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Comunicare i vaccini: lo sliding doors nei due mondi di Gemma

Walter Ricciardi (ISS) sul sito presentato a Roma: “Narrazione e storytelling sono una chiave vincente anche nella comunicazione scientifica”. Tutti gli interventi dei partecipanti all’evento “Valore in Prevenzione”

 

Uno “sliding doors” in due mondi possibili: quello di chi vaccina e quello di chi non lo fa. È questo il contesto narrativo della storia di Gemma, la bambina appena “nata” e raccontata nel nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it. Il progetto di storytelling digitale, presentato lo scorso 7 giugno presso la Sala Stampa Estera, ci conduce in due mondi paralleli e, attraverso il microcosmo della vita di una bambina, una vita comune, ci fa vedere cosa accadrebbe alla piccola Gemma se crescesse in un mondo in cui tutti si vaccinano e, per differenza, cosa potrebbe accaderle in una realtà in cui tutti smettessero progressivamente di vaccinarsi.

Perché questa scelta? Per capire l’impatto della mancata vaccinazione sulle vite di ognuno di noi, per raccontare in maniera inedita un tema difficile e tanto dibattuto nel nostro Paese, per innescare la leva dell’identificazione con i personaggi. E, soprattutto, per parlare di scienza in modo nuovo: con l’aiuto delle emozioni e dell’empatia.

Il progetto Gemma e i Vaccini, infatti, è basato su dati scientifici (riscontrabili in alcune infografiche scaricabili dal sito) e si origina all’interno di “Valore in Prevenzione – un Programma a supporto delle decisioni informate in ambito di programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali in Italia“, realizzato da Fondazione Smith Kline, con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities (Leggi l’articolo sul Sole24Ore con il contributo a firma degli autori del Rapporto, “Valore in Prevenzione: ecco come gestire e comunicare le politiche vaccinali in Italia”).

La realizzazione del sito web è stata preceduta da una fase di desk research: “Siamo partiti da un punto di partenza inedito”, spiega Cristina Cenci, Direttrice del Center for Digital Health Humanities.   “Abbiamo cercato di capire e comprendere i nodi emotivi che portano i genitori alla scelta di non vaccinare i propri figli. Abbiamo ascoltato queste voci, analizzato quantitativamente e qualitativamente le conversazioni in Rete, per arrivare a strutturare un progetto di comunicazione sui vaccini che ancora mancava e offrire una chiave di lettura di natura emotiva, supportata tuttavia dalla solidità dei dati scientifici”.

Come ha sottolineato ieri nel corso dell’evento Cenci, in Italia sempre di più si diventa genitori in una fase avanzata del proprio percorso di vita (31,8 anni l’età media delle donne, 35 per gli uomini) e prevale il figlio unico, su cui si concentrano ansie e paure. “Quando nasce un bambino il vaccino è il primo momento in cui i genitori si trovano a negoziare con la collettività le scelte sul proprio figlio, con molta incertezza e fragilità. Con Gemma e i Vaccini vogliamo dare rassicurazione emotiva, senza concentrarci su quanto sia sbagliato non vaccinare, ma mostrando quanto sia importante farlo”.

Tracciando le conclusioni dei lavori, a chiusura dell’evento, Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, complimentandosi con tutto il team di lavoro del progetto Valore in Prevenzione, ha evidenziato come “a volte il mondo scientifico è restio a all’empatia per paura di banalizzare la scienza. E invece questo progetto dimostra che narrazione e storytelling sono una chiave vincente nella comunicazione sui vaccini”. I dialoghi raccontati nel sito, ha spiegato, “sono le stesse discussioni che avvengono nelle nostre case, quando i genitori si trovano a compiere delle scelte sulle vaccinazioni. In tutte le case, anche in quelle di colleghi medici”.

Ricciardi, infine, si è detto soddisfatto per i “passi epocali che l’Italia ha compiuto negli ultimi 4 anni sulle vaccinazioni. La Romania non è riuscita a fare altrettanto, la Francia ci sta seguendo, altri Paesi stanno studiando la nostra legge sulle vaccinazioni. Possiamo ritenerci soddisfatti e guardare al futuro con ottimismo”.

L’evento di presentazione del Rapporto Valore in Prevenzione è stato aperto da Giuseppe Recchia, vice presidente della Fondazione Smith Kline che al suo interno è rappresentata, tra gli altri, da 3 Ministeri e dall’Istituto Superiore di Sanità; Recchia ha ricordato che quest’anno la Fondazione compie 40 anni di vita e svolge attività di ricerca su prevenzione e politiche sociali e sanitarie.

Carlo Favaretti, VIHTALI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha elencato le principali conclusioni e raccomandazioni del Rapporto “Valore in Prevenzione” sulle politiche vaccinali in Italia, tra cui: un framework di valutazione nazionale delle nuove offerte vaccinali, la formazione di una leadership con nuove skill e competenze, lo sviluppo dell’innovazione digitale per il supporto all’informatizzazione dell’anagrafe vaccinale. (Il Rapporto completo è stato pubblicato sulla rivista delle Fondazione, “Tendenze Nuove”).

Andrea Silenzi, VIHTALI, si è focalizzato nel suo intervento sull’area del Rapporto dedicata alla organizzazione e gestione delle reti e dei servizi per le politiche vaccinali, mappando le buone pratiche esistenti a livello nazionale. “Siamo partiti chiedendoci come rendere trasferibili su tutto il territorio nazionale le progettualità di grande qualità messe in campo da parte di alcune regioni italiane per promuovere le vaccinazioni prima e durante la fase di implementazione del PNPV. C’è molto di buono in atto, si tratta di esserne consapevoli e di favorire l’espansione geografica delle buone pratiche”.

Claudio Jommi ha sintetizzato le attività svolte sull’area della prioritarizzazione e programmazione dal gruppo di lavoro di CERGAS SDA Bocconi, in particolare su tre ambiti specifici: framework di valutazione delle nuove offerte vaccinali; valutazione dell’applicabilità ai vaccini di accordi di rimborso condizionato di tipo finanziario o basati sull’esito; effetti del nuovo Codice degli Appalti sulle politiche di acquisto dei vaccini. “È chiaro che il progetto si è focalizzato sull’implementazione del nuovo Piano di Prevenzione Vaccinale, ma l’innovazione non si ferma ed è importante definire un framework più strutturato per il futuro, che tenga conto delle peculiarità dei vaccini; così come è stato importante capire quanto e come il nuovo Codice degli Appalti sta influenzando ed influenzerò la definizione delle gare quando esistono più soluzioni per lo stesso target

Una intera sessione dell’evento, aperta con il lancio del sito www.gemmaeivaccini.it e la performance degli attori degli attori Lucia Fiocco e Camillo M. Ciorciaro, è stata dedicata al tema della comunicazione, con la moderazione di Carla Collicelli del CNR: “È la prima volta che in un convegno scientifico vedo un pezzo di teatro, ed è un segnale bellissimo”.

Lorenza Ferrara (Regione Piemonte) ha raccontato una best practice in ambito regionale: “Abbiamo raccolto tutti i dubbi e le richieste che ci provenivano più frequentemente dagli utenti e ne abbiamo fatto un utile opuscolo per la collettività”.

Maria Grazia Pascucci (Regione Emilia Romagna) ha spiegato che nella sua Regione è stata implementata l’anagrafe vaccinale informatizzata: “I medici di base possono vedere lo stato vaccinale dei loro assistiti, di tutte le età, mentre i genitori possono scaricare i certificati sulle vaccinazioni dei bimbi, necessari per le scuole”.

Michele Conversano (ASL Taranto) ha spiegato che il modello implementato in Puglia è stato adottato anche dalla Calabria. “Tra le azioni, abbiamo fornito le mamme di una App per le prenotazioni, consentendo di indicare gli orari di preferenza per vaccinare i figli; è emerso che gli orari privilegiati sono quelli dell’uscita di scuola dei bimbi e non quelli del mattino presto”.

Sabrina Nardi (Cittadinanzattiva) ha spiegato come, in fase di implementazione del PNPV e dell’introduzione dell’obbligo vaccinale, l’Associazione abbia “raccolto le segnalazioni che ci arrivavano dai cittadini i quali spesso lamentavano disservizi e criticità, feedback fondamentali di cui bisogna tenere conto”.

Una sessione dell’evento, infine, è stata partecipata da rappresentanti di Istituzioni e Federazioni sanitarie.

Per Fausto Francia (SITI) “lo storytelling applicato alla scienza che abbiamo visto oggi è uno degli strumenti nella cassettina degli attrezzi della comunicazione sui vaccini; noi come società scientifica siamo disponibili a diffonderlo”.

Per Alberto Villani (SIP) “serve una alleanza virtuosa di sistema nella sua globalità. La salute pubblica è un tema così importante che la sola bravura comunicativa del medico non può bastare”.

Giovanni Rezza (Istituto Superiore di Sanità) ha aggiunto: “La comunicazione istituzionale è fondamentale. Lo Stato quando introduce l’elemento di obbligatorietà delle vaccinazioni sceglie per conto dei genitori e li solleva da una dose di responsabilità, assumendola su di sé”.

Anche Giovanni Vitali Rosati (SIM) ha mostrato entusiasmo per l’approccio alla comunicazione avviato dal team di lavoro di Valore in Prevenzione, sottolineandone l’imprescindibilità nella relazione efficace con i cittadini e i pazienti.

Per Elisabetta Alti (FIMMG), infine, “i medici devono essere pronti alla comunicazione con più target diversi, dai laureati agli immigrati che parlano poco l’italiano. E la paura, nella comunicazione sui vaccini, è un elemento indispensabile per ricordare le conseguenze di malattie ormai scomparse dalla memoria collettiva”.

Comunicare i vaccini: lo sliding doors nei due mondi di Gemma

Walter Ricciardi (ISS) sul sito presentato a Roma: “Narrazione e storytelling sono una chiave vincente anche nella comunicazione scientifica”. Tutti gli interventi dei partecipanti all’evento “Valore in Prevenzione”

 

Uno “sliding doors” in due mondi possibili: quello di chi vaccina e quello di chi non lo fa. È questo il contesto narrativo della storia di Gemma, la bambina appena “nata” e raccontata nel nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it. Il progetto di storytelling digitale, presentato lo scorso 7 giugno presso la Sala Stampa Estera, ci conduce in due mondi paralleli e, attraverso il microcosmo della vita di una bambina, una vita comune, ci fa vedere cosa accadrebbe alla piccola Gemma se crescesse in un mondo in cui tutti si vaccinano e, per differenza, cosa potrebbe accaderle in una realtà in cui tutti smettessero progressivamente di vaccinarsi.

Perché questa scelta? Per capire l’impatto della mancata vaccinazione sulle vite di ognuno di noi, per raccontare in maniera inedita un tema difficile e tanto dibattuto nel nostro Paese, per innescare la leva dell’identificazione con i personaggi. E, soprattutto, per parlare di scienza in modo nuovo: con l’aiuto delle emozioni e dell’empatia.

Il progetto Gemma e i Vaccini, infatti, è basato su dati scientifici (riscontrabili in alcune infografiche scaricabili dal sito) e si origina all’interno di “Valore in Prevenzione – un Programma a supporto delle decisioni informate in ambito di programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali in Italia“, realizzato da Fondazione Smith Kline, con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities (Leggi l’articolo sul Sole24Ore con il contributo a firma degli autori del Rapporto, “Valore in Prevenzione: ecco come gestire e comunicare le politiche vaccinali in Italia”).

La realizzazione del sito web è stata preceduta da una fase di desk research: “Siamo partiti da un punto di partenza inedito”, spiega Cristina Cenci, Direttrice del Center for Digital Health Humanities.   “Abbiamo cercato di capire e comprendere i nodi emotivi che portano i genitori alla scelta di non vaccinare i propri figli. Abbiamo ascoltato queste voci, analizzato quantitativamente e qualitativamente le conversazioni in Rete, per arrivare a strutturare un progetto di comunicazione sui vaccini che ancora mancava e offrire una chiave di lettura di natura emotiva, supportata tuttavia dalla solidità dei dati scientifici”.

Come ha sottolineato ieri nel corso dell’evento Cenci, in Italia sempre di più si diventa genitori in una fase avanzata del proprio percorso di vita (31,8 anni l’età media delle donne, 35 per gli uomini) e prevale il figlio unico, su cui si concentrano ansie e paure. “Quando nasce un bambino il vaccino è il primo momento in cui i genitori si trovano a negoziare con la collettività le scelte sul proprio figlio, con molta incertezza e fragilità. Con Gemma e i Vaccini vogliamo dare rassicurazione emotiva, senza concentrarci su quanto sia sbagliato non vaccinare, ma mostrando quanto sia importante farlo”.

Tracciando le conclusioni dei lavori, a chiusura dell’evento, Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, complimentandosi con tutto il team di lavoro del progetto Valore in Prevenzione, ha evidenziato come “a volte il mondo scientifico è restio a all’empatia per paura di banalizzare la scienza. E invece questo progetto dimostra che narrazione e storytelling sono una chiave vincente nella comunicazione sui vaccini”. I dialoghi raccontati nel sito, ha spiegato, “sono le stesse discussioni che avvengono nelle nostre case, quando i genitori si trovano a compiere delle scelte sulle vaccinazioni. In tutte le case, anche in quelle di colleghi medici”.

Ricciardi, infine, si è detto soddisfatto per i “passi epocali che l’Italia ha compiuto negli ultimi 4 anni sulle vaccinazioni. La Romania non è riuscita a fare altrettanto, la Francia ci sta seguendo, altri Paesi stanno studiando la nostra legge sulle vaccinazioni. Possiamo ritenerci soddisfatti e guardare al futuro con ottimismo”.

L’evento di presentazione del Rapporto Valore in Prevenzione è stato aperto da Giuseppe Recchia, vice presidente della Fondazione Smith Kline che al suo interno è rappresentata, tra gli altri, da 3 Ministeri e dall’Istituto Superiore di Sanità; Recchia ha ricordato che quest’anno la Fondazione compie 40 anni di vita e svolge attività di ricerca su prevenzione e politiche sociali e sanitarie.

Carlo Favaretti, VIHTALI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha elencato le principali conclusioni e raccomandazioni del Rapporto “Valore in Prevenzione” sulle politiche vaccinali in Italia, tra cui: un framework di valutazione nazionale delle nuove offerte vaccinali, la formazione di una leadership con nuove skill e competenze, lo sviluppo dell’innovazione digitale per il supporto all’informatizzazione dell’anagrafe vaccinale. (Il Rapporto completo è stato pubblicato sulla rivista delle Fondazione, “Tendenze Nuove”).

Andrea Silenzi, VIHTALI, si è focalizzato nel suo intervento sull’area del Rapporto dedicata alla organizzazione e gestione delle reti e dei servizi per le politiche vaccinali, mappando le buone pratiche esistenti a livello nazionale. “Siamo partiti chiedendoci come rendere trasferibili su tutto il territorio nazionale le progettualità di grande qualità messe in campo da parte di alcune regioni italiane per promuovere le vaccinazioni prima e durante la fase di implementazione del PNPV. C’è molto di buono in atto, si tratta di esserne consapevoli e di favorire l’espansione geografica delle buone pratiche”.

Claudio Jommi ha sintetizzato le attività svolte sull’area della prioritarizzazione e programmazione dal gruppo di lavoro di CERGAS SDA Bocconi, in particolare su tre ambiti specifici: framework di valutazione delle nuove offerte vaccinali; valutazione dell’applicabilità ai vaccini di accordi di rimborso condizionato di tipo finanziario o basati sull’esito; effetti del nuovo Codice degli Appalti sulle politiche di acquisto dei vaccini. “È chiaro che il progetto si è focalizzato sull’implementazione del nuovo Piano di Prevenzione Vaccinale, ma l’innovazione non si ferma ed è importante definire un framework più strutturato per il futuro, che tenga conto delle peculiarità dei vaccini; così come è stato importante capire quanto e come il nuovo Codice degli Appalti sta influenzando ed influenzerò la definizione delle gare quando esistono più soluzioni per lo stesso target

Una intera sessione dell’evento, aperta con il lancio del sito www.gemmaeivaccini.it e la performance degli attori degli attori Lucia Fiocco e Camillo M. Ciorciaro, è stata dedicata al tema della comunicazione, con la moderazione di Carla Collicelli del CNR: “È la prima volta che in un convegno scientifico vedo un pezzo di teatro, ed è un segnale bellissimo”.

Lorenza Ferrara (Regione Piemonte) ha raccontato una best practice in ambito regionale: “Abbiamo raccolto tutti i dubbi e le richieste che ci provenivano più frequentemente dagli utenti e ne abbiamo fatto un utile opuscolo per la collettività”.

Maria Grazia Pascucci (Regione Emilia Romagna) ha spiegato che nella sua Regione è stata implementata l’anagrafe vaccinale informatizzata: “I medici di base possono vedere lo stato vaccinale dei loro assistiti, di tutte le età, mentre i genitori possono scaricare i certificati sulle vaccinazioni dei bimbi, necessari per le scuole”.

Michele Conversano (ASL Taranto) ha spiegato che il modello implementato in Puglia è stato adottato anche dalla Calabria. “Tra le azioni, abbiamo fornito le mamme di una App per le prenotazioni, consentendo di indicare gli orari di preferenza per vaccinare i figli; è emerso che gli orari privilegiati sono quelli dell’uscita di scuola dei bimbi e non quelli del mattino presto”.

Sabrina Nardi (Cittadinanzattiva) ha spiegato come, in fase di implementazione del PNPV e dell’introduzione dell’obbligo vaccinale, l’Associazione abbia “raccolto le segnalazioni che ci arrivavano dai cittadini i quali spesso lamentavano disservizi e criticità, feedback fondamentali di cui bisogna tenere conto”.

Una sessione dell’evento, infine, è stata partecipata da rappresentanti di Istituzioni e Federazioni sanitarie.

Per Fausto Francia (SITI) “lo storytelling applicato alla scienza che abbiamo visto oggi è uno degli strumenti nella cassettina degli attrezzi della comunicazione sui vaccini; noi come società scientifica siamo disponibili a diffonderlo”.

Per Alberto Villani (SIP) “serve una alleanza virtuosa di sistema nella sua globalità. La salute pubblica è un tema così importante che la sola bravura comunicativa del medico non può bastare”.

Giovanni Rezza (Istituto Superiore di Sanità) ha aggiunto: “La comunicazione istituzionale è fondamentale. Lo Stato quando introduce l’elemento di obbligatorietà delle vaccinazioni sceglie per conto dei genitori e li solleva da una dose di responsabilità, assumendola su di sé”.

Anche Giovanni Vitali Rosati (SIM) ha mostrato entusiasmo per l’approccio alla comunicazione avviato dal team di lavoro di Valore in Prevenzione, sottolineandone l’imprescindibilità nella relazione efficace con i cittadini e i pazienti.

Per Elisabetta Alti (FIMMG), infine, “i medici devono essere pronti alla comunicazione con più target diversi, dai laureati agli immigrati che parlano poco l’italiano. E la paura, nella comunicazione sui vaccini, è un elemento indispensabile per ricordare le conseguenze di malattie ormai scomparse dalla memoria collettiva”.

Curiosity and What Equality Really Means

Atul Gawande, The New Yorker

I want to start with a story. One night, on my surgery rotation, during my third year of medical school, I followed my chief resident into the trauma bay in the emergency department. We’d been summoned to see a prisoner who’d swallowed half a razor blade and slashed his left wrist with the corner of the crimp on a toothpaste tube. He was about thirty, built like a boxer, with a tattooed neck, hands shackled to the gurney, and gauze around his left wrist showing bright crimson seeping through. full article

#FH18 Fast Track Italia: il racconto dell’evento

Oltre 40 relatori, più di 300 partecipanti per la Fast Track Italia di Frontiers Health

Articolo di Sara Scarpinati su Digital Health Italia

L’evento, anteprima italiana della conferenza globale che si terrà a Berlino il 15 e 16 Novembre 2018, ha raccontato i principali temi della salute digitale e le opportunità di sviluppo dell’ecosistema italiano dell’innovazione nella vibrante location di Superstudio (MI).

Nicola Mattina, Innovator, e Stefano Vitta, Healthware Engage, si sono alternati sul palco di Frontiers Health per parlare della necessità della formazione per affrontare l’inevitabile cambiamento verso la digitalizzazione della Salute.
Ma come realizzare i programmi formativi necessari all’innovazione e alla business transformation? Hanno risposto a questa domanda Cristina Cenci, Digital Narrative Medicine / Digital Health Academy, e Claudia Rutigliano, Fondazione MSD, in una fireside chat ricca di spunti e riflessioni. continua a leggere

#FH18 Fast Track Italia: il racconto dell’evento

Oltre 40 relatori, più di 300 partecipanti per la Fast Track Italia di Frontiers Health

Articolo di Sara Scarpinati su Digital Health Italia

L’evento, anteprima italiana della conferenza globale che si terrà a Berlino il 15 e 16 Novembre 2018, ha raccontato i principali temi della salute digitale e le opportunità di sviluppo dell’ecosistema italiano dell’innovazione nella vibrante location di Superstudio (MI).

Nicola Mattina, Innovator, e Stefano Vitta, Healthware Engage, si sono alternati sul palco di Frontiers Health per parlare della necessità della formazione per affrontare l’inevitabile cambiamento verso la digitalizzazione della Salute.
Ma come realizzare i programmi formativi necessari all’innovazione e alla business transformation? Hanno risposto a questa domanda Cristina Cenci, Digital Narrative Medicine / Digital Health Academy, e Claudia Rutigliano, Fondazione MSD, in una fireside chat ricca di spunti e riflessioni. continua a leggere

Trasformare la digital disruption in una competenza

 

Articolo di Stefano Vitta su Digital Health Italia

Durante l’evento Frontiers Health Fast Track è stata presentata la Digital Health Academy.

La nuova iniziativa promossa da Healthware, DNM – Digital Narrative Medicine ed Esense Ventures dedicata alla formazione professionale. continua a leggere

Diamo Voce ai Tuoi Occhi: il progetto per far comunicare i bambini disabili attraverso i loro occhi

Ogni anno numerosi bambini nascono affetti da patologie neurologiche complesse dovute a difetti genetici, allo sviluppo di malattie già nella vita intrauterina, o ancora a seguito di traumi neonatali

Articolo di Dino Biselli su Digital Health Italia

 

Analizzando l’incidenza di alcune di queste patologie nei principali paesi occidentali, si scopre che la loro diffusione è meno limitata di quello che si possa pensare: ad esempio, le paralisi Cerebrali Infantili colpiscono 3 bambini ogni 1.000 nati vivi, la Sindrome X Fragile ne affliggono 1 ogni 4000 mentre la Sindrome di Down 1 su 1.000.

Le conseguenze causate dalle patologie che rientrano in questa categoria hanno un forte impatto sulle capacità motorie, cognitive, comportamentali e comunicative dei bambini e nella stragrande maggioranza dei casi l’unica possibilità di limitare gli effetti di queste gravi deficienze è la riabilitazione.

Proprio partendo da queste premesse, Fondazione TOG – Togheter to Go di Milano, fin dal 2011 impegnata nella ricerca, assistenza e riabilitazione di minori colpiti da gravi disabilità neurologiche, e il Centro di Neuroftalmologia dell’Età Evolutiva della Fondazione MondinoIstituto Neurologico Nazionale IRCCS di Pavia, con il sostegno della Fondazione Just, hanno dato vita al progetto “Diamo voce ai tuoi occhi” mirato alla realizzazione di un sistema di eye-tracking, vale a dire di un puntatore oculare che permetterà a bambini colpiti da gravi disabilità neurologiche motorie di comunicare attraverso gli occhi, ed è stato presentato a Milano lo scorso 23 aprile. continua a leggere

Diamo Voce ai Tuoi Occhi: il progetto per far comunicare i bambini disabili attraverso i loro occhi

Ogni anno numerosi bambini nascono affetti da patologie neurologiche complesse dovute a difetti genetici, allo sviluppo di malattie già nella vita intrauterina, o ancora a seguito di traumi neonatali

Articolo di Dino Biselli su Digital Health Italia

 

Analizzando l’incidenza di alcune di queste patologie nei principali paesi occidentali, si scopre che la loro diffusione è meno limitata di quello che si possa pensare: ad esempio, le paralisi Cerebrali Infantili colpiscono 3 bambini ogni 1.000 nati vivi, la Sindrome X Fragile ne affliggono 1 ogni 4000 mentre la Sindrome di Down 1 su 1.000.

Le conseguenze causate dalle patologie che rientrano in questa categoria hanno un forte impatto sulle capacità motorie, cognitive, comportamentali e comunicative dei bambini e nella stragrande maggioranza dei casi l’unica possibilità di limitare gli effetti di queste gravi deficienze è la riabilitazione.

Proprio partendo da queste premesse, Fondazione TOG – Togheter to Go di Milano, fin dal 2011 impegnata nella ricerca, assistenza e riabilitazione di minori colpiti da gravi disabilità neurologiche, e il Centro di Neuroftalmologia dell’Età Evolutiva della Fondazione MondinoIstituto Neurologico Nazionale IRCCS di Pavia, con il sostegno della Fondazione Just, hanno dato vita al progetto “Diamo voce ai tuoi occhi” mirato alla realizzazione di un sistema di eye-tracking, vale a dire di un puntatore oculare che permetterà a bambini colpiti da gravi disabilità neurologiche motorie di comunicare attraverso gli occhi, ed è stato presentato a Milano lo scorso 23 aprile. continua a leggere

Il Volo di Pegaso. 10 anni tra arte, salute e scienza.

Viaggio nel Concorso letterario, artistico e musicale dedicato alle malattie rare

Il valore della diversità e la complessità sono il fil rouge della collaborazione tra il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e il Museo delle Civiltà. Le malattie rare sono un esempio paradigmatico di complessità e diversità nell’ambito della Salute e della Scienza così come le collezioni archeologiche ed etnografiche lo sono nell’ambito della storia delle civiltà.

L’evento in programma il 12 giugno intende celebrare il decennale del Concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso”, concepito e organizzato dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare il grande pubblico su aspetti riguardanti le malattie rare. È distinto in tre parti: la prima è dedicata al tema scientifico-divulgativo della relazione tra le diverse espressioni artistiche e le neuroscienze, la seconda è dedicata alla premiazione della X edizione del Concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso” – realizzata con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), in collaborazione con l’Associazione senza scopo di lucro “MatEr-Movie, Art, Technologies & Research” e con la rivista di critica letteraria “Satisfiction”, gemellata con il Festival internazionale di cinema a tema malattie rare “Uno sguardo raro” – la terza parte, introdotta da un intervento musicale del Quartetto Guadagnini, è dedicata alla Mostra delle opere in concorso per la X edizione e una selezione delle opere in concorso nelle precedenti edizioni.

Della Giuria faranno parte numerosi esperti tra cui Cristina Cenci, CEO di Digital Narrative Medicine, antropologa ed esperta in social media e medicina narrativa.

Qui si può consultare il programma completo e l’elenco dei relatori e della giuria.

“Raccontami di te … e della tua famiglia” appuntamento il 14 giugno con il 3° incontro del Progetto

Il 14 Giugno alle 14:30 presso il Centro Congressi Multimediale IFO si terrà il terzo incontro del Progetto di Medicina Narrativa Regina Elena San Gallicano. Il convegno dal titolo “Raccontami di te … e della tua famiglia”  dedica un’ attenzione particolare ai ragazzi che vivono il cancro nella loro famiglia. Maria Cecilia Cercato, dell’ Epidemiologia IRE e Responsabile del Progetto e Antonia Romeo della Compagnia delle Stelle,  presenteranno “il Quaderno dei Racconti 2016 – 17”. Al convegno interverranno anche clinici tra cui Alessandra Fabi, dell’Oncologia Medica 1 che parlerà della comunicazione del tumore ai più giovani.

Alla giornata parteciperà anche Cristina Cenci, CEO della startup DNM, con un intervento dal titolo Il «brutto male» agli occhi della gente con Letture e commenti di Elvira Colella.

L’incontrò si concluderà con la lettura dei racconti scritti dai ragazzi.

Leggi il programma completo dell’evento.

Parlare di vaccini in modo nuovo, con il linguaggio delle emozioni: è nata Gemma!

 Si chiama www.gemmaeivaccini.it il sito internet sviluppato nell’ambito del progetto “Valore in Prevenzione” promosso da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Presentato oggi in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso la Associazione della Stampa Estera.

 

 

I vaccini evocano spesso paure e dubbi. Tutti vogliono il meglio per i loro figli, sia chi vaccina che chi non lo fa: abbiamo in comune più di quanto ci divida. Per questo è nata Gemma. È la storia delle due vite parallele che una bambina nata oggi potrebbe avere in due mondi diversi. In uno, tutti si vaccinano; nell’altro la maggioranza inizia a rifiutare la vaccinazione. La storia ci conduce a seguire Gemma in entrambi i mondi, per raccontare cosa significherebbe la fine dei vaccini, attraverso il microcosmo di una vita umana, semplice, riconoscibile, la vita di una persona che ama, soffre, ha sogni e paure. Il tutto per concentrarsi non su quanto sia sbagliato non vaccinare, ma su quanto sia giusto vaccinare. Su elementi positivi piuttosto che negativi, su speranza piuttosto che paura.

È questo il cuore del nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it nato nell’ambito di “Valore in Prevenzione – un Programma a supporto delle decisioni informate in ambito di programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali in Italia”, uno dei progetti di maggiori dimensioni e complessità realizzato negli ultimi anni da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Presentato oggi, giovedì 7 giugno, a Roma in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso l’Associazone dellaa Stampa Estera.

“Comunicare i vaccini è difficile, perché i vaccini sono un argomento emotivamente complesso” – afferma Gilberto Corbellini presidente Fondazione Smith Kline; limitarsi a trasferire conoscenza scientifica, dati sull’argomento, non sempre aiuta questa comunicazione, anzi può contribuire alla chiusura e a un rifiuto irrazionale di prendere atto di queste informazioni.

“I dati scientifici e le prove di efficacia sono fondamentali per promuovere la conoscenza ma, nel caso delle vaccinazioni, sembrano non sufficienti a convincere chi è esitante – afferma Andrea Silenzi, ricercatore di VIHTALI spin off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – per questo serve un’alleanza intelligente tra mondo della ricerca ed esperti della comunicazione.

Il team di comunicazione di “Valore in Prevenzione” è partito da una prospettiva diversa: rispondere alle paure di chi esita, non con il tono neutro dei dati scientifici, ma offrendo una storia in cui identificarsi. Una storia capace di tradurre i dati nell’impatto che la scelta di non vaccinare potrebbe avere sulla vita delle persone. www.gemmaeivaccini.it è un progetto di storytelling digitale che mira a comunicare emotivamente l’importanza dei vaccini. Spesso i professionisti sanitari o i centri vaccinali, non hanno il tempo per accogliere le paure e i dubbi. Per questo, il progetto Gemma e i Vaccini ha lo scopo di supportarli nel loro ruolo strategico di comunicazione, offrendo anche delle infografiche che possono essere scaricate dal sito.  Le infografiche usano il registro narrativo per illustrare i dati reali su cui la storia di Gemma è basata e servono a mostrare l’intenso lavoro scientifico dietro i vaccini.

Il sito e le infografiche sono rivolte in particolare ai neo genitori che cercano di farsi un’idea su cosa sia meglio per i propri figli.

La storia di Gemma e i Vaccini è un moderno racconto epistolare, narrato attraverso dialoghi rapidissimi tra i personaggi, in formato SMS, WhatsApp, email. “Siamo partiti da quello che oggi fa ogni coppia quando nasce un bambino. Inviare la foto, comunicare quanto pesa, esprimere la gioia e le paure a parenti e amici, attraverso i canali digitali, spiega Cristina Cenci, Direttrice del Center for Digital Health Humanities e tra gli autori del rapporto “Value in Prevention. “Se narrata, anche la scienza può emozionare. Perché non dovrebbe? Ci salva la vita”.

“Come il Valore in Prevenzione dipende dall’efficacia della sua strategia comunicativa, basata tanto sulla razionalità dei numeri, quanto sull’emozione del racconto – conclude Giuseppe Recchia -, in modo simile è nostra intenzione che il Valore di Fondazione Smith Kline sia sempre più basato su una nuova capacità di comunicare non solo i propri valori di indipendenza e trasparenza, ma anche iniziative e progetti in un modo che possa raggiungere nuovi pubblici e nuove persone, con l’intento e l’auspicio di attrarre nuove forze e nuove risorse”.

Parlare di vaccini in modo nuovo, con il linguaggio delle emozioni: è nata Gemma!

 Si chiama www.gemmaeivaccini.it il sito internet sviluppato nell’ambito del progetto “Valore in Prevenzione” promosso da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Presentato oggi in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso la Associazione della Stampa Estera.

 

 

I vaccini evocano spesso paure e dubbi. Tutti vogliono il meglio per i loro figli, sia chi vaccina che chi non lo fa: abbiamo in comune più di quanto ci divida. Per questo è nata Gemma. È la storia delle due vite parallele che una bambina nata oggi potrebbe avere in due mondi diversi. In uno, tutti si vaccinano; nell’altro la maggioranza inizia a rifiutare la vaccinazione. La storia ci conduce a seguire Gemma in entrambi i mondi, per raccontare cosa significherebbe la fine dei vaccini, attraverso il microcosmo di una vita umana, semplice, riconoscibile, la vita di una persona che ama, soffre, ha sogni e paure. Il tutto per concentrarsi non su quanto sia sbagliato non vaccinare, ma su quanto sia giusto vaccinare. Su elementi positivi piuttosto che negativi, su speranza piuttosto che paura.

È questo il cuore del nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it nato nell’ambito di “Valore in Prevenzione – un Programma a supporto delle decisioni informate in ambito di programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali in Italia”, uno dei progetti di maggiori dimensioni e complessità realizzato negli ultimi anni da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Presentato oggi, giovedì 7 giugno, a Roma in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso l’Associazone dellaa Stampa Estera.

“Comunicare i vaccini è difficile, perché i vaccini sono un argomento emotivamente complesso” – afferma Gilberto Corbellini presidente Fondazione Smith Kline; limitarsi a trasferire conoscenza scientifica, dati sull’argomento, non sempre aiuta questa comunicazione, anzi può contribuire alla chiusura e a un rifiuto irrazionale di prendere atto di queste informazioni.

“I dati scientifici e le prove di efficacia sono fondamentali per promuovere la conoscenza ma, nel caso delle vaccinazioni, sembrano non sufficienti a convincere chi è esitante – afferma Andrea Silenzi, ricercatore di VIHTALI spin off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – per questo serve un’alleanza intelligente tra mondo della ricerca ed esperti della comunicazione.

Il team di comunicazione di “Valore in Prevenzione” è partito da una prospettiva diversa: rispondere alle paure di chi esita, non con il tono neutro dei dati scientifici, ma offrendo una storia in cui identificarsi. Una storia capace di tradurre i dati nell’impatto che la scelta di non vaccinare potrebbe avere sulla vita delle persone. www.gemmaeivaccini.it è un progetto di storytelling digitale che mira a comunicare emotivamente l’importanza dei vaccini. Spesso i professionisti sanitari o i centri vaccinali, non hanno il tempo per accogliere le paure e i dubbi. Per questo, il progetto Gemma e i Vaccini ha lo scopo di supportarli nel loro ruolo strategico di comunicazione, offrendo anche delle infografiche che possono essere scaricate dal sito.  Le infografiche usano il registro narrativo per illustrare i dati reali su cui la storia di Gemma è basata e servono a mostrare l’intenso lavoro scientifico dietro i vaccini.

Il sito e le infografiche sono rivolte in particolare ai neo genitori che cercano di farsi un’idea su cosa sia meglio per i propri figli.

La storia di Gemma e i Vaccini è un moderno racconto epistolare, narrato attraverso dialoghi rapidissimi tra i personaggi, in formato SMS, WhatsApp, email. “Siamo partiti da quello che oggi fa ogni coppia quando nasce un bambino. Inviare la foto, comunicare quanto pesa, esprimere la gioia e le paure a parenti e amici, attraverso i canali digitali, spiega Cristina Cenci, Direttrice del Center for Digital Health Humanities e tra gli autori del rapporto “Value in Prevention. “Se narrata, anche la scienza può emozionare. Perché non dovrebbe? Ci salva la vita”.

“Come il Valore in Prevenzione dipende dall’efficacia della sua strategia comunicativa, basata tanto sulla razionalità dei numeri, quanto sull’emozione del racconto – conclude Giuseppe Recchia -, in modo simile è nostra intenzione che il Valore di Fondazione Smith Kline sia sempre più basato su una nuova capacità di comunicare non solo i propri valori di indipendenza e trasparenza, ma anche iniziative e progetti in un modo che possa raggiungere nuovi pubblici e nuove persone, con l’intento e l’auspicio di attrarre nuove forze e nuove risorse”.

L’empatia cura ma non si può improvvisare

Articolo condiviso da OMNI

L’empatia, intesa genericamente come la capacità di mettersi nei panni degli altri, è un’esperienza umana a cui concorrsono diversi fattori – cognitivi, emozionali e sociali. Non è compassione né simpatia, piuttosto, un movimento spontaneo verso il pensiero e il sentire dell’altro, che si manifesta con modalità diversificate che evolvono nel tempo. Un’abilità complessa, insomma, difficile da definire e declinabile nei diversi contesti di riferimento, filosofico, politico, psicologico e, non ultimo, medico. Per spiegare  cos’è l’empatia e quale ruolo possa assumere nel rapporto medico-paziente abbiamo parlato con Laura Boella, docente di Filosofia morale all’Università degli Studi di Milano che ha appena pubblicato il libro Empatie. L’esperienza empatica nella società del conflitto (Raffaello Cordtina Editore 2018) continua a leggere

La medicina umanistica e narrativa

 

Presso la sala multimediale della Biblioteca Digitale – Centro di conoscenza “Riccardo Maceratini” dell’Istituto Regina Elena di Romaè in programma mercoledì 6 giugno la giornata formativa  “La medicina umanistica e narrativa” – I edizione con la responsabilità scientifica di Gaetana Cognetti  e Maria Cecilia Cercato.

Il corso intende formare operatori sanitari all’uso di strumenti di ascolto, osservazione e comunicazione rientranti in particolare nel settore della medicina umanistica e narrativa. La modalità didattica sarà ampiamente dedicata all’interazione sia per quanto riguarda la elaborazione di contenuti narrativi, che l’utilizzo di strumenti per la loro integrazione nella pratica clinica.
La giornata sarà dedicata a introdurre gli aspetti teorici e pratici della medicina umanistica e narrativa come attività importante per superare i limiti di una medicina solo tecnologica e parcellizzata, partendo da una relazione operatore sanitario­paziente basata sulla condivisione ed alleanza.

Maggiori info su: http://www.ifo.it/index/Eventiformazione/CorsiConvegni/06062018.html

La medicina umanistica e narrativa

 

Presso la sala multimediale della Biblioteca Digitale – Centro di conoscenza “Riccardo Maceratini” dell’Istituto Regina Elena di Romaè in programma mercoledì 6 giugno la giornata formativa  “La medicina umanistica e narrativa” – I edizione con la responsabilità scientifica di Gaetana Cognetti  e Maria Cecilia Cercato.

Il corso intende formare operatori sanitari all’uso di strumenti di ascolto, osservazione e comunicazione rientranti in particolare nel settore della medicina umanistica e narrativa. La modalità didattica sarà ampiamente dedicata all’interazione sia per quanto riguarda la elaborazione di contenuti narrativi, che l’utilizzo di strumenti per la loro integrazione nella pratica clinica.
La giornata sarà dedicata a introdurre gli aspetti teorici e pratici della medicina umanistica e narrativa come attività importante per superare i limiti di una medicina solo tecnologica e parcellizzata, partendo da una relazione operatore sanitario­paziente basata sulla condivisione ed alleanza.

Maggiori info su: http://www.ifo.it/index/Eventiformazione/CorsiConvegni/06062018.html

La medicina umanistica e narrativa

 

 

Presso la sala multimediale della Biblioteca Digitale – Centro di conoscenza “Riccardo Maceratini” dell’Istituto Regina Elena di Roma è in programma mercoledì 6 giugno la giornata formativa  “La medicina umanistica e narrativa” – I edizione con la responsabilità scientifica di Gaetana Cognetti  e Maria Cecilia Cercato.

Il corso intende formare operatori sanitari all’uso di strumenti di ascolto, osservazione e comunicazione rientranti in particolare nel settore della medicina umanistica e narrativa. La modalità didattica sarà ampiamente dedicata all’interazione sia per quanto riguarda la elaborazione di contenuti narrativi, che l’utilizzo di strumenti per la loro integrazione nella pratica clinica.
La giornata sarà dedicata a introdurre gli aspetti teorici e pratici della medicina umanistica e narrativa come attività importante per superare i limiti di una medicina solo tecnologica e parcellizzata, partendo da una relazione operatore sanitario­paziente basata sulla condivisione ed alleanza.

Maggiori info su: http://www.ifo.it/index/Eventiformazione/CorsiConvegni/06062018.html

Umanesimo digitale, un questionario per scoprire skill e attitudini personali

 

 

Un workshop esperienziale dedicato all’umanesimo digitale. È l’evento che la Digital Health Academy ha organizzato per il prossimo 8 giugno a Milano, all’interno del Fast Track Italia di Frontiers Health, dedicato al futuro della Digital Health.

I partecipanti del workshop saranno invitati a compiere un vero e proprio viaggio al centro del nostro io digitale, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo che  ognuno di noi può giocare nella rivoluzione in corso.

Il punto di partenza è la compilazione di un questionario online che richiede pochi minuti.
La Digital Health Academy è nata per diffondere la cultura digitale in ambito sanitario, con l’obiettivo di mettere al centro gli esseri umani, con tutte le loro differenze, piuttosto che delle skill astratte uguali per tutti. Perché sono le persone le protagoniste, nella salute e nella tecnologia.

Il workshop si terrà presso Superstudio Events in via Tortona 27, dalle 14 alle 16. Per partecipare e iscriversi si può accedere alla pagina del questionario.

Umanesimo digitale, un questionario per scoprire skill e attitudini personali

 

 

Un workshop esperienziale dedicato all’umanesimo digitale. È l’evento che la Digital Health Academy ha organizzato per il prossimo 8 giugno a Milano, all’interno del Fast Track Italia di Frontiers Health, dedicato al futuro della Digital Health.

I partecipanti del workshop saranno invitati a compiere un vero e proprio viaggio al centro del nostro io digitale, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo che  ognuno di noi può giocare nella rivoluzione in corso.

Il punto di partenza è la compilazione di un questionario online che richiede pochi minuti.
La Digital Health Academy è nata per diffondere la cultura digitale in ambito sanitario, con l’obiettivo di mettere al centro gli esseri umani, con tutte le loro differenze, piuttosto che delle skill astratte uguali per tutti. Perché sono le persone le protagoniste, nella salute e nella tecnologia.

Il workshop si terrà presso Superstudio Events in via Tortona 27, dalle 14 alle 16. Per partecipare e iscriversi si può accedere alla pagina del questionario.

Prevenzione e vaccini, come ottimizzare le politiche vaccinali in Italia? Evento a Roma il 7 giugno

 

Ottimizzare le politiche vaccinali in Italia per massimizzare l’efficacia della prevenzione e l’uso razionale delle risorse: è questo in sintesi l’obiettivo del progetto “Valore in Prevenzione”, sviluppato da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Università Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Si tratta di uno studio che ha messo in relazione le prove di efficacia pubblicate con le strategie e i progetti che le istituzioni, l’accademia e le società scientifiche hanno promosso nel nostro Paese per rispondere alle principali sfide del breve, medio termine in ambito di definizione delle priorità e programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali.

I risultati del lavoro svolto saranno presentati durante l’evento “Value Based Prevention Programmare, Organizzare, Gestire e Comunicare le politiche vaccinali in Italia, che si terrà giovedì 7 giugno presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia (Via dell’Umiltà, 83/c – Roma).

 

Promosso dalla Fondazione Smith Kline, l’evento sarà anche occasione per presentare la Rivista “Tendenze Nuove”, che pubblica studi promossi dalla Fondazione, e un nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it, un progetto di storytelling digitale che mira a comunicare emotivamente l’importanza del vaccino.

 

Scopo del progetto è di proporre un quadro logico per la valutazione e il miglioramento continuo del sistema vaccinale secondo un’ottica “value-based” e di gestione razionale delle risorse, improntata all’integrazione di tutti gli attori coinvolti, professionali e istituzionali, per favorire delle reti cliniche valutabili secondo i principi di efficacia e valore, efficienza e ottimizzazione dei processi, fornendo un contributo a quello che si ritiene un necessario sviluppo di strumenti informatizzati puntuali, per il monitoraggio delle coperture e per la verifica “real life” e “value based” delle politiche vaccinali.

 

L’evento si articola in due sessioni, la prima, dal titolo Programmazione, Organizzazione e Gestione delle Politiche Vaccinali in Italia dopo il PNPV: idee ed esperienze a confronto, sarà presieduta dal professor Gilberto Corbellini (Fondazione Smith Kline) e introdotta da Giuseppe Recchia (Fondazione Smith Kline); interverranno Carlo Favaretti (Vihtali, Università Cattolica), Claudio Jommi (Università del Piemonte Orientale, CERGAS SDA Università Bocconi), Andrea Silenzi (Vihtali, Università Cattolica), Michele Conversano (Dipartimento di Prevenzione ASL di Taranto, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Lorenza Ferrara (Regione Piemonte), Sabrina Nardi (Cittadinanzattiva, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Maria Grazia Pascucci (Regione Emilia Romagna). Invitate anche Emanuela Balocchini (Regione Toscana) e Maria Gramegna (Regione Lombardia).

La seconda sessione, dal titolo Comunicare Efficacemente il Valore della Prevenzione: progettazione e realizzazione di nuovi strumenti sarà presieduta da Giuseppe Recchia e presentata da Cristina Cenci (Eikon). Modera Carla Collicelli (CNR, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline) e partecipano Giovanni Vitali Rosati (SIMP), Fausto Francia (Presidente SItI, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Elisabetta Alti (FIMMG), Giovanni Rezza (Istituto Superiore di Sanità), Alberto Villani (Società Italiana di Pediatria SIP, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline).

 

Le conclusioni sono affidate al Presidente dell’ISS, Walter Ricciardi.

Prevenzione e vaccini, come ottimizzare le politiche vaccinali in Italia? Evento a Roma il 7 giugno

 

Ottimizzare le politiche vaccinali in Italia per massimizzare l’efficacia della prevenzione e l’uso razionale delle risorse: è questo in sintesi l’obiettivo del progetto “Valore in Prevenzione”, sviluppato da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Università Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Si tratta di uno studio che ha messo in relazione le prove di efficacia pubblicate con le strategie e i progetti che le istituzioni, l’accademia e le società scientifiche hanno promosso nel nostro Paese per rispondere alle principali sfide del breve, medio termine in ambito di definizione delle priorità e programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali.

I risultati del lavoro svolto saranno presentati durante l’evento “Value Based Prevention Programmare, Organizzare, Gestire e Comunicare le politiche vaccinali in Italia, che si terrà giovedì 7 giugno presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia (Via dell’Umiltà, 83/c – Roma).

 

Promosso dalla Fondazione Smith Kline, l’evento sarà anche occasione per presentare la Rivista “Tendenze Nuove”, che pubblica studi promossi dalla Fondazione, e un nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it, un progetto di storytelling digitale che mira a comunicare emotivamente l’importanza del vaccino.

 

Scopo del progetto è di proporre un quadro logico per la valutazione e il miglioramento continuo del sistema vaccinale secondo un’ottica “value-based” e di gestione razionale delle risorse, improntata all’integrazione di tutti gli attori coinvolti, professionali e istituzionali, per favorire delle reti cliniche valutabili secondo i principi di efficacia e valore, efficienza e ottimizzazione dei processi, fornendo un contributo a quello che si ritiene un necessario sviluppo di strumenti informatizzati puntuali, per il monitoraggio delle coperture e per la verifica “real life” e “value based” delle politiche vaccinali.

 

L’evento si articola in due sessioni, la prima, dal titolo Programmazione, Organizzazione e Gestione delle Politiche Vaccinali in Italia dopo il PNPV: idee ed esperienze a confronto, sarà presieduta dal professor Gilberto Corbellini (Fondazione Smith Kline) e introdotta da Giuseppe Recchia (Fondazione Smith Kline); interverranno Carlo Favaretti (Vihtali, Università Cattolica), Claudio Jommi (Università del Piemonte Orientale, CERGAS SDA Università Bocconi), Andrea Silenzi (Vihtali, Università Cattolica), Michele Conversano (Dipartimento di Prevenzione ASL di Taranto, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Lorenza Ferrara (Regione Piemonte), Sabrina Nardi (Cittadinanzattiva, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Maria Grazia Pascucci (Regione Emilia Romagna). Invitate anche Emanuela Balocchini (Regione Toscana) e Maria Gramegna (Regione Lombardia).

La seconda sessione, dal titolo Comunicare Efficacemente il Valore della Prevenzione: progettazione e realizzazione di nuovi strumenti sarà presieduta da Giuseppe Recchia e presentata da Cristina Cenci (Eikon). Modera Carla Collicelli (CNR, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline) e partecipano Giovanni Vitali Rosati (SIMP), Fausto Francia (Presidente SItI, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline), Elisabetta Alti (FIMMG), Giovanni Rezza (Istituto Superiore di Sanità), Alberto Villani (Società Italiana di Pediatria SIP, Board Prevenzione Fondazione Smith Kline).

 

Le conclusioni sono affidate al Presidente dell’ISS, Walter Ricciardi.

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