Direttore Centro Nazionale di Malattie Rare, Istituto Superiore di Sanità, sono solo alcuni dei nomi che, in qualità di relatori, hanno partecipato alla giornata e condiviso la loro esperienza e visione sull’innovazione digitale nel mondo salute.
Un’economia nuova sta nascendo dal digitale, coinvolgendo i pazienti nelle più svariate direzioni – spiega Goffredo Freddi, Direttore della Fondazione MSD. Le tante adesioni a questa prima edizione dei Patients’ Digital Health Awards dimostrano ancora una volta come il mondo della salute sia in continua trasformazione e in cerca di risposte innovative e originali ai bisogni non ancora soddisfatti dei pazienti e delle persone che li supportano. Fondazione MSD è orgogliosa di sostenere un progetto che promuove una trasformazione digitale a misura di persona”.

Oggi si conclude una nuova tappa del viaggio che Fondazione MSD ha iniziato 8 anni fa con tutte le Associazioni di Pazienti protagoniste indiscusse del Patients’ Digital Health Awards – dichiara Claudia Rutigliano, Coordinatrice Scientifica di Fondazione MSD. Una tappa importante perchè momento di engagement puro – piuttosto che di formazione top-down – di tutte le Associazioni, che con la loro competenza e con la loro infinita energia, diventano co-protagoniste della trasformazione digitale in atto”.

Patients’ Digital Health Awards 2018 – Evento di Premiazione

Il 16 ottobre mattina, presso la Casa del Cinema di Roma, si terrà l’evento conclusivo del Premio PDHA che mira a rendere visibile l’innovazione digitale che già oggi caratterizza il percorso di prevenzione e cura in Italia. Il Premio è promosso dalla Digital Health Academy in collaborazione con circa 40 Associazioni di Pazienti ed il supporto incondizionato di Fondazione MSD. Per la prima volta, sono i pazienti stessi a premiare l’innovazione digitale.

Leggi il programma completo dell’evento

Patients’ Digital Health Awards 2018 – Evento di Premiazione

Il 16 ottobre mattina, presso la Casa del Cinema di Roma, si terrà l’evento conclusivo del Premio PDHA che mira a rendere visibile l’innovazione digitale che già oggi caratterizza il percorso di prevenzione e cura in Italia. Il Premio è promosso dalla Digital Health Academy in collaborazione con circa 40 Associazioni di Pazienti ed il supporto incondizionato di Fondazione MSD. Per la prima volta, sono i pazienti stessi a premiare l’innovazione digitale.

Leggi il programma completo dell’evento

Dal Festival della robotica un appello per la cooperazione sanitaria

Articolo di Michelangelo Bartolo su Sanità24 – Il Sole 24 Ore

I mondi della cooperazione, della robotica, della telemedicina, delle biotecnologie, dell’e-learning abbattono le distanze e possono insieme divenire lo strumento di incontro che crea brecce in muri talvolta fisicamente invalicabili. Dal Festival internazionale della robotica di Pisa un appello per ribadire la convinzione che le nuove spinte migratorie possano essere gestite anche attraverso il potenziamento dei sistemi sanitari nei paesi di origine. Migliorare lo stato di salute di una popolazione si traduce in un aumento del benessere di un paese, e può contribuire a contenere i flussi di persone disperate costrette a lasciare la propria terra. Continua a leggere

Dal Festival della robotica un appello per la cooperazione sanitaria

Articolo di Michelangelo Bartolo su Sanità24 – Il Sole 24 Ore

I mondi della cooperazione, della robotica, della telemedicina, delle biotecnologie, dell’e-learning abbattono le distanze e possono insieme divenire lo strumento di incontro che crea brecce in muri talvolta fisicamente invalicabili. Dal Festival internazionale della robotica di Pisa un appello per ribadire la convinzione che le nuove spinte migratorie possano essere gestite anche attraverso il potenziamento dei sistemi sanitari nei paesi di origine. Migliorare lo stato di salute di una popolazione si traduce in un aumento del benessere di un paese, e può contribuire a contenere i flussi di persone disperate costrette a lasciare la propria terra. Continua a leggere

L’uso della narrazione (digitale) nella pratica clinica

di Alessandro Franceschini *

Spesso quando si parla di Medicina Narrativa, ho l’impressione che non si capisca bene a cosa ci si voglia riferire. Gli usi della narrazione in medicina, sono infatti molteplici e, nonostante le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità abbiano cercato di disambiguare il termine, si riscontra ancora una certa difficoltà nel far convergere diverse scuole di pensiero.

Io ritengo che, in riferimento specifico alla pratica clinica, la narrazione dovrebbe rappresentare un elemento in più attraverso il quale i curanti accedono a notizie sulla storia del paziente, che permettono loro di qualificare ulteriormente la relazione di cura e, soprattutto, di effettuare diagnosi più veloci e precise e di personalizzare l’intervento terapeutico facendolo risultare più appropriato ed efficacie.

Un esempio per comprendere quanto sto dicendo. Poniamo il caso che il medico non sappia che il paziente del quale dovrà prendersi cura, al di là di quello che può emergere da una classica anamnesi, abbia alle spalle un’esperienza negativa di vissuto di malattia di un suo conoscente per il quale una certa cura farmacologica non ha avuto gli effetti sperati. È plausibile che il paziente a questo punto sia molto scettico circa la prospettiva di seguire, per sé stesso, una cura attraverso farmaci, ma non è detto che nel setting della visita si senta o abbia l’opportunità di far emergere questo suo pregiudizio. Il medico, senza conoscere questa storia, agirà in maniera standardizzata nei confronti del paziente prescrivendo, come di routine, la cura che riterrà più opportuna ma, presumibilmente, il paziente avrà difficoltà ad aderirvi e magari continuerà a rivolgersi a vari specialisti trovandosi sempre in difficoltà perché la questione non viene affrontata in maniera adeguata. Offrendo invece l’opportunità di raccontarsi in forma scritta, il paziente potrebbe decidere di far emergere questa sua problematica e il curante potrebbe tenerne conto.

Certo, forse sto semplificando troppo. Mi si dirà che il medico comunque cerca sempre di indagare anche il vissuto del paziente per avere a disposizione elementi utili per orientarsi e per supportarlo. Ma quanto è possibile riuscire ad esercitare questo tipo di indagine nei tempi strettissimi di una visita, in un contesto burocratico che spesso non favorisce la possibilità di dialogo approfondito al di là di ciò che è correlato a elementi prettamente clinici?

Metodologicamente, tener conto solo dell’aspetto biomedico della malattia, fa correre il rischio di non riuscire ad approdare ad una diagnosi adeguata e di non personalizzare le cure con tutte le conseguenze negative che questo comporta. Ecco allora che diventa essenziale, per una buona pratica clinica, la possibilità di accede anche al modo personale col quale il paziente vive la propria malattia. È necessario incarnare quanto più possibile i dati clinici e le migliori linee guida standardizzate all’individualità specifica della persona da curare.

La Evidence Based Medicine trova pertanto nella Narrative Based Medicine una delle sue più utili alleate, generando quell’occasione virtuosa di poter esercitare una medicina che riesce a mettere e tenere insieme fattori quantitativi e qualitativi.

Ma se tutto ciò è vero e condivisibile, uno scoglio da superare è quello della raccolta delle storie dei pazienti da parte dei curanti. È infatti inverosimile che il medico riesca a leggere in maniera approfondita gli scritti dei suoi pazienti e, se anche riuscisse a farlo, poi come utilizzare quei contenuti ai fini pratici? Inutile nascondere che il medico, purtroppo, non è sempre in grado o non ha molto tempo a disposizione per riuscire ad approfondire la conoscenza del vissuto degli ammalati che a lui si rivolgono e che devono essere gestiti alla luce di esigenze organizzative che, sovente, cozzano di fatto con la possibilità di instaurare relazioni di qualità tra gli attori della storia di cura.

Basti pensare che l’utilizzo della medicina narrativa è menzionato anche nella checklist che l’Age.na.s. ha predisposto per la “Valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”, ma che ad oggi, su una scala di punteggi da 0 a 10, la medicina narrativa ha un valore di solo 2,2. Questo vuol dire che nonostante si riconosca e si cerchi di promuovere ufficialmente la medicina narrativa nelle strutture sanitarie, con difficoltà i professionisti della salute riescono a prenderla in considerazione in maniera concreta.

Un aiuto in tal senso ritengo possa arrivare allora dall’innovazione digitale. Potrebbe essere agevole raccogliere le storie dei pazienti su una sorta di diario digitale creato ad hoc, come nel caso della piattaforma DNM-Digital Narrative Medicine, nel quale il paziente può raccontarsi guidato da stimoli narrativi specifici stabiliti dal curante stesso e che poi questo abbia l’opportunità di accedere alle storie prodotte, attraverso l’elaborazione sintetica che alcuni esperti fanno dei racconti.

Interessante infatti è tener conto che una buona analisi narrativa delle storie dei pazienti permettere di inquadrare la persona non solo rispetto alla fase attuale del suo vissuto di malattia, ma anche cogliendo il suo futuro atteso. In questo modo il medico, integrando i dati e la valutazione prettamente clinica con il punto di vista personale che il paziente ha di sé stesso in quanto ammalato, riesce a orientare in maniera più adeguata anche la prospettiva dell’obiettivo terapeutico verso il quale tendere.

Spesso si ha il pregiudizio che la tecnologia digitale spersonalizzi la relazione, ma in questo caso è vero l’esatto contrario: la medicina narrativa digitale può rappresentare realmente un’innovazione utile ed efficacie per la pratica di una buona medicina attenta alla persona e uno strumento particolarmente valido per promuove lo sviluppo del processo di empowerment, inteso come indice di soddisfazione e valutazione da parte dei cittadini dei servizi per la salute e partecipazione consapevole nelle decisioni che riguardano la propria salute. Un umanesimo digitale nell’ambito della pratica medica rappresenta così una delle innovazioni più affascinanti che proietta l’oggi verso un domani più rassicurante.

 

Alessandro Franceschini, dottore in Filosofia con un master in Medicina Narrativa, si occupa di Medical Humanities e insegna Filosofia Sistematica presso l’ISSR de L’Aquila collegato alla Pontificia Università Lateranense.

Premiata l’innovazione digitale al servizio di medico e paziente

Premiati oggi a Milano i vincitori del Digital Health Program, bando di concorso promosso dall’azienda biofarmaceutica Gilead Sciences. Ricerca Eikon: grande la fiducia e le aspettative degli italiani nell’Intelligenza Artificiale applicata alla salute.

App e sistemi di intelligenza artificiale, reti informatiche a supporto dell’attività del
medico e siti di informazione sulle patologie infettive. Sono solo alcuni dei progetti realizzati grazie al
Digital Health Program, Bando di concorso promosso dall’azienda biofarmaceutica Gilead Sciences e
riservato a Enti di ricerca e ad Associazioni pazienti italiane. Il Bando mira a selezionare e premiare i
migliori servizi e strumenti che, attraverso le tecnologie digitali, possano migliorare qualità di vita e
assistenza terapeutica del paziente con HIV, patologie epatiche e oncoematologiche. 4 i vincitori di
quest’anno che si aggiungono ai 14 del 2016 e del 2017 con un finanziamento complessivo sui tre anni
di oltre 150.000 euro.
L’applicazione delle tecnologie digitali nell’ambito della salute e della medicina è un fenomeno in via di
consolidamento verso il quale gli italiani nutrono grande fiducia e aspettative. Come è emerso
dall’indagine Eikon-Gilead presentata all’evento di premiazione che si è svolto oggi a Milano, il 95% dei
connazionali pensa che nei prossimi 10 anni le tecnologie digitali potranno migliorare la vita delle
persone e circa il 30% che potranno essere utili per la prevenzione, la diagnosi e il monitoraggio delle
malattie. Sono ugualmente ottimisti e fiduciosi quando si parla di IA (Intelligenza Artificiale), nuova
frontiera della tecnologia digitale in grado di replicare se non addirittura migliorare prestazioni
dell’intelligenza umana. Un dato su tutti: quasi 8 italiani su 10 auspica che l’IA possa trovare maggiore
applicazione in ambito medico.
“Iniziative come il Digital Health Program – commenta Eugenio Santoro, Ricercatore del Laboratorio di
Informatica dell’IRCCS Istituto Mario Negri di Milano e Coordinatore della Commissione giudicatrice del
Bando – rappresentano un sostegno importante e di qualità per lo sviluppo della digitalizzazione in
ambito medico sia per le risorse messe a disposizione sia per l’attenzione nella selezione dei progetti
basata su criteri ben precisi tra i quali l’innovatività e la solidità scientifica”.
Innovatività e solidità non mancano ad esempio ad uno dei progetti presentati oggi alla Cerimonia,
basato sull’intelligenza artificiale e vincitore del Bando nel 2017. “Grazie ai fondi ricevuti, abbiamo
usato il machine learning, una forma di intelligenza artificiale che consente alle macchine di imparare,
per creare un programma in grado di capire quali pazienti sono a maggior rischio di sviluppare
un’infezione invasiva da Candida, una grave forma di infezione che può colpire l’organismo umano.
Siamo riusciti a dimostrare che il programma è in grado di predire meglio della statistica classica i casi
di pazienti a rischio” – spiega Carlo Tascini, dell’Ospedale dei Colli di Napoli e responsabile del progetto –
“In futuro, dopo che sarà ulteriormente validato, potremo usarlo direttamente al letto del paziente per
capire quale terapia farmacologica sia meglio intraprendere”.
“I risultati dei primi tre anni del Digital Program ci rendono orgogliosi di aver dato vita a questa
iniziativa, profondamente coerente con quella che è la nostra vocazione all’innovazione – precisa
Valentino Confalone, General Manager di Gilead Sciences Italia – In oltre 30 anni abbiamo reso
disponibili terapie all’avanguardia che hanno cambiato il corso di patologie come l’HIV e l’HCV
migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il nostro obiettivo è però di promuovere l’innovazione anche
“oltre il farmaco” che sia in grado di generare significativi benefici per il malato. A questo scopo
abbiamo dato vita al Bando digital”.

I Bandi di concorso di Gilead
Il Digital Health Program, nato nel 2016, è uno dei tre Bandi che Gilead promuove in Italia dal 2011. Tre
iniziative – Fellowship Program, Community Award e Digital Program – dedicate a Enti di ricerca e cura
e Associazioni pazienti per promuovere e sostenere progetti di natura scientifica, sociale e tecnologica
che migliorino qualità di vita, assistenza terapeutica e outcome dei pazienti affetti da HIV, patologie
epatiche e oncoematologiche. In 8 anni, ai tre Bandi, sono stati premiati quasi 400 progetti con
finanziamenti pari a oltre 9 milioni di euro. Per saperne di più: www.fellowshipgileaditalia.it

 

Premiata l’innovazione digitale al servizio di medico e paziente

Premiati oggi a Milano i vincitori del Digital Health Program, bando di concorso promosso dall’azienda biofarmaceutica Gilead Sciences. Ricerca Eikon: grande la fiducia e le aspettative degli italiani nell’Intelligenza Artificiale applicata alla salute.

App e sistemi di intelligenza artificiale, reti informatiche a supporto dell’attività del
medico e siti di informazione sulle patologie infettive. Sono solo alcuni dei progetti realizzati grazie al
Digital Health Program, Bando di concorso promosso dall’azienda biofarmaceutica Gilead Sciences e
riservato a Enti di ricerca e ad Associazioni pazienti italiane. Il Bando mira a selezionare e premiare i
migliori servizi e strumenti che, attraverso le tecnologie digitali, possano migliorare qualità di vita e
assistenza terapeutica del paziente con HIV, patologie epatiche e oncoematologiche. 4 i vincitori di
quest’anno che si aggiungono ai 14 del 2016 e del 2017 con un finanziamento complessivo sui tre anni
di oltre 150.000 euro.
L’applicazione delle tecnologie digitali nell’ambito della salute e della medicina è un fenomeno in via di
consolidamento verso il quale gli italiani nutrono grande fiducia e aspettative. Come è emerso
dall’indagine Eikon-Gilead presentata all’evento di premiazione che si è svolto oggi a Milano, il 95% dei
connazionali pensa che nei prossimi 10 anni le tecnologie digitali potranno migliorare la vita delle
persone e circa il 30% che potranno essere utili per la prevenzione, la diagnosi e il monitoraggio delle
malattie. Sono ugualmente ottimisti e fiduciosi quando si parla di IA (Intelligenza Artificiale), nuova
frontiera della tecnologia digitale in grado di replicare se non addirittura migliorare prestazioni
dell’intelligenza umana. Un dato su tutti: quasi 8 italiani su 10 auspica che l’IA possa trovare maggiore
applicazione in ambito medico.
“Iniziative come il Digital Health Program – commenta Eugenio Santoro, Ricercatore del Laboratorio di
Informatica dell’IRCCS Istituto Mario Negri di Milano e Coordinatore della Commissione giudicatrice del
Bando – rappresentano un sostegno importante e di qualità per lo sviluppo della digitalizzazione in
ambito medico sia per le risorse messe a disposizione sia per l’attenzione nella selezione dei progetti
basata su criteri ben precisi tra i quali l’innovatività e la solidità scientifica”.
Innovatività e solidità non mancano ad esempio ad uno dei progetti presentati oggi alla Cerimonia,
basato sull’intelligenza artificiale e vincitore del Bando nel 2017. “Grazie ai fondi ricevuti, abbiamo
usato il machine learning, una forma di intelligenza artificiale che consente alle macchine di imparare,
per creare un programma in grado di capire quali pazienti sono a maggior rischio di sviluppare
un’infezione invasiva da Candida, una grave forma di infezione che può colpire l’organismo umano.
Siamo riusciti a dimostrare che il programma è in grado di predire meglio della statistica classica i casi
di pazienti a rischio” – spiega Carlo Tascini, dell’Ospedale dei Colli di Napoli e responsabile del progetto –
“In futuro, dopo che sarà ulteriormente validato, potremo usarlo direttamente al letto del paziente per
capire quale terapia farmacologica sia meglio intraprendere”.
“I risultati dei primi tre anni del Digital Program ci rendono orgogliosi di aver dato vita a questa
iniziativa, profondamente coerente con quella che è la nostra vocazione all’innovazione – precisa
Valentino Confalone, General Manager di Gilead Sciences Italia – In oltre 30 anni abbiamo reso
disponibili terapie all’avanguardia che hanno cambiato il corso di patologie come l’HIV e l’HCV
migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il nostro obiettivo è però di promuovere l’innovazione anche
“oltre il farmaco” che sia in grado di generare significativi benefici per il malato. A questo scopo
abbiamo dato vita al Bando digital”.

I Bandi di concorso di Gilead
Il Digital Health Program, nato nel 2016, è uno dei tre Bandi che Gilead promuove in Italia dal 2011. Tre
iniziative – Fellowship Program, Community Award e Digital Program – dedicate a Enti di ricerca e cura
e Associazioni pazienti per promuovere e sostenere progetti di natura scientifica, sociale e tecnologica
che migliorino qualità di vita, assistenza terapeutica e outcome dei pazienti affetti da HIV, patologie
epatiche e oncoematologiche. In 8 anni, ai tre Bandi, sono stati premiati quasi 400 progetti con
finanziamenti pari a oltre 9 milioni di euro. Per saperne di più: www.fellowshipgileaditalia.it

 

Medical Device Safety Action Plan

La medicina grazie alla tecnologia può ottenere risultati prodigiosi e pur tuttavia importa anche tutti i limiti e vulnerabilità delle tecnologie che adotta. Si aprono così nuovi e inediti scenari e si delinea un nuovo e speciale campo: la sicurezza della medicina digitale. A tal proposito nei mesi scorsi la FDA, ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha sviluppato un piano d’azione sulla sicurezza dei dispositivi medici.

Leggi il documento

Medical Device Safety Action Plan

La medicina grazie alla tecnologia può ottenere risultati prodigiosi e pur tuttavia importa anche tutti i limiti e vulnerabilità delle tecnologie che adotta. Si aprono così nuovi e inediti scenari e si delinea un nuovo e speciale campo: la sicurezza della medicina digitale. A tal proposito nei mesi scorsi la FDA, ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha sviluppato un piano d’azione sulla sicurezza dei dispositivi medici.

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Forum Sistema Salute. Sostenibilità e opportunità nel settore della salute

La dott.ssa Cristina Cenci, CEO di DNM-Digital Narrative Medicine, interverrà nella sessione del Forum dedicata a “L’importanza degli indicatori di esito e delle esperienze di cura riportate dai pazienti nella valutazione di una tecnologia medicale” in programma presso la Stazione Leopolda di Firenze la mattinata di giovedì 11 ottobre.

Leggi il programma dettagliato dell’evento

Forum Sistema Salute. Sostenibilità e opportunità nel settore della salute

La dott.ssa Cristina Cenci, CEO di DNM-Digital Narrative Medicine, interverrà nella sessione del Forum dedicata a “L’importanza degli indicatori di esito e delle esperienze di cura riportate dai pazienti nella valutazione di una tecnologia medicale” in programma presso la Stazione Leopolda di Firenze la mattinata di giovedì 11 ottobre.

Leggi il programma dettagliato dell’evento

Deep Learning: la tecnologia può trasformare l’assistenza sanitaria?

Contributo pubblicato dalla Fondazione Smith Kline

L’applicazione diffusa dell’intelligenza artificiale nell’assistenza sanitaria è stata evocata per mezzo secolo. Per la maggior parte di questo tempo, l’approccio dominante all’intelligenza artificiale è stato ispirato dalla logica: i ricercatori presumevano che l’essenza dell’intelligenza artificiale stesse manipolando espressioni simboliche, usando regole di inferenza. Questo approccio ha prodotto sistemi esperti e modelli grafici che hanno tentato di automatizzare i processi di ragionamento. Nell’ultimo decennio, tuttavia… Continua a leggere

Anche l’articolo di Naylor delinea alcuni dei fattori che spingono per l’adozione di questa tecnologia in medicina e assistenza sanitaria.

“Deep Learning-A Technology With the Potential to Transform Health Care”

“On the Prospects for a (Deep) Learning Health Care System”

Deep Learning: la tecnologia può trasformare l’assistenza sanitaria?

Contributo pubblicato dalla Fondazione Smith Kline

L’applicazione diffusa dell’intelligenza artificiale nell’assistenza sanitaria è stata evocata per mezzo secolo. Per la maggior parte di questo tempo, l’approccio dominante all’intelligenza artificiale è stato ispirato dalla logica: i ricercatori presumevano che l’essenza dell’intelligenza artificiale stesse manipolando espressioni simboliche, usando regole di inferenza. Questo approccio ha prodotto sistemi esperti e modelli grafici che hanno tentato di automatizzare i processi di ragionamento. Nell’ultimo decennio, tuttavia… Continua a leggere

Anche l’articolo di Naylor delinea alcuni dei fattori che spingono per l’adozione di questa tecnologia in medicina e assistenza sanitaria.

“Deep Learning-A Technology With the Potential to Transform Health Care”

“On the Prospects for a (Deep) Learning Health Care System”

Vaccini, social media e comunicazione della scienza

Articolo di Cristina Cenci sul Blog Digital Health di Nòva-IlSole24Ore

Nel quadro del progetto multisciplinare “Valore in prevenzione”, abbiamo ricostruito l’ambiente emotivo, relazionale e sociale che alimenta l’esitazione vaccinale. Lo abbiamo fatto attraverso una ricerca etnografica nelle principali community online durata tre anni. L’analisi ha mostrato come al codice della paura dominante fino al 2015, si siano progressivamente affiancati altri codici. Continua a leggere

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